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Bilanci di fine anno - Economia - Andrea De Simone, segretario provinciale Confartigianato, traccia il bilancio degli ultimi 12 mesi nella Tuscia tra crisi energetica, fiducia dei consumatori e lo spettro del nucleare

“Cresce l’occupazione ma cala la produzione manifatturiera. L’intelligenza artificiale? Nessuna macchina potrà sostituire l’eccellenza del made in Italy”

di Barbara Bianchi
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Viterbo – “Cresce l’occupazione ma cala la produzione manifatturiera. L’intelligenza artificiale? Nessuna macchina potrà sostituire l’eccellenza del made in Italy”. Andrea De Simone, segretario provinciale Confartigianato, traccia il bilancio degli ultimi 12 mesi nella Tuscia tra crisi energetica, fiducia dei consumatori e lo spettro del nucleare. E spiega: “Meglio promuovere ciò che di unico abbiamo piuttosto che fare la guardia ai rifiuti”.

Confartigianato - Andrea De Simone

Confartigianato – Andrea De Simone


Che anno è stato il 2023?
“Un anno difficile, di ripresa per alcuni settori, ma anche un anno che ha messo in grande difficoltà famiglie e imprese. Per la crisi energetica, che Confartigianato ha cercato di contenere proponendo ad associati l’adesione al Cenpi, gruppo di acquisto che aiuta a tenere più bassi i costi. Nei giorni scorsi la BCE ha, poi, deciso di lasciare invariati i tassi di interesse, ma si tratta solo di una pausa alla stretta monetaria che al momento interrompe una serie di dieci rialzi consecutivi, responsabili di un forte impatto sugli oneri finanziari di aziende e cittadini. E anche di una inevitabile flessione negli investimenti, in un quadro generale di incertezza e prudenza caratterizzato dal timore di un ritorno dell’austerity. Come sottolineato anche da Confartigianato sui tavoli governativi, in mancanza di una politica economica comune come quella fatta con il Next Generation EU, si rischia di innescare nuovamente una spirale recessiva, a discapito di tutte le economie ormai indissolubili all’interno del mercato UE”. 

Un solo aggettivo per descriverlo.
“Costoso. Molto costoso”.

Per le festività natalizie è stato stimato da Confartigianato un giro d’affari a livello nazionale per circa 25 miliardi di euro, con particolare attenzione alla campagna “Acquistiamo locale”. Le aspettative si stanno rilevando fondate? Che segnale arriva dall’economia locale?
Acquistiamo locale è un invito a regalare e a regalarsi doni che esprimono il valore artigiano made in Italy e, nel nostro caso, made in Tuscia, oltre alla nostra cultura imprenditoriale e al gusto per il bello, il buono e il ben fatto. È una campagna studiata dalla nostra associazione per valorizzare il lavoro delle imprese e rinsaldare il rapporto di fiducia tra imprenditori e cittadini nelle comunità. Confartigianato, che a fine novembre ha organizzato al centro di Milano un salone con i prodotti tipici regionali natalizi a cui hanno partecipato anche imprese associate viterbesi, intercetta l’attenzione dei consumatori alla qualità, all’unicità e alla sostenibilità di prodotti ‘su misura’, personalizzati, tipici del territorio, a basso impatto sull’ambiente, promuovendone l’acquisto. Le vendite in chiave locale sono stabili rispetto allo scorso anno, con leggeri aumenti ma magari per prodotti di quantità e dimensioni ridotte. Perché il peso del rialzo dei tassi si sente ovunque. Da qualche anno si registra, però, la tendenza all’acquisto di prodotti artigianali per le feste: non a caso il Lazio è la seconda regione d’Italia dopo la Lombardia per acquisti natalizi. Un valore d’affari da 2,4 miliardi di euro”.

Qual è il settore che nel corso degli ultimi 12 mesi ha raggiunto i migliori risultati e quello che invece ha sofferto maggiormente?
“Sicuramente l’edilizia, sfruttando ancora il traino dei bonus nonostante le molteplici difficoltà. Crescono anche il turismo e i settori dei servizi ad esso collegati. Cala la produzione manifatturiera, ma cresce l’occupazione, nonostante la carenza di manodopera sia ormai un problema strutturale: in un contesto caratterizzato da una flessione della domanda internazionale ed un trend ristagnante del PIL (+0,1% nel terzo trimestre del 2023 rispetto il trimestre precedente), va in controtendenza una marcata crescita dell’occupazione che ad ottobre 2023 prosegue il trend positivo, consolidando un prolungato ciclo espansivo, con 458 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima”.

