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Operazione "Cappuccetto Rosso" - Parla il 41enne accusato di avere detenuto esemplari di lupo selvatico in condizioni incompatibili con la loro natura - FOTO E VIDEO

Lupi cecoslovacchi sequestrati, l’allevatore: “Accuse infondate, finalmente i cani sopravvissuti sono tornati a casa”

di Silvana Cortignani
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Viterbo – “Sono due anni e mezzo che piango per i miei cani”. È un fiume in piena Armando Tiberi, l’allevatore 41enne di cani lupo cecoslovacchi finito a processo a Viterbo in seguito al sequestro, ad aprile 2021, di 23 esemplari, 12 dei quali furono trasferiti sull’Amiata, 9 cuccioli e 3 femmine. L’operazione fu chiamata Cappuccetto Rosso.

“Non sono l’allevatore cattivo che ingannava gli ignari acquirenti che credevano di acquistare un cane ma che poi si ritrovano un lupo cattivo, molto più cattivo di quello che mangiò la nonna di cappuccetto rosso”, prosegue.

“Il giudice ha finalmente disposto il ritorno nel loro luogo di origine, dal loro allevatore che li ama e che si prende cura di loro 24 ore su 24, 7 giorni su 7, in una struttura perfettamente idonea con oltre 200 metri quadrati di box, una casa che amano e circa un ettaro di terreno per il loro sgambamento dove possono usufruire di un bosco e un’oasi tutta per loro, insieme ai loro proprietari, appassionati e amorevoli che se ne prendono cura”, spiega Tiberi, mettendo a disposizione dei video girati dopo il ritorno a casa delle bestiole.

Nelle foto pubblicate si vedono i cani così come stavano quando erano sotto sequestro e adesso che sono tornati a casa dell’allevatore.

Accusato di avere importato nell’Unione Europea e detenuto presso la propria abitazione 18 esemplari di lupo selvatico, specie considerata pericolosa per la salute e la pubblica incolumità, in condizioni incompatibili con la loro natura, l’imputato, cui nel frattempo è stata affidata la custodia dei cani sopravvissuti al sequestro di due anni e mezzo fa, tre dei quali sono morti mentre sei sono rimasti sfregiati, ha chiesto di essere giudicato con l’abbreviato tramite i difensori Andrea Danti e Monica Fortuna. Parte civile l’Enpa, rappresentata in udienza dall’avvocato Anna Paradiso.

Ieri è stata ascoltata la genetista di parte Lisa Fiore, secondo la quale gli animali sono stati sequestrati “solo in base alla morfologia non su basi scientifiche”. A settembre saranno ascoltati il consulente del pm Alverto Santini e quello dell’Enpa, Marco Galaverni. Per la difesa, trattandosi di ibridi, è ovvio che per mantello, colore, lunghezza delle zampe siano simili ai lupi.


– Cani incrociati coi lupi selvatici, la genetista della difesa: “Sequestri solo in base alla morfologia non su basi scientifiche” 


“Lavoro da dieci anni con passione e dedizione – sottolinea Tiberi – ho consegnato più di 200 cani a oltre 200 famiglie e ad oggi, questi proprietari, sono tutti ancora sani e salvi, assieme al loro cane”.”E se proprio vogliamo andare a guardare, nessuno dei cani di questo allevatore è stato mai registrato alle Asl come mordace o pericoloso”, ci tiene a precisare. 

“Il sequestro – torna a dire –  è avvenuto solo su una valutazione visiva dove un ‘esperto’ li ha dichiarati come lupi selvatici solo ed esclusivamente per il loro aspetto lupoide”.

“Fu così che i cani che vivevano felici in casa con me, mi sono stati portati via, caricati su un camion e depositati come pacchi postali in un parco in attesa di eseguire i test genetici per definire se fossero cani o lupi, detenuti in due piccole gabbie nel mezzo di una strada neppure custodita. Gabbie anguste, fangose e prive persino di un tetto di copertura, esposti al freddo gelido e alle intemperie. I cani venivano abbeverati in una padella fangosa e rugginosa e mangiavano quando capitava”.



“Dei 12 cani sequestrati, due sono morti, una femmina è scomparsa nel nulla, e non c’è modo di sapere dove sia e soprattutto se sia ancora viva. I cani che sono sopravvissuti, ad oggi, sono tutti malati e denutriti, come testimoniano le analisi eseguite dal mio veterinario”.

“Raja, la presunta fattrice, aveva soltanto quattro mesi e mezzo, nemmeno cinque, quando mi è stata portata via, L’avevo regolarmente acquistata dal coimputato italiano”, dice.

“Negli anni ho richiesto più volte permessi al giudice per fare gli esami veterinari ai miei cani e dalle analisi fatte sono risultati tutti fortemente anemici a causa della forte denutrizione e con sintomi infettivi. Le analisi emocromiche sono agli atti. I cani presentavano parassiti  intestinali e alcuni avevano contratto la rogna demodettica”, ribadisce Tiberi.

“I miei cani, mi preme ribadirlo, dopo 15 mesi di detenzione all’interno di queste gabbie riportano i segni permanenti della detenzione: orecchie amputate, zampe squartate, ferite multiple in ogni parte del corpo, nonché infezioni batteriche, parassiti di ogni genere, rogna demodettica e forte denutrizione. Ho le  prove fotografiche”, conclude fornendo foto, solo alcune delle quali Tusciaweb ha scelto di pubblicare assieme a quelle degli animali felici di essere tornati a casa.

Silvana Cortignani


Articoli: Cani incrociati coi lupi selvatici, la genetista della difesa: “Sequestri solo in base alla morfologia non su basi scientifiche” – Allevamento di cani incrociati coi lupi, una genetista testimone per la difesa – Cani cecoslovacchi incrociati con lupi selvatici, titolare a giudizio con l’abbreviato – Lupi selvatici tra i cani cecoslovacchi dell’allevamento, processo al via con gli animalisti in aula – Lupi venduti per cani, secondo il test del dna sono “figli di una lupa selvatica al 100 per cento” – Scoperti 23 cani incrociati con lupi selvatici, denunciato il titolare di un allevamento

Fotogallery: Cani da lupo cecoslovacchi – Il rientro nell’allevamento


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

 

 

 


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8 luglio, 2023

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