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Viterbo - Sono le condizioni di vita di Sonia Gardini, Massimo La Rosa e i loro tre figli, di cui una disabile - L'appartamento in cui vivono è dell'Ater
Viterbo – Si chiamano Massimo La Rosa e Sonia Gardini. Abitano a Bagnaia e da qualche settimana sono senza acqua né luce. Con tre figli minorenni, ragazza disabile e una coppia di gemelli. E vorrebbero venirne fuori. In nome e per conto dei figli.
La casa è popolare, la zona del cosiddetto “serpentone”. Via Ridolfi 24. Abitazioni una appresso all’altra arroccate in cima a una collina e a un chilometro e mezzo dal primo servizio utile disponibile.
Lui ha 40 anni ed è originario di Catania, lei 55 ed è romana, anche se per vent’anni ha vissuto in Sicilia e ha un accento che è una via di mezzo tra il siculo e il trasteverino.
“Una storia iniziata un anno e mezzo fa – racconta Gardini – quando un nostro parente c’ha ospitato nella sua casa popolare. All’inizio eravamo in sette. Un’ottantina di metri quadrati in tutto. L’intestatario dell’appartamento, un sessantenne, noi, i nostri tre figli e un ragazzo di colore. Dormivamo per terra. L’accordo era semplice. Un accordo verbale. Lui ci teneva in casa e noi lo aiutavamo nelle faccende quotidiane. Un’ospitalità temporanea. Certificata dall’Ater di Viterbo”.
Viterbo – Il “serpentone” di Bagnaia
Viterbo – Sonia Gardini e Massimo La Rosa
Alla fine di dicembre dello scorso anno, l’intestatario della casa popolare se ne va. Per contrasti personali con gli altri coinquilini. Nel frattempo anche il ragazzo di colore aveva abbandonato l’appartamento. E in casa restano soltanto Massimo e Sonia, con i tre figli. Uno di loro gioca nella squadra del Bagnaia. Frequentano tutti e tre le scuole medie.
“Siamo entrambi disoccupati – prosegue Gardini -. Praticamente viviamo con la pensione di nostra figlia, 296 euro in tutto. Con un reddito del genere e senza lavoro è praticamente impossibile prendere un’abitazione sul mercato privato”. Neanche un monolocale, che a Viterbo, di solito, s’attesta attorno alle 250-300 euro in tutto.
Viterbo – Massimo La Rosa
Viterbo – Sonia Gardini
La casa in cui vivono è tenuta a meraviglia. “La dignità, innanzitutto – sottolinea Gardini -, nostra e dei nostri figli”, aggiunge. All’ingresso c’è un salone. Poi cucina a destra con balconcino. Dal salottino si accede poi a un corridoio che porta alla camera da letto, quella dei figli e al bagno. “Soltanto – ribadisce Gardini – che mancano acqua e luce. Quindi non ci possiamo lavare, non possiamo cucinare, non ci possiamo riscaldare. Non possiamo fare tutto quello che una famiglia normale può fare. Non possiamo neanche utilizzare i servizi igienici. Andiamo avanti con le bottiglie dell’acqua e con l’aiuto dei vicini”. Nel frattempo i figli devono andare a scuola e fare i compiti. Scendere poi in strada e socializzare con gli altri.
In cima ai muri, agli angoli, c’è la muffa. Qualche mattonella è saltata via. Non dipende da loro. L’appartamento si trova all’interno di un caseggiato cui si accede da una specie di tunnel, dritto verso il portone d’ingresso che apre alle scale. In questi giorni fa freddo. Fuori piove. E per le scale gelo e umidità si sentono. Lungo tutta la schiena.
Viterbo – Il “serpentone” di Bagnaia
Viterbo – La casa di Sonia Gardini e Massimo La Rosa
“L’intestatario – dice Gardini – andandosene ha staccato le utenze. Questo, inizio anno nuovo. Ma quel che è peggio è che ci sarebbe un debito di mille euro con Talete e 1500 con Enel. Quando abbiamo chiesto spiegazioni, perché la cifra ci sembrava assolutamente eccessiva, abbiamo scoperto che su quei contatori ci sarebbero state diverse utenze. Cosa che spiegherebbe il prezzo da pagare”.
“Siamo occupanti, così c’hanno detto le istituzioni – aggiunge la signora Gardini -, ma senza lavoro, con l’aria che tira e pochi soldi a disposizione…dove andiamo? Dobbiamo e vogliamo far studiare i figli. Vogliamo che si costruiscano un futuro. Chiediamo di essere messi nelle condizioni di poterlo fare. Chiediamo aiuto al comune, che ci dia un alloggio. Chiediamo all’Ater che nel frattempo faccia in modo che acqua e luce ci siano garantiti. Solo così, fra l’altro, possiamo continuare a cercare un lavoro. Cosa che di questi tempi, non è affatto semplice. Ci siamo rivolti al comune, ma ci hanno proposto di trovare un’appartamento perché poi l’amministrazione pagherà l’ingresso. Caparra e mensilità d’anticipo. Ma dopo? Come facciamo dopo a pagare l’affitto? Stiamo pensando di fare appello al prefetto”.
Viterbo – Massimo La Rosa
Viterbo – Il “serpentone” di Bagnaia
Massimo La Rosa si occupa di muratura, giardinaggio, pittura edile e piccoli sgomberi di cantine e case. sa fare pure l’idraulico. Sonia Gardini ha fatto assistenza sociale e anche volontariato con i Cavalieri del Soccorso e le suore Benedettine di Vetralla.
Nel frattempo il comune di Viterbo, per iscrivere tutta la famiglia all’anagrafe, una residenza gliel’ha data. In strada della fantasia numero 259. Residenza fittizia, che si usa per le persone che sono senza fissa dimora. Anche se sono fatte di carne ed ossa, pure loro.