Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - No motivato del riesame alla revoca o alleggerimento della misura - Il fratello del boss Ismail e i tre presunti complici sono indagati dalla Dda di Roma - Disposta perizia telefonica in seguito alle indagini

Mafia viterbese bis, ecco perché resta in carcere la banda di David Rebeshi

di Silvana Cortignani
Condividi la notizia:

Mafia viterbese - Il blitz dei carabinieri del 28 novembre in cui è stato catturato Davide Rebeshi

Mafia viterbese bis – Il blitz dei carabinieri del 28 novembre in cui è stato catturato David Rebeshi

Roberto Afeltra

L’avvocato Roberto Afeltra – Difensore dei fratelli Ismail e David Rebeshi

Viterbo – Mafia viterbese bis, ecco perché resta in carcere la banda di David Rebeshi. 

Il tribunale del riesame di Roma ha motivato il no alla revoca o a un alleggerimento della misura di custodia cautelare scattata lo scorso 28 novembre in seguito all’arresto in flagranza per estorsione del fratello del boss 37enne Ismail e dei tre complici. 

Dietro le sbarre sono finiti il 31enne David Rebeshi, il 25enne K.A., il 24enne L.V. e il 22enne I.F..

Indagati dalla Dda di Roma, cui il fascicolo è stato trasmesso dal tribunale di Viterbo dopo la convalida del fermo, anche secondo i giudici del tribunale della libertà, di cui sono uscite le motivazioni, gli arrestati sono da considerare vicini all’associazione a delinquere di stampo mafioso sgominata con l’arresto dei boss Ismail Rebeshi e Giuseppe Trovato nel blitz dell’operazione Erostrato.


Arrestati per estorsione con metodo mafioso

Il quartetto, a caccia di soldi per pagare le spese legali del processo per associazione mafiosa a Ismail, avrebbe preteso indietro da un ristoratore di Tuscania, minacciato di morte, la somma di 4500 spesa dal fratello, gestore del salone Auto Riga di Bagnaia, per l’acquisto di una vettura da un commercialista suo conoscente, residente in un centro dei Cimini, venduta dopo l’arresto del boss dai nuovi gestori dell’attività, che non avrebbero però voluto saperne di consegnare il denaro ai Rebeshi. 

I quattro malviventi, tutti di nazionalità albanese, considerati anche dal Riesame legati al sodalizio criminale italo albanese sgominato il 25 gennaio 2019 nel blitz sfociato nei tredici arresti dell’operazione Erostrato, sono finiti in manette per estorsione aggravata dal metodo mafioso. E nei giorni sorsi sono stati trasferiti da Mammagialla alle carceri di Vicenza e di Voghera, sottoposti a regime di alta sorveglianza.


Disposta perizia telefonica che sarà affidata al professor Civino

Nel corso dell’udienza, celebrata lo scorso 20 gennaio, la posizione dei quattro arrestati si sarebbe ulteriormente aggravata in seguito al deposito a sorpresa, da parte della procura distrettuale antimafia, di ulteriori atti di indagini, tra i quali l’interrogatorio del commercialista residente in un centro dei Monti Cimini che avrebbe venduto per 4.500 euro una macchina Fiat Freemont alla società Auto Riga di Ismail. 

Proprio in virtù delle ulteriori indagini, il prossimo 4 marzo sarà affidata una perizia telefonica all’ingegnere pugliese Sergio Civino, considerato uno dei maggiori specialisti italiani nel settore della Digital Forensics, dal 2017 consulente della “Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere”.

Pronti a ricorrere in cassazione contro il rigetto dell’istanza i difensori Roberto Afeltra, Remigio Sicilia e Samuele De Santis, che assistono David Rebeshi e i tre connazionali, cui Isamil Rebeshi, attualmente detenuto in regime di 41 bis a Cuneo, sarebbe riuscito a dare in qualche modo ordini dal carcere. Proprio per telefono, secondo l’accusa.


Ismail, David e i precedenti per spaccio

Il presunto boss albanese Ismail, anche lui difeso dall’avvocato Afeltra, è dietro le sbarre da novembre 2018, quando fu arrestato per traffico internazionale di cocaina. Due mesi dopo gli è stata notificata in carcere l’ordinanza di arresto per “mafia viterbese”. 

