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Tuscania - Carabinieri - In manette quattro persone che hanno avvicinato un ristoratore viterbese - Uno di loro è collegato a personaggi dell’associazione di tipo mafioso dell’Operazione "Erostrato"

Tentano di estorcergli dei soldi e lo minacciano di morte

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Carabinieri

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Tuscania – Tentano di estorcergli dei soldi e lo minacciano di morte, arrestate quattro persone.

La scorsa settimana, a Tuscania, i carabinieri del nucleo investigativo e delle compagnie di Viterbo e Tuscania hanno arrestato quattro cittadini albanesi, colti nella flagranza del delitto di estorsione, aggravato anche dal metodo mafioso. 

Nello specifico, un cittadino albanese, collegato a personaggi dell’associazione di tipo mafioso disarticolata nello scorso mese di gennaio con l’Operazione Erostrato – condotta dai carabinieri di Viterbo e diretta dalla Procura distrettuale di Roma – spalleggiato da tre connazionali, avrebbe avvicinato un ristoratore viterbese pretendendo 4mila euro come risarcimento per l’acquisto di un’autovettura, che poi avrebbe manifestato problemi di affidabilità, venduta da un amico dell’esercente a un parente – ora detenuto – del malvivente.

“Al rifiuto e alle difficoltà opposte nel tempo dall’esercente  – si legge nella nota dei carabinieri – l’estorsione era progressivamente arrivata a 5.700 euro, e gli estortori avevano prospettato allo stesso il serio rischio che il locale potesse essere danneggiato. Avvertimento che poi si è trasformato in minacce di morte rivolte al titolare e ai suoi familiari.

L’esercente, che già nel dicembre del 2018 aveva subito l’incendio della sua macchina ad opera dell’organizzazione oggetto dell’operazione Erostrato, presa consapevolezza della pericolosità degli soggetti in questione ma soprattutto dell’impossibilità di soddisfare le crescenti pretese dei malfattori, ha deciso di rivolgersi ai carabinieri per ottenere protezione”.

I militari quindi, nell’ottica della più ampia tutela della vittima del reato, si sono appostati e avrebbero osservato i quattro albanesi intascare parte del denaro oggetto dell’estorsione, successivamente li hanno bloccati e arrestati in flagranza.

I carabinieri avrebbero appurato che gli uomini avrebbero agito su chiare indicazioni dategli dal capo detenuto dell’organizzazione criminale.

Il denaro estorto sarebbe dovuto servire, in realtà, a sostenere le spese legali di alcuni degli arrestati che erano stati arrestati con l’Operazione Erostrato, in vista dell’udienza che si terrà al Tribunale di Roma per decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla direzione distrettuale antimafia.

Il Gip del Tribunale di Viterbo, dopo aver convalidato l’arresto richiesto dalla procura della Repubblica di Viterbo, riconoscendo la sussistenza della circostanza aggravante del metodo mafioso, ha applicato la misura cautelare in carcere e disposto la trasmissione degli atti alla Direzione distrettuale Antimafia di Roma, competente per materia.

L’ordinanza del Gip di Viterbo, che segue l’Operazione Erostrato della Dda di Roma, è il secondo provvedimento giudiziario nel quale si fa riferimento ad un delitto con connotazioni mafiose commesso nella provincia di Viterbo, a testimonianza dei focolai di illegalità esistenti in Provincia, ma anche e soprattutto dell’efficacia dell’argine posto dalla sempre auspicabile collaborazione tra cittadini e carabinieri.


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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7 dicembre, 2019

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