Viterbo – “Quelli di Fratelli d’Italia sono i nemici pubblici numero uno”. La sindaca Chiara Frontini lo dice a chiare lettere. L’incubo politico suo e del marito Fabio Cavini. Il tutto nero su bianco nella trascrizione fatta dalla procura di Viterbo della registrazione della cena del 26 settembre a casa del consigliere Marco Bruzziches.
Una preoccupazione che però non va detta, né agli assessori e tantomeno ai consiglieri di Viterbo 2020, se non ai più fidati. Perché, come precisa Frontini, “non è che sempre tutti devono capire tutto”. “Immaginati – prosegue infatti la sindaca – un’assemblea di venti consiglieri e nove assessori, all’interno della quale ti devi mettere a fare questo ragionamento, dove tu hai tutte le gamme delle sensibilità politiche… cioè ci sono delle cose dove tu o sei nel gruppo o non sei nel gruppo”.
Viterbo – La sindaca Chiara Frontini e Fabio Cavini
Il punto di partenza che, quella sera, a tavola, porta poi a parlare di Fratelli d’Italia, è il ruolo che, secondo Cavini e Frontini, starebbe giocando l’ex presidente del consiglio Letizia Chiatti. La “mano destra di FdI”, come l’ha definita Cavini, che vorrebbe traghettare verso il partito della premier Meloni parte dei consiglieri di maggioranza. Non direttamente, ma creando in sala d’Ercole un nuovo gruppo consiliare. Cosa che per Frontini e Cavini destabilizzerebbe gli assetti iniziali e rischierebbe di rendere la sindaca politicamente ricattabile.
Nei confronti di Frontini e Cavini, muovendo proprio da quella cena e dalla registrazione della stessa fatta da Bruzziches, i pm Massimiliano Siddi e Chiara Capezzuto hanno chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di minaccia a corpo politico in concorso. Dopo una denuncia di Bruzziches e le indagini che ne sono seguite. L’udienza davanti al Gup Giacomo Autizi è fissata per il prossimo 21 novembre, in via Falcone e Borsellino, palazzo di Giustizia. I pm avevano chiesto anche il giudizio immediato, respinto dalla Gip Rita Cialoni.
Viterbo – Il gruppo di FdI in consiglio comunale: Matteo Achilli, Laura Allegrini e Antonella Sberna
“Quelli di Fratelli d’Italia sono i nemici pubblici numero uno…”, dice dunque Frontini. E ne spiega anche le ragioni. “Perché sono i nemici pubblici numero uno? – domanda la sindaca rivolgendosi a Bruzziches -. Perché tra un pochetto ci sono le elezioni provinciali e se quelli pijano pure la provincia, allora c’hanno il governo, la regione, la provincia e dopo vengono ad attaccare il comune, perché a quel punto non gli basta più e quindi tu sei lì scoperto e non c’hai più alleanze istituzionali, a meno che non entri in Fratelli ed è una cosa che io non farò mai”.
Il rischio che Frontini e Cavini avvertono è quindi quello dell’accerchiamento. Se FdI vince le elezioni provinciali, il passo successivo sarebbe il comune dove, per la sindaca e suo marito, Fratelli d’Italia avrebbe già la sua quinta colonna al lavoro, ossia Letizia Chiatti che un paio di imboscate già avrebbe tentato di farle, con l’obiettivo di far mancare i numeri alla maggioranza. Secondo Frontini e Cavini. La prima imboscata, quando Chiatti si è dimessa dalla presidenza del consiglio chiedendo che il suo successore fosse eletto subito. “È dal primo giorno che ci rompe i coglioni – ha spiegato poco prima Cavini -, ma di che cosa si parla? Ma lei si è dimessa quando il consiglio… perché allora intanto il presidente non andava eletto subito, l’ha… l’ha fatto con… ha studiato tutto, come fa lei”. “Letizia è chirurgica”, precisa subito Frontini. “Sì – rilancia Cavini -, però c’è un problema, che siamo più bravi, si è dimostrato sul campo, l’abbiamo cappottata, l’abbiamo… abbiamo fatto tornare la gente dalla Puglia, la gente non è partita dalla (probabilmente per la Grecia, ndr) Grecia… Grecia… hai capito? Aveva i voli, cioè lei deve capire che quando fai il tifo…”. Qui Cavini si interrompe.
Viterbo – L’ex presidente del consiglio Letizia Chiatti
La seconda imboscata sul regolamento sullo sport presentato dall’assessore Emanuele Aronne “che lei (Chiatti, ndr) – sottolinea Cavini – voleva affondarlo perché era già d’accordo con Fratelli d’Italia, che noi siamo venuti a saperlo queste date di salvataggio con il Pd e il Pd non è uscito dall’aula, lo sai perché è stato approvato all’unanimità, non ti sei mai accorto in consiglio”.