David Rebeshi era stato già arrestato e condannato per spaccio a due anni e otto mesi dopo essere stato sorpreso, all’inizio del 2017, con un carico di 38 chili di marijuana. Motivo per cui il fratello maggiore Ismail, tra aprile e giugno 2017, avrebbe incendiato l’auto di uno dei carabinieri che hanno svolto le indagini e di un altro militare che indagava invece sul rogo della vettura.


Guai giudiziari anche per le compagne dei fratelli Rebeshi

Nell’ambito delle indagini su “mafia viterbese” sono invece finite nei guai anche la compagna di David e la compagna di Ismail, Emanuela Hima e Laura Jona Zaharia, indagate nell’ambito di un altro filone in concorso con Ismail che, mentre era in già in carcere, tra l’8 maggio e il 7 giugno 2019, grazie alle due donne avrebbe messo a segno due operazioni per eludere le disposizioni in materia di prevenzione patrimoniale, con l’aggravante ”di aver commesso il fatto al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa”. In particolare, avrebbe intestato fittiziamente la proprietà della società auto Bicu con sede a Viterbo, al chilometro 3,400 della strada Teverina, alle due donne. Alla sola compagna, invece, la proprietà del capitale sociale della società Le Bell, destinata a curare gli interessi di Rebeshi nel settore dell’intrattenimento notturno e delle compravendite di veicoli.


In Italia nonostante tre espulsioni

Lo scorso 14 agosto, David Rebeshi è stato arrestato in quanto clandestino mentre andava a trovare la compagna che aveva appena dato alla luce la figlia primogenita della coppia, nata all’ospedale di Belcolle. Espulso a marzo 2013 dal prefetto di Roma e poi ancora nel 2015 e a gennaio 2017 dal prefetto di Viterbo, era stato rimandato in Albania la scorsa primavera dopo avere finito di scontare la condanna per spaccio. Si è scoperto così che in Italia era rientrato la scorsa estate con nuovi documenti, ottenuti nel suo paese d’origine utilizzando il cognome della moglie, com’è possibile fare in Albania.

Inviato al centro per il rimpatrio dei migranti di Bari, il giudice di pace pugliese ha accolto il ricorso del difensore Afeltra contro l’espulsione, non convalidando il decreto, come avevano già fatto in precedenza i giudici di pace di Roma, davanti ai quali il legale aveva fatto opposizione nel 2013 e nel 2015. David Rebeshi è stato nuovamente rimesso in libertà “in quanto padre di una neonata e avendo un lavoro stabile” ed è rimasto sul territorio nazionale, potendo quindi fare rientro dalla sua famiglia a Viterbo, dove è finito nuovamente in manette il 28 novembre per estorsione con metodo mafioso. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia:
28 febbraio, 2020

