Viterbo – “Dipendenti comunali, i problemi restano… quello della sindaca Chiara Frontini è stato solo un teatrino. Chiediamo all’amministrazione di convocare un tavolo per risolvere le questioni in atto”. Ad intervenire è Elisa Bianchini dell’esecutivo nazionale dei Cobas. Lunedì scorso la stretta di mano tra Chiara Frontini e il segretario generale della Uil di Viterbo Giancarlo Turchetti dopo il durissimo scontro tra sindacato e amministrazione a seguito delle affermazioni fatte dalla sindaca durante la cena a casa del consigliere Marco Bruzziches il 26 settembre dell’anno scorso.
Elisa Bianchini dell’esecutivo nazionale Cobas
In quell’occasione Frontini disse che il 50% dei dipendenti degli uffici pubblici comunali sono “materiale umano da buttare”. Sempre in quella la sindaca definì Turchetti un “coglione” per aver ribadito in più di un articolo l’invivibilità del centro storico. Affermazioni che hanno fatto infuriare i sindacati, in particolar modo la Uil che il 17 giugno ha organizzato un sit in di protesta in piazza del Comune con Chiara Frontini che alla fine è scesa in piazza per confrontarsi con i dirigenti sindacali presenti.
Nei confronti di Frontini e del marito Fabio Cavini i pm Massimiliano Siddi e Chiara Capezzuto hanno chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di minaccia a corpo politico in concorso. Dopo una denuncia di Bruzziches, successiva alla cena in questione, e le indagini che ne sono seguite. L’udienza davanti al Gup Giacomo Autizi è fissata per il prossimo 21 novembre, in via Falcone e Borsellino, palazzo di Giustizia. I pm avevano chiesto anche il giudizio immediato, respinto dalla Gip Rita Cialoni.
“Non servono strette di mano e abbracci – dice Bianchini -, i problemi dei dipendenti del comune di Viterbo rimangono”.
“Abbiamo preso atto della discesa della sindaca Chiara Frontini in piazza – prosegue Bianchini -. Strette di mano, sorrisi e abbracci però non risolvono i problemi cronici del comune, con cui i dipendenti sono costretti a far fronte ogni giorno nel tentativo di svolgere le pratiche e interfacciarsi con l’utenza”.
Viterbo – Chiara Frontini e Giancarlo Turchetti in piazza del Comune
Bianchini pone poi tutta una serie di domande rivolte all’amministrazione comunale.
“È vero, ad esempio, ed è una domanda che rivolgiamo al comune, che i lavoratori sarebbero costretti ad operare in ambienti dove nella stessa stanza si troverebbero anche quattro scrivanie? Se così fosse, questo rispetterebbe la privacy degli utenti che devono raccontare situazioni di fragilità e problematiche personali? È vero, ed è anche questa una domanda che rivolgiamo al comune, come le altre di seguito, che il comune sarebbe ben lontano dalla digitalizzazione, cosa che costringerebbe i dipendenti a muoversi fra faldoni e fotocopie che invadono gli spazi? Non possiamo inoltre dimenticare tutti i servizi esternalizzati, sistema che comporta più spese per il pubblico e meno tutele per i lavoratori, ma libera il comune della gestione diretta del personale. Assistenti all’educazione e alla formazione, addetti alle pulizie, operai lavorano per il pubblico con appalti quadriennali”.
“Dopodiché – continua Elisa Bianchini – è vero che i lavoratori del comune, compreso quel 50% che la sindaca Chiara Frontini ha definito “materiale umano da buttare” operano ogni giorno al di sopra delle mansioni contrattualmente retribuite? È vero che gli stessi dipendenti devono attendere un punteggio per ricevere un premio di produttività? A quanto ammonta poi questo premio di produttività? E secondo quali criteri viene stabilito? È vero invece che i dirigenti ottengano il premio di produttività solo sulla base del buon funzionamento del proprio settore, cioè sul lavoro dei dipendenti?”.
Infine, le richieste dei Cobas. La prima rivolta ai sindacati Cgil, Cisl e Uil. “Chiediamo ai sindacati – sottolinea Bianchini – che, giustamente, si sono scandalizzati per le dichiarazioni della sindaca se oggi sono davvero rassicurati e quali siano, nel caso, le tutele maggiori che sono riusciti a strappare nella trattativa”.
La seconda al comune. “Viste le decine di sollecitazioni senza risposta che abbiamo effettuato – conclude Bianchini -, dobbiamo presupporre che la sindaca sia restia ad affrontare i problemi reali e gravi dei lavoratori che operano per lei, compresi quelli esternalizzati, siamo però fiduciosi e chiediamo che si vada oltre il teatrino mediatico per convocare le parti ad un tavolo risolutivo delle questioni in atto”.
Daniele Camilli
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