Viterbo – (s.m.) – Nulla di nuovo sotto il sole d’agosto. Per Alvaro Ricci, consigliere comunale Pd, la crisi aperta in comune è “un film già visto”. Tant’è che l’opposizione a Palazzo dei Priori chiede le dimissioni del sindaco Giovanni Arena per chiudere un’esperienza che, per Ricci & co., non fa bene alla città.
Per risalire alla genesi del tutti contro tutti nella maggioranza di centrodestra in comune bisogna guardare a quelle che Ricci definisce “le puntate precedenti”. “Era prevedibile che si sarebbe arrivati a questo – dice il consigliere Pd -. Sembra di assistere alla riedizione del secondo mandato Gabbianelli o alla giunta Marini, cui la maggioranza bocciò perfino il bilancio e conobbe diecimila rimpasti. Non a caso al ballottaggio, due anni fa, votai per Chiara Frontini: serviva aria nuova contro una coalizione trita, ritrita e litigiosa”.
Se le divisioni pesano al punto da portare alla paralisi tanto vale darci un taglio, secondo Ricci: Viterbo ringrazierebbe. “Il risultato del rendiconto è drammatico – spiega -. La città sporca, la discussione bloccata in consiglio per mesi sulla piscina, il patrimonio di opere pubbliche ereditato dall’amministrazione precedente non portato a termine. Penso al depuratore, al parcheggio delle fortezze e fuori porta Faul, all’area camper, alle asfaltature. In due anni non c’è un’opera degna di nota targata Arena: tutti i cantieri sono di appalti precedenti, il che significa che, benché la giunta Michelini avesse problemi enormi, riusciva a lavorare per la città. Questa no. E non si può dire che mancano i soldi: il rendiconto certifica che ci sono e non vengono spesi”.
Una crisi che, per Ricci, è figlia delle divisioni interne, ma anche del pressing dell’opposizione, che ha portato davanti all’Anac e alla Corte dei conti le pratiche dell’appalto ponte per l’igiene urbana e dell’affidamento della piscina comunale. “Abbiamo messo in luce la loro incapacità di governare – afferma l’esponente Pd -, data anche da un’impreparazione amministrativa che la precedente giunta non aveva”.
All’ultimo consiglio comunale di giovedì scorso, la Lega ha ritenuto di votare il rendiconto ma non è voluta andare avanti con le altre questioni, tra cui il nodo piscina; sullo stesso tema era stata recalcitrante tempo fa, non approvando – inizialmente – la modifica del regolamento degli impianti sportivi comunali, propedeutica all’affidamento della piscina alla Fin e all’istituzione del centro federale. “Io credo che condividano le nostre obiezioni”, dice Ricci, che invece ha più difficoltà a spiegarsi l’atteggiamento di Giulio Marini, fresco di autosospensione, in una fase in l’equilibrio di Arena & è così precario.
Su Fratelli d’Italia, invece, per il consigliere Pd, “la volontà di aprire la crisi è del tutto evidente. Non votare il rendiconto è una sfiducia al sindaco”. Sono tornati sui loro i passi, dopo aver abbandonato il lungo consiglio comunale di martedì, facendo saltare l’approvazione. Alla fine, due giorni più tardi, il rendiconto è passato. “Uscire dall’aula durante quella votazione è un atto politico forte, trattandosi del documento contabile con cui si giudica l’operato dell’amministrazione – rileva Ricci -. O è un grave errore, ma parliamo di un partito politicamente navigato, o è una stroncatura della tua maggioranza. E ci sta che condividano le nostre critiche: si recriminano immobilismo a vicenda, si incolpano gli uni con gli altri. Il risultato non cambia: la città è ferma. Ma allora siano consequenziali e diano uno strappo netto alla corda, invece di limitarsi a tirarla”.
Ricci mette sul piatto anche un’altra ipotesi su FdI, guardando alla congiuntura nazionale. “La Lega cala, Meloni cresce: sono dinamiche condizionanti anche a livello locale e provinciale – osserva -. A Civita Castellana ci saranno presto le elezioni: è il secondo paese del Viterbese. La tentazione di sfruttare l’onda del consenso e andare a nuove elezioni anche a Viterbo potrebbe esserci e sarebbe legittima dal punto di vista di Fdi, ma non della città. Poi, quello che succederà concretamente secondo me è un’altra cosa: Arena cercherà di rimettere insieme i cocci e tra sei mesi staremo a parlare dell’ennesima crisi. Ma sarebbe un grave errore”.
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