Viterbo – Botte da orbi in viale Trento, scagionati dal video di Tusciaweb i cinque imputati per la presunta rissa tra romeni e dominicani avvenuta all’alba di domenica 5 gennaio 2020 davanti alla stazione di Porta Fiorentina, a due passi dalle mura e dal centro storico di Viterbo.
Il filmato, la cui acquisizione nel fascicolo del processo è stata chiesta dalle difese, è stato proiettato ieri in aula prima della discussione davanti al giudice Elisabetta Massini.
Cinque, su sei stranieri coinvolti, gli imputati: tre romeni e due dominicani di età compresa tra i 24 e i 30 anni, difesi dai legali De Santis, Federica Ambrogi, Antonella Fiore Melacrinis e Stefano Maria Falcioni. E’ stata invece stralciata la posizione di un terzo sudamericano.
Era il 19 ottobre scorso, quando il giudice ha accolto la richiesta di giudizio abbreviato “condizionato all’acquisizione del video di Tusciaweb”, come espressamente richiesto dall’avvocato De Santis e dagli altri difensori.
Viterbo – La rissa in viale Trento
Tra i corpi di reato la chiave a crociera in acciaio cromato per auto lunga 40 centimetri e un cric che sarebbero stati usati nel violento pestaggio, secondo l’accusa avvenuto all’uscita di un circolo privato adibito a discoteca, all’interno di un appartamento dell’Arci che sarebbe stato privo di autorizzazioni e già teatro in passato di fatti analoghi.
Un banale litigio per futili motivi tra dominicani e romeni diventato rissa, negata però dai diretti interessati e cui nessuno avrebbe assistito, nemmeno la polizia, al cui arrivo c’erano solo delle persone che discutevano in strada, come secondo le difese si vede chiaramente dal video.
Viterbo – La rissa in viale Trento
“Non si vedono aggressioni, ci sono persone che si affrontano, ma che non si stanno azzuffando. Discussione e rissa sono due cose diverse, il confronto verbale non è una rissa. Da quello che si vede, inoltre, i romeni semmai sono riscaldati tra loro e non coi dominicani”, hanno sottolineato i difensori.
L’accusa, sostenendo che il video rappresenta la fase successiva alla rissa, ha chiesto che gli imputati venissero condannati alla pena di 8 mesi ciascuno. le difese, chiedendo l’assoluzione, hanno ribadito che della presunta rissa non esistono prove. Il giudice ha assolto gli imputati con la formula “perché il fatto non sussiste”.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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