Superbonus. In linea con la Cna ne è stata chiesta al governo la proroga. Nel post pandemia da Covid-19, è stato volano dell’economia, poi ha rivelato alcuni suoi limiti, tra tutti la complessa e macchinosa burocrazia. Ora cosa si rischia nel caso in cui non si vada avanti con il progetto?
“Purtroppo nel decreto legge varato il 28 dicembre scorso non c’è alcuna proroga, come invece richiesto a gran voce e più volte dalle associazioni di categoria e dagli ordini professionali. Si rischia il fermo totale di circa 25mila cantieri: erano trapelate anticipazioni su almeno una proroga trimestrale per il completamento dei lavori non portati a compimento, e invece nulla. In era pandemica il Superbonus ha portato ad uno sviluppo dell’economia, però poi abbiamo scoperto che è stato uno sviluppo drogato: di fatto si stampava moneta fiscale, è comprensibile che il governo Meloni abbia inteso superarlo. Ma ci si aspettava una proroga: sono state disattese le aspettative delle associazioni di categoria, degli ordini professionali e delle imprese, il decreto inserisce solo una sanatoria di carattere soggettivo per chi ha un isee sotto i 15mila euro o relativa all’ultimazione di interventi per chi ha avuto già lo sconto in fattura o la cessione credito per sal già chiusi. Il Superbonus è stato condizionato da luci e ombre, basti pensare ai crediti incagliati. Le continue modifiche normative e la stretta delle banche purtroppo non hanno portato certezze a operatori e cittadini”.

Capitolo intelligenza artificiale. Una realtà sempre più vicina e “quotidiana”. Che ruolo può giocare nel grande mondo dell’artigianato? È da considerare un pericolo o un’opportunità? Può nascere un “artigianato digitale” o ci sono già state esperienze in questo senso?
“La campagna tesseramento 2024 di Confartigianato si chiama, non a caso, Intelligenza Artigiana. Perché l’obiettivo è costruire un modello di sviluppo economico e sociale sostenibile e a dimensione umana, ricco della creatività e delle competenze inimitabili delle piccole imprese. Guardando al futuro, l’unica certezza è che il domani passi inevitabilmente dal valore artigiano, capace di unire l’innovazione digitale con la tradizione manifatturiera per dare anima a prodotti e servizi belli e ben fatti, simbolo del made in Italy e frutto della testa, delle mani e del cuore dei nostri imprenditori. Non si tratta affatto di una sfida o di un rifiuto della modernità, ma della valorizzazione del genio creativo e della manualità che nessuna macchina potrà mai sostituire. Intelligenza Artigiana è l’antidoto alla standardizzazione, è la capacità di toccare con mano la
materia e trasformarla in un oggetto che ha un’anima, una storia, un’identità. L’intelligenza artificiale può analizzare dati e produrre risultati con una velocità impensabile, ma è l’intelligenza artigiana che immette nei prodotti e nei servizi quei valori di autenticità e di eccellenza che sono ciò che ha reso il made in Italy unico al mondo”.

Spettro del nucleare nella Tuscia. Il 2023 si è chiuso con la pubblicazione da parte del governo della Cnai, la carta delle aree idonee alla realizzazione di un deposito nazionale di rifiuti nucleari. Su 51 totali, 21 insistono proprio nella nostra provincia. Cosa significherebbe la nascita di un impianto nella Tuscia? Conseguenze per la nostra economia? Quali azioni avete intenzione di mettere in atto?
“Questo territorio in quanto a servitù ha già pagato un prezzo esagerato. Con pochi risultati in cambio: la trasversale non è stata mai completata, anche se grazie al lavoro parlamentare di Mauro Rotelli finalmente ora qualcosa si muove, e la ferrovia veloce per Roma è ancora un miraggio. Paghiamo la vicinanza con la Capitale, che attrae risorse, e il ritardo infrastrutturale atavico. Per quanto riguarda le scorie, per ora la Sogin ha stilato la lista dei siti idonei ad ospitarle, 21 dei quali sono nella Tuscia. L’augurio è che nessun comune della provincia presenti la propria candidatura, perché alla fine il nodo è tutto lì. Gli effetti sull’economia sarebbero, inutile nasconderlo, certamente positivi per quei centri che ospitano le scorie radioattive, non è un segreto, ma credo che per lo sviluppo del tessuto imprenditoriale della nostra terra dobbiamo puntare più su turismo, enogastronomia e unicità delle nostre produzioni. Meglio promuovere ciò che di unico abbiamo
piuttosto che fare la guardia ai rifiuti nucleari”.

Cosa ti auguri per l’anno alle porte? Quali sono gli obiettivi da raggiungere nel 2024?
“Mi auguro che il 2024 sia un anno sempre più a valore artigiano e, soprattutto, a trazione artigiana. Un anno in cui si affermi sempre più anche nel nostro territorio un modello di sviluppo sostenibile, inclusivo, a misura d’uomo. Un modello fondato sul lavoro, sulla qualità e sulla partecipazione attiva di enti intermedi come la nostra associazione alla coesione e al progresso delle nostre comunità territoriali”.

Barbara Bianchi


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3 gennaio, 2024

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