Viterbo – “Se la sindaca non farà un passo indietro pubblico, non sarà possibile ristabilire le normali relazioni sindacali”. Il segretario generale della Uil Viterbo, Giancarlo Turchetti, risponde picche alla richiesta di incontro spedita da Chiara Frontini l’altro ieri ai sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil.
“Fintanto che da parte sua – scrive Turchetti a Frontini -, nelle vesti di sindaca di Viterbo, non ci sarà un passo indietro pubblico rispetto alle sue affermazioni, sia per quanto attiene i lavoratori, sia per quanto riguarda il sottoscritto e l’organizzazione che rappresento, non sarà possibile ristabilire le normali relazioni sindacali”.
Il segretario generale della Uil Viterbo Giancarlo Turchetti
“Quel coglione di Turchetti della Uil…”, ha affermato la sindaca a cena con il consigliere Marco Bruzziches la sera del 26 settembre. A tavola anche il marito di Frontini, Fabio Cavini, e la moglie del consigliere, Anna Maria Formini.
La colpa di Turchetti? A aver ribadito più di una volta che la Uil se ne è andata da corso Italia, dove è stata per una quarantina d’anni, perché il centro storico è invivibile. Tutto nero su bianco nella trascrizione della procura di Viterbo della registrazione fatta a casa del consigliere Marco Bruzziches durante la cena del 26 settembre dell’anno scorso.
Sempre nel corso della cena a casa Bruzziches, Frontini si è espressa anche sui dipendenti comunali, definiti “materiale umano da buttare”, almeno per il 50% di loro. Per poi rincarare la dose in sede di consiglio comunale nella seduta del 30 maggio. Affermazioni che hanno fatto infuriare i sindacati, in particolar modo la la Uil che ha organizzato un sit in contro la sindaca a piazza del Plebiscito lunedì prossimo.
Nei confronti di Frontini e Cavini i pm Massimiliano Siddi e Chiara Capezzuto hanno chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di minaccia a corpo politico in concorso. Dopo una denuncia di Bruzziches, dopo la cena del 26 settembre, e le indagini che ne sono seguite. L’udienza davanti al Gup Giacomo Autizi è fissata per il prossimo 21 novembre, in via Falcone e Borsellino, palazzo di Giustizia. I pm avevano chiesto anche il giudizio immediato, respinto dalla Gip Rita Cialoni.
“Con la presente – riporta invece la lettera di Frontini alle organizzazioni sindacali – sono a chiedervi un incontro in relazione al recente dibattito circa la produttività e il sistema di valutazione interno all’amministrazione comunale, al fine di addivenire, auspicabilmente, ad una posizione condivisa sul tema. Siete perciò invitati per il giorno 14 giugno 2024 alle ore 12 presso la sede del palazzo comunale in via Ascenzi 1 per trattare l’argomento in oggetto”.
“Nell’occasione – prosegue la sindaca – potremo, qualora se ne verifichino le condizioni, siglare il verbale relativo all’ultima riunione di monitoraggio del protocollo d’intesa dello scorso 17 maggio, come approvato da tutti per le vie brevi”.
“Cara sindaca – esordisce a sua volta Turchetti -, in relazione alla nota pervenutaci in data 12 giugno, con la richiesta di incontro per il 14 giugno alle ore 12 presso il palazzo comunale di via Ascenzi a Viterbo, faccio innanzitutto presente che gli argomenti da trattare sono prettamente categoriali e, come previsto dal contratto degli enti locali, parteciperà, eventualmente, alla riunione il segretario generale della Uil Fpl Maurizio Bizzoni”.
Viterbo – La sindaca Chiara Frontini
“Vorrei inoltre sottolineare – aggiunge il segretario della Uil – la strumentalità di una convocazione che arriva il giorno dopo l’annuncio di un sit in, da parte della scrivente organizzazione, assieme alla Uil del Lazio, in piazza del Plebiscito il prossimo 17 giugno sugli argomenti che ben conosce, ossia le affermazioni nei confronti dei dipendenti comunali e del sottoscritto così dell’organizzazione che rappresento. Pertanto, proprio in merito a quanto appena sottolineato, fintanto che da parte sua, nelle vesti di sindaca di Viterbo, non ci sarà un passo indietro pubblico rispetto a tali affermazioni, sia per quanto attiene i lavoratori, sia per quanto riguarda il sottoscritto e l’organizzazione che rappresento, non sarà possibile ristabilire le normali relazioni sindacali”.
“Tutto questo – conclude Giancarlo Turchetti – perché i ruoli svolti da ognuno di noi sono appunto ruoli e come tali destinati a passare. Ma il significato che questi simboleggiano non va assolutamente oltraggiato e denigrato. Così come non va oltraggiato e denigrato il ruolo di ogni singolo lavoratore. Se ciò avvenisse, si annullerebbe il senso stesso dello stato, della democrazia e anni di lotta per raggiungere la libertà di espressione, di critica e di tutele sindacali in questo paese. E noi questo non lo possiamo permettere”.
Daniele Camilli
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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