Viterbo – “Un evento eccezionale e impossibile da prevedere che in pochi attimi ha distrutto tutto quello che si è trovato davanti”. Il sindaco di Viterbo Giovanni Arena non può che descrivere così, come qualcosa di improvviso e devastante, la tromba d’aria che si è abbattuta domenica su Viterbo, in particolare nella zona attraversata dalla Teverina e dalla Cassia Nord.
Pioggia e vento in un mix terrificante hanno provocato danni per milioni di euro. E ora imprenditori e privati sono alle prese con le prime stime.
“Ci siamo mossi immediatamente per mettere in atto tutte le procedure necessarie a richiedere lo stato di calamità alla Regione Lazio – spiega il sindaco Arena -. Sul sito istituzionale, inoltre, ci sono già da ieri i moduli per le aziende agricole che hanno subito danni e da oggi ci saranno anche quelli per i privati. La risposta della macchina amministrativa di palazzo dei Priori è stata immediata, ora speriamo che anche quella della regione sia altrettanto veloce e positiva”.
Lo stato di calamità, infatti, non è concesso in automatico. Serve l’ok della Pisana che valuterà la situazione. Ma quanto è successo due giorni fa nel Viterbese dovrebbe lasciare poco spazio ai dubbi o alle interpretazioni.
“Che si tratti di un evento anomalo ed eccezionale penso sia sotto gli occhi di tutti – prosegue Arena -, ma i passi burocratici sono questi. Intanto io sto cercando di far sentire la mia vicinanza, anche personale, a chi è stato vittima del maltempo e in pochi minuti ha perso la propria azienda o subito danneggiamenti importanti alla propria casa. Da chi non sono potuto andare di persona, cercherò di reperire i numeri almeno per una telefonata”.
Subito al lavoro per fare il punto nell’immediatezza degli eventi atmosferici anche il presidente della Provincia di Viterbo Pietro Nocchi.
“Ci siamo sentiti già domenica con i dirigenti dei settori competenti – spiega Nocchi -, ma per quanto riguarda arterie di competenza della provincia non ci risultano grossi danni o conseguenze oltre a qualche palo Enel o Telecom pericolante o caduto, in particolare nella zona della Teverina”.
Ieri mattina il presidente ha fatto un sopralluogo in alcuni punti più critici. “Ho fatto un giro delle strade più a rischio – aggiunge Nocchi – e ho trovato chiaramente qualche buca in più come sempre accade dopo piogge torrenziali come queste. Al più presto le ditte cantoniere interverranno per ripararle, ma si tratta di ordinaria amministrazione”.
La Regione Lazio dal canto suo ha fatto il possibile per vigilare sul maltempo, soprattutto da un punto di vista della prevenzione, come da prassi.
“La protezione civile regionale aveva diramato l’allerta meteo arancione – chiarisce il consigliere regionale Enrico Panunzi – e quindi già ci si era mossi come sempre per tempo. Ora, all’indomani di quello che è successo, che nonostante le varie allerte è stato davvero imprevedibile, verranno fatti tutti i sopralluoghi di routine una volta che ci verranno inoltrate le richieste di chi ha subito dei danni. Il tutto nel rispetto della gerarchia istituzionale, visto che lo stato di calamità può essere concesso dal governo, poi dalle regioni e così via”.
Francesca Buzzi
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