Viterbo – “Un uomo buono e altruista. Un uomo modesto che non si vantava mai di niente”. Centinaia di persone hanno salutato così, con questo ricordo, ieri pomeriggio, Bruno Ignesti, il 79enne morto nella sua villetta in strada Filante dove venerdì scorso è divampato un incendio.
L’addio nella sala del Regno in località Poggino, a Viterbo. Ignesti era Testimone di Geova. Il discorso è stato tenuto da Emanuele Basile. Tantissime le persone presenti, provenienti anche da diverse parti della provincia. Ignesti era infatti un “fratello” molto attivo all’interno dei vari distretti dei Testimoni di Geova presenti nella Tuscia.
Viterbo – I funerali di Bruno Ignesti
Prima il discorso. Alla fine, un canto e una preghiera. “Bruno – ha detto Emanuele Basile – era un grande lavoratore. E nel corso della sua vita, per moltissimi di noi, è stato anche un padre, un fratello maggiore, l’amico del cuore. Bruno ti sapeva ascoltare in silenzio ed era sempre pronto ad accorrere nei momenti di bisogno”.
La sala del Regno si trova al Poggino, a cavallo tra via dell’Industria e la Cassia nord che porta a Montefiascone. Tutt’attorno le attività economiche che caratterizzano l’intera area. Fuori c’è un parcheggio, gestito ieri direttamente dai “fratelli” di Ignesti che aiutavano le persone a trovare posto. Ognuno di loro indossava un gilet, chi giallo, chi arancione.
La cerimonia funebre si può svolgere dovunque la famiglia ritenga opportuno, una camera mortuaria, una casa, il cimitero. Oppure la Sala del Regno su cui è caduta la scelta dei familiari di Ignesti.
“Una volta, quando Bruno faceva ancora il rappresentante – ha continuato a raccontare Emanuele Basile – incontro lungo la strada un gruppo di pastori che stavano pascolando le pecore. Si fermò, scavalcò la staccionata e li raggiunse, mettendosi a mangiare assieme a loro il panino che si portava appresso. Alla fine raggiunse un accordo, dicendogli ‘vi do le due riviste se mi fate assaggiare un po’ di formaggio fatto con le vostre pecore’. Questo era uno dei segni della sua modestia. Questa era una delle sue tante testimonianze. Far sapere agli altri ciò in cui lui credeva fermamente”. Le riviste sono Torre di guardia e Svegliatevi!
In provincia di Viterbo i Testimoni di Geova sono circa 1200, suddivisi in 4 distretti. Nella città di Viterbo si contano più di 400 persone. Un comunità coesa e solidale, pronta ad accogliere chiunque lo chieda. Tra loro, tanti studenti e lavoratori. Persone comuni, testimoni di fede.
Originariamente denominati “Studenti Biblici”, i testimoni di Geova derivano dalla congregazione di un gruppo di studenti della Bibbia fondata nel 1870 in Pennsylvania da Charles Taze Russell. Secondo il rapporto del Corpo direttivo, i Testimoni attivi in tutto il mondo sono oltre 8 milioni e mezzo. In Italia sono circa 250 mila suddivisi in 2.921 congregazioni.
Viterbo – La Sala del Regno
Nel corso della cerimonia funebre, per confortare i familiari del defunto viene pronunciato un discorso che spiega cosa dice la Bibbia sulla morte e sulla speranza della risurrezione (Giovanni 11:25; Romani 5:12; 2 Pietro 3:13). Nel discorso si ricordano inoltre le qualità della persona scomparsa, mettendo in risalto alcune lezioni che si possono imparare dal suo esempio di fedeltà (2 Samuele 1:17-27). La cerimonia si conclude con un cantico basato sulle Scritture (Colossesi 3:16) e una preghiera di consolazione (Filippesi 4:6, 7).
Nel primo pomeriggio di venerdì, la tragedia che ha colpito Bruno Ignesti, quando nell’abitazione di strada Filante 11 è divampato un incendio. Il fuoco ha sorpreso il 79enne, e le fiamme e il fumo denso hanno invaso la villetta. Ignesti ha provato a mettersi in salvo, ma per lui non c’è stato nulla da fare. È rimasto intrappolato nel bagno, perché le grate alla finestra non gli hanno permesso di fuggire.
La moglie, che era all’esterno dell’abitazione, dopo aver tentato di aprire la porta di casa, ha lanciato l’allarme. I vigili del fuoco si sono precipitati ma, entrati nella villetta dopo aver tagliato le grate di ferro, hanno trovato il 79enne già privo di vita.