Viterbo – “Matubbar è stato aggredito per due mesi da una banda di ragazzi prima di uccidersi. Una banda di almeno 15 persone. L’ultima volta il 3 luglio”. Vivian Mary Insalaco vive in via Fontanella del suffragio a Viterbo, a pochi passi dall’abitazione di Md Abul Basar Matubbar che una settimana fa, domenica 21 luglio, si è impiccato a piazza San Lorenzo, di fronte alla cattedrale e al palazzo dei papi. La mattina stessa la sua casa è andata a fuoco, il 13 luglio è stato invece aggredito da un uomo.
Viterbo – L’aggressione subita da Md Abul Basar Matubbar
“Un atteggiamento del genere – sottolinea Insalaco – crea ansia e paura a qualsiasi essere umano”.
Vivian Mary Insalaco, romana di origine, si è trasferita a Viterbo un anno fa. Anche lei è stata più volte aggredita da gruppi di ragazzi, con minacce e lancio di bottiglie di vetro contro il suo portone. Più volte ha chiamato le forze dell’ordine.
“Questo tipo di violenza – spiega poi Insalaco -, queste bande di ragazzi che aggrediscono le persone, non soltanto me e Matubbar ma anche altri, viene ampiamente sottovalutata. Ed è stupefacente che si permetta tutto questo. Io ho vissuto in quartieri difficili sia di Roma che di Berlino, ma una cosa del genere l’ho vista solo a Viterbo. Solo a Viterbo ho visto che un atteggiamento del genere, vere e proprie aggressioni intimidatorie, viene lasciato totalmente impunito. È come se non venisse preso sul serio. Come se si tendesse a minimizzare”.
“Quello che è successo a me – aggiunge poi Insalaco -, a Matubbar, così come a un signore in evidente difficoltà o a un’altra ragazza che è andata perfino a sbattere con la macchina, potrebbe succedere a chiunque. Soprattutto se si è da soli o in condizioni di debolezza. Il tutto nel centro storico della città dei papi. Sarebbe opportuno che le forze dell’ordine siano sensibilizzate in merito a questo problema. Non solo, ma noi ci sappiamo difendere. Ma un ragazzo come Matubbar no. Può subire e basta. E non è giusto vivere così”.
Md Abul Basar Matubbar
Cosa succedeva la sera davanti all’abitazione di Md Abul Basar Matubbar in via Fontanella del suffragio?
“Succedeva che venivano spesso dei gruppi ben nutriti di persone di 16-18enni per aggredirlo verbalmente. A volte tiravano anche degli oggetti all’interno della sua abitazione che si trova al pianterreno. Una casa senza finestre dove la luce e l’aria entra solo dalla porta a vetri che Matubbar teneva aperta per poter respirare. Lo seguivano, già da Corso Italia, per poi raggiungerlo sotto casa. Non solo, ma Matubbar era anche una persona che stava male, con una zoppia evidente. In uno stato di debolezza tale che è capitato anche che si sentisse male al punto di chiamare il 112 e chiedere l’intervento di un’ambulanza”.
Quante erano le persone che si presentavano davanti casa di Matubarr?
“Come minimo una quindicina, se non di più. Con loro c’era anche una ragazza, per il resto erano tutti maschi”.
Quante volte sarebbero andati per aggredirlo?
“Almeno 4-5 volte, tra giugno e luglio. L’ultima il 3 luglio attorno all’una di notte. Ed è quel giorno Matubbar ha chiamato il 112 perché stava male. Lo stesso giorno anche io, di fronte alla violenza che stava subendo il giovane, ho chiamato le forze dell’ordine anch’io”.
E le forze dell’ordine sono arrivate?
“Non glielo so dire”.
Viterbo – Via Fontanella del suffragio dove viveva Md Abul Basar Matubbar
Come avrebbe agito questo gruppo di ragazzi?
“Ad esempio, il 3 luglio si sono inizialmente nascosti in una parte di via Fontanella del suffragio che non si vede, né da Corso Italia, né da via Mazzini. Una parte coperta dai muri. A un certo punto poi li ho sentiti correre verso casa di Matubbar lanciando urla allucinanti, molto acute. Si stavano scatenando. Una volta davanti casa di Matubbar hanno lanciato qualcosa dentro, continuando ad urlare, attaccandosi alla porta, scuotendola. E tutto questo è andato avanti per mezz’ora. Non solo, ma facevano anche finta di andare via per tornare successivamente all’attacco. Un atteggiamento che a qualsiasi essere umano crea ansia e paura”.
Se ne è accorto qualcun altro di quanto stava accadendo?
“Penso proprio di sì, perché nessun vicino non può non aver sentito quanto stava accadendo. Ma nessuno è intervenuto. La tendenza generale è l’indifferenza. Non solo, ma quello che ha subito Matubbar, l’ho subito anch’io. Certamente con tutt’altri strumenti per potermi difendere”.
Viterbo – Giovane trovato impiccato in piazza San Lorenzo
Cosa le è successo?
“Ho presentato una denuncia, chiamando anche prefetto e questura. Ne ho parlato pure con il delegato alla sicurezza del comune Umberto Di Fusco. Stiamo parlando di un gruppo di ragazzi che sono venuti per cinque volte sotto casa mia e io per cinque volte ho chiamato il 112. E non li ho di certo chiamati perché c’erano dei ragazzini che giocavano a pallone sotto la mia abitazione”.
E perché li ha chiamati?
“Perché questo gruppo di ragazzi ha tentato più volte di sfasciarmi il portone di casa, iniziando a tirare delle bottiglie di vetro. Non solo, ma uno di questi ragazzi mi ha detto anche che sarebbe ritornato di notte per farmela pagare. Un altro ha tentato anche di bruciarmi la spazzatura con un accendino. E vorrei aggiungere un’altra cosa…”
Cosa?
“Questo tipo di violenza, queste bande di ragazzi che aggrediscono le persone, non soltanto me e Matubbar ma anche altri, viene ampiamente sottovalutata. Ed è stupefacente che si permetta tutto questo. Io ho vissuto in quartieri difficili sia di Roma che di Berlino, ma una cosa del genere l’ho vista solo a Viterbo. Solo a Viterbo ho visto che un atteggiamento del genere, vere e proprie aggressioni intimidatorie, viene lasciato totalmente impunito. È come se non venisse preso sul serio. Come se si tendesse a minimizzare. E sono altrettanto stupita dal comportamento di indifferenza da parte di molte persone. Perché quello che è successo a me, a Matubbar, così come a un signore in evidente difficoltà o a un’altra ragazza che è andata perfino a sbattere con la macchina, potrebbe succedere a chiunque. Soprattutto se si è da soli o in condizioni di debolezza. Il tutto nel centro storico della città dei papi. Sarebbe opportuno che le forze dell’ordine siano sensibilizzate in merito a questo problema. Non solo, ma noi ci sappiamo difendere. Ma un ragazzo come Matubbar no. Può subire e basta. E non è giusto vivere così”.
Daniele Camilli
Video: L’aggressione subita da Matubarr in via Fontanella del suffragio il 13 luglio
Articoli: Matubbar tornerà in Bangladesh la prossima settimana – Abul Basar Matubbar: “Aiutatemi! Mi sta ammazzando…” – Suicidio in piazza San Lorenzo, il giovane è stato picchiato una settimana prima… – Md Abul Basar Matubbar tornerà in Bangladesh – Si è ucciso in un luogo che amava… – Giovane trovato impiccato in piazza San Lorenzo
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY