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Acquapendente – Patrigno spara una fucilata alle gambe del figliastro incapace di intendere e di volere e socialmente pericoloso che lo minaccia, oggi l’uomo, un 63enne di Acquapendente, è stato condannato a 9 mesi di reclusione in primo grado per lesioni gravi.
A suo tempo, luglio di sei anni fa, l’imputato fu arrestato per tentato omicidio e rimase ai domiciliari per tutta l’estate. fino a quando la misura fu revocata in seguito agli sviluppi delle indagini che hanno portato alla riqualificazione del reato da parte della pm Paola Conti.
Vittima un 29enne con problemi psichici, lo stesso che lo scorso 14 ottobre – al termine di una delle udienze del processo – ha aggredito all’uscita del tribunale il difensore del patrigno, Vincenzo Dionisi, e lo psicoterapeuta Fabio Tofi, consulente di parte del legale, che aveva appena terminato di testimoniare al processo. Episodio per il quale il giovane sarà processato il prossimo mese di dicembre.
“A mio parere si può parlare di una sorta di impunità per certi soggetti, se si pensa che il mio assistito ha subito una condanna per avere sparato alle gambe del figliastro esclusivamente per difendersi da un’aggressione nei confronti suoi e della compagna, la madre del ragazzo, giudicato dallo psichiatra socialmente pericoloso, scongiurando che potesse accadere di peggio e che fosse lui stesso a commettere un delitto”, il commento a caldo del difensore Vincenzi Dionisi subito dopo la sentenza.
Nessuna provvisionale è stata riconosciuta alla parte civile, a sua volta imputato di stalking, accusa per cui era stata chiesta una condanna a 400 euro di multa e da cui è stato assolto.
Era il 6 luglio 2017, quando il 29enne fu raggiunto da una fucilata sparata dal patrigno, il quale ha sempre detto di avere agito per legittima difesa, in quanto il giovane aveva aggredito sia lui che la madre. Sei anni fa il ragazzo è stato dichiarato incapace di intendere e di volere e socialmente pericoloso.
Sarebbe stato il ragazzo, con problemi psichiatrici, secondo la tesi sostenuta da Dionisi, ad aggredire la madre e il patrigno, puntando un coltello alla gola del patrigno e poi mandando in frantumi a bastonate il lunotto posteriore della Punto dell’uomo parcheggiata nel piazzale del casolare isolato, a 6-7 chilometri dal centro abitato di Acquapendente, all’ora di pranzo del 6 luglio 2017.
Il patrigno avrebbe mirato alle gambe per bloccarlo, mentre faceva per rientrare in casa armato di un bastone, raggiungendolo alle gambe con una fucilata da una finestra al primo piano del casale. Il 20enne, portato a Belcolle in ambulanza è rimasto ricoverato due settimane in ospedale e un mese presso una clinica, costretto in carrozzina e poi con le stampelle.
Silvana Cortignani
Patrigno spara fucilata al figliastro
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