Mafia viterbese bis ... Gli articoli

  1. "Il boss Rebeshi fu mandante del fratello, che ha speso il suo nome per ricattare e intimidire le vittime"
  2. Fu estorsione con metodo mafioso, in carcere anche il fratello del boss Ismail Rebeshi
  3. Estorsione, rapina e associazione mafiosa, David Rebeshi dovrà scontare oltre 10 anni a Mammagialla
  4. Ricorso dei fratelli Rebeshi contro la condanna a 12 anni: "Non fu estorsione con metodo mafioso"
  5. Imprenditori estorti dal boss in carcere, i fratelli Rebeshi condannati a 12 anni in appello per metodo mafioso
  6. Processo bis ai fratelli Rebeshi, chiesti 15 anni di carcere per il boss "mandante" di estorsioni dal carcere
  7. Imprenditori vittime dei fratelli Rebeshi, davanti alla corte d'appello il ristoratore e la moglie
  8. Mafia viterbese bis, la corte d'appello vuole sentire la versione delle presunte vittime dei fratelli Rebeshi
  9. Imprenditori estorti dal boss Rebeshi e dal fratello, Dda di Roma e difesa pronti a darsi battaglia in appello
  10. Imprenditori vittima di estorsione: "Metodo mafioso anche senza menzionare il sodalizio criminale"
  11. Fratelli Rebeshi accusati di estorsioni mafiose, la difesa: "Fu esercizio arbitrario delle proprie ragioni"
  12. "Evidente il carattere 'mafioso' delle condotte dei fratelli David e Ismail Rebeshi"
  13. Fratelli Rebeshi, tra Ismail e David non ci fu "mafia" ma solidarietà familiare...
  14. Fratelli Rebeshi, il boss Ismail assolto perché "le vittime non hanno avuto paura"
  15. Imprenditori "taglieggiati", ai domiciliari David Rebeshi dopo condanna a 5 anni per estorsione
  16. Mafia viterbese bis, inammissibile il ricorso dei tre complici dei fratelli Rebeshi
  17. Estorsione con metodo mafioso, sperano nella cassazione i presunti complici dei fratelli Rebeshi
  18. Assolto il boss Ismail Rebeshi, condannato a 5 anni il fratello David
  19. "Ismail Rebeshi non fu mandante di estorsioni dal carcere con metodo mafioso"
  20. Caccia ai soldi per il boss in prigione, fratelli Rebeshi e tre sodali ancora davanti ai giudici
  21. Mafia viterbese bis, chiesti 12 anni e mezzo per i fratelli Ismail e David Rebeshi
  22. "Rapporti amicali tra il fratello del boss Rebeshi e le presunte vittime..."
  23. Mafia viterbese, parlano le donne dei fratelli Rebeshi: "Ismail non dava ordini dal carcere"
  24. Commercianti ricattati, ridotta in appello la pena ai tre complici dei fratelli Rebeshi
  25. Mafia viterbese, salta il processo d'appello ai tre complici dei fratelli Rebeshi
  26. Mafia viterbese, gli ordini dal carcere del boss Ismail Rebeshi
  27. Il boss: "Io vittima di truffa" - Il concessionario: "Mi sono pisciato sotto"
  28. Mafia viterbese, il pentito Dervishi parla per la prima volta in aula
  29. Imprenditori minacciati e ricattati, processo bis per tre sodali dei fratelli Rebeshi
  30. "Commerciante inseguito in auto e messo all’angolo in un’area di servizio"
  31. Minacce di morte per un'auto difettosa venduta al boss Rebeshi, parla il commercialista
  32. "Mai avuto paura di Ismail. Era perbene, non ha bruciato la mia Jaguar"
  33. Estorsione con metodo mafioso, al via in carcere il processo ai fratelli Rebeshi
  34. Bocciato il ricorso di David Rebeshi. restano sotto sequestro 22.500 euro provento di spaccio
  35. Estorsione con metodo mafioso, al via a gennaio il processo ai fratelli Ismail e David Rebeshi
  36. Estorsione con metodo mafioso, i tre complici condannati a 9 anni e 4 mesi ciascuno
  37. Mafia viterbese bis, udienza preliminare per i fratelli David e Ismail Rebeshi
  38. Mafia viterbese bis, udienza preliminare per i fratelli David e Ismail Rebeshi
  39. Oltre 22mila euro della droga sotto sequestro, bocciato il ricorso della moglie di Ismail Rebeshi per averli
  40. Alla sbarra per estorsione con metodo mafioso i fratelli Rebeshi, vittime un ristoratore e un concessionario
  41. Un anno a David Rebeshi, implicato in "mafia viterbese due" e clandestino in Italia
  42. Estorsione con metodo mafioso, via da Mammagialla la banda di David Rebeshi
  43. "Rebeshi e i tre ventenni sono accusati di metodo mafioso, non è competenza della Dda"
  44. Mafia viterbese bis, David Rebeshi chiede la libertà
  45. "Minacce di morte in albanese, ma si facevano capire con gesti e sguardi"
  46. Estorsione con metodo mafioso, il caso "David Rebeshi" alla Dda di Roma
  47. Estorsione con metodo mafioso, David Rebeshi e i tre complici chiedono la libertà
  48. "Ti ammazzo la famiglia"
  49. Estorsione con metodo mafioso, arrestato il fratello di Ismail Rebeshi
  50. Tentano di estorcergli dei soldi e lo minacciano di morte
  51. Ha una bimba neonata e un lavoro, bloccata l'espulsione di David Rebeshi
  52. Beccato mentre faceva visita alla moglie che aveva appena partorito
  53. Trafficante di droga espulso, rientra in Italia col cognome della moglie
  54. "David Rebeshi capace di delinquere"
  55. I soldi del narcotraffico nascosti tra le medicine
  56. Narcotraffico, sequestrati 22.250 euro in banconote da 50
  57. Sequestrati 38 chili di marijuana

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/congratulazioni-per-questo-meraviglioso-traguardo-raggiunto/