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Tribunale - Prostituzione - Presunta vittima, dovrebbe essere ascoltata come testimone contro uno degli aguzzini

Baby squillo a San Faustino, si cerca lucciola scappata all’estero dopo il blitz

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Viterbo - Operazione Libertà - L'arrestato F.I.

Operazione Libertà – L’imputato F.I.


Viterbo – (sil.co.) – Operazione “Libertà”, ultimo tentativo di rintracciare una delle due presunte vittime minorenni che sarebbe scappata all’estero dopo il blitz del maggio 2015 in cui è stata liberata dai suoi aguzzini.

Se non sarà rintracciata entro il 13 dicembre, quando è stata fissata l’ultima udienza del processo all’unico imputato rimasto, si procederà alla discussione e alla sentenza.

E’ la vicenda delle baby squillo che sarebbero state costrette a prostituirsi in un appartamento del quartiere viterbese di San Faustino, un giro stroncato sette anni fa con il blitz denominato  non a caso operazione “Libertà”. 

A processo davanti al collegio del tribunale di Viterbo con la pesante accusa di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione c’è tuttora un quarantenne romeno, I.F., difeso dall’avvocato Luigi Mancini, arrestato a suo tempo con una coppia di connazionali, G.A. e G.D., marito e moglie, con cui avrebbe gestito due case d’appuntamento a Viterbo e Terni facendo prostituire due ragazze.

Emerso che poteva trattarsi di un caso di sfruttamento della prostituzione minorile, dopo gli arresti l’inchiesta passò alla Dda di Roma, competente per questo tipo di reato, per poi tornare alla pm Paola Conti della procura della repubblica di Viterbo, dopo che la coppia era stata già giudicata con l’abbreviato dal gup Annamaria Gavoni del tribunale di Roma. 


Viterbo – Operazione Libertà – Gli arrestati G.A. e G.D.

Operazione Libertà – Gli arrestati G.A. e G.D.


Marito e moglie, assistiti dagli avvocati Luca Sbardella e Luca Gambero, dopo la condanna in primo grado rispettivamente a 9 anni e a 7 anni di reclusione con lo sconto di un terzo del rito nel marzo 2016, si sono visti ridurre la pena in appello a 3 anni e otto mesi e 3 anni e quattro mesi col solo obbligo di firma a marzo 2017. 

La corte d’appello ha accolto la tesi difensiva circa l’insussistenza dell’associazione a delinquere, annullando le aggravanti del vincolo parentale e della minore età per uno dei due coniugi. Secondo gli inquirenti, infatti, la 17enne costretta a vendersi era la nipote della coppia.

I coniugi, secondo l’accusa, avrebberp pubblicizzato prestazioni di natura sessuale su siti internet specializzati, dai nomi evocativi come “incontri per sesso”, utilizzando per gli annunci il numero di uno di loro.

Il sesso a pagamento avrebbe fruttato a chi lo gestiva sui 1500 euro al giorno, il 20-30 per cento dei quali alle escort in erba, pagate tra i 50 e i 100 euro a prestazione. 

L’imputato si sarebbe occupato di marketing e logistica. Avrebbe accompagnato le prostitute a fare la spesa, si sarebbe fatto consegnare gli incassi e occupato della pubblicità chiamando a nome suo i siti, trattando i prezzi e la durata degli annunci. 

Una delle presunte vittime nel frattempo sarebbe tornata in Romania, mentre l’altra potrebbe essere anche lei in patria oppure in Danimarca. 


Articoli: Baby squillo, testimonia un cliente cinquantenne – “Baby squillo in centro, il 40enne si occupava di smistamento clienti e pubblicità” – Baby squillo a due passi dalla chiesa della Trinità, alla sbarra un 37enne – Prostituzione minorile in centro, pena ridotta per una coppia – Prostituzione minorile, coppia condannata – Due alcove del sesso da 1500 euro al giorno – Prostituzione minorile, tre arresti

Media: fotocronaca – slide


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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26 settembre, 2022

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