E qui entra in ballo il Pd, il partito contro la cui candidata, Alessandra Troncarelli, Frontini ha vinto le elezioni del 2022. “Noi abbiamo vinto – aveva detto qualche minuto prima Cavini a Bruzziches – perché abbiamo sconfitto il più grosso, uno dei più grossi poteri che c’era a Viterbo dopo Fioroni, che era quello di Panunzi. Un giorno, perché ne avrei voglia, facciamo un paio di giorni insieme con la sindaca e con tua moglie e ti racconterò alcuni aneddoti di come siamo riusciti a vincere le elezioni. Perché ci sono dei motivi per cui si sono vinti, non è che si so vinte perché… e soprattutto in quelle dimensioni… Vedi, io nella vita so sempre.. ho fatto una cosa, che poi ci ha portato bene, diciamo, indipendentemente dalla sua capacità, che è indubbia e… lei è una fuoriclasse, posso… insomma la professoressa qui mi è testimone, come dire, che al di fuori della media, il suo cervello è al di sopra del mio. E io glielo riconosco questo… E infatti sennò non l’avrei sposata insomma, già le donne donne so noiose”.
Partito democratico che però, in occasione del regolamento presentato da Aronne in aula, sarebbe corso in aiuto della sindaca. “Su quello dello sport non avevamo i numeri – afferma Frontini – perché lei (Chiatti ndr) è uscita”. A questo punto prende la parola Cavini e dice: “Senza Letizia… allora lei era d’accordo con la Sberna, la Sberna si è girata verso la Troncarelli e la Troncarelli gli ha detto casualmente: ‘Io rimango in aula lo voto’, ovviamente, siccome la Sberna c’ha un interesse con le società sportive e le società sportive hanno apprezzato gran parte di ‘sto regolamento, è rimasta in aula e quindi la Chiatti ha preso il secondo schiaffo”.
Viterbo la consigliera comunale del Pd Alessandra Troncarelli
Che ruolo hanno invece i consiglieri di maggioranza sulle scelte strategiche da fare, in particolar modo su come rapportarsi a Fratelli d’Italia?
“Posso di’ una cosa? – interviene Frontini -. Che manco questa cosa che tutti devono sapere tutto”. “Non funziona così”, rincara Cavini. “Cioè il concetto del fidasse – ribadisce la sindaca – è pure che… non è che tutti…, che era quello che spiegavo pure a Alessandra… cioè non è che sempre tutti devono capi’ tutto perché devono sape’ tutto”. “Perché io non voglio – mette poi i puntini sulle i Cavini – non è possibile questa cosa”.
“Se tu hai una delega – prosegue – io mi fido. Se tu sei delegato a quello che decidi tu su quell’argomento e a me sta bene, io non mi chiedo per quale motivo, no?”. E aggiunge poco dopo: “Se tu fai parte di un gruppo e il gruppo ti delega o la sindaca ti delega un processo, poi non è che tutti hanno da sta a questiona…”. Per poi dire, immediatamente dopo: “Cioè la tattica e la strategia politica non è una cosa di cui puoi fare un’assemblea, perché sennò tu adesso dovresti stare a spiega’ a tutti il perché, nonostante noi siamo arrivati a vincere il ballottaggio anche con i voti di Fratelli d’Italia, perché questa pure è la verità, no?”
“Avremmo vinto lo stesso, invece di vince’ col 65, avremmo vinto col 58. Avremmo vinto vinto uguale… So’ venuti da noi a prescindere, perché dall’altra parte c’era il Pd, in parte so’ stati anche stimolati a venire, no? Però oggi tu dovresti spiegare… metterti lì a spiega’ alla gente che oggi, nonostante questo pregresso, quelli so’ i nemici pubblici numero uno. Perché so’ i nemici pubblici numero uno? Perché tra un pochetto ci so’ le elezioni provinciali e se quelli pijano pure la provincia, allora c’hanno il governo, la regione, la provincia e dopo vengono ad attacca’ il comune, perché a quel punto non gli basta più e quindi tu sei lì scoperto e non c’hai più alleanze istituzionali, a meno che non entri in Fratelli ed è una cosa che io non farò mai…”.
“Te l’ho riassunta in tre secondi – conclude infine la sindaca -, ma tu immaginati un’assemblea di venti consiglieri e nove assessori, all’interno dei quali tu ti devi mette’ a fa’ ‘sto ragionamento, dove tu hai tutte le gamme delle sensibilità politiche… cioè ci sono delle cose dove tu o sei nel gruppo o non sei nel gruppo”.
Daniele Camilli
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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