Md Abul Basar Matubbar
Viterbo – “Il 21 agosto lasciamo tutti un fiore dove è morto Matubbar”. È la proposta del segretario generale della Uila Viterbo, il sindacato dei braccianti agricoli della Tuscia, Antonio Biagioli.
Il 21 luglio Md Abul Basar Matubbar, un giovane di 35 anni di origine bengalese, si è tolto la vita impiccandosi a piazza San Lorenzo. Davanti al duomo e a palazzo dei papi. Legando la corda a un anello di ferro della casa quattrocentesca di Valentino della Pagnotta.
Viterbo – Giovane trovato impiccato in piazza San Lorenzo
Matubbar, s’è poi scoperto grazie ad alcune testimonianze, in questi ultimi mesi – e forse anche nei precedenti – è stato più volte vittima di violenze. Non solo, ma abitava in una casa in via Fontanella del suffragio di pochi metri quadrati e senza finestre. In una via stretta e buia del centro storico. Una casa andata a fuoco poche ore prima che si uccidesse.
Il segretario generale della Uila Viterbo Antonio Biagioli
“Non possiamo e non dobbiamo essere indifferenti – dice Biagioli -. Non possiamo e non dobbiamo dimenticare. Matubbar è innanzitutto vittima di un contesto sociale. Una condizione che non dobbiamo in alcun modo lasciar cadere nel vuoto. Una condizione, quella di Matubbar, simile a quella di tanti altri. Tanti altri lavoratori. Tanti altri stranieri”.
Viterbo – La casa di via Fontanella del suffragio in cui viveva Md Abul Basar Matubbar
“Non solo, ma come sindacato – prosegue Biagioli – chiediamo ufficialmente alle forze dell’ordine, al prefetto e alla magistratura di verificare quantomeno la condizione abitativa in cui viveva Matubbar. Per l’esattezza. Se aveva un contratto, se c’era stata la cessione di fabbricato, se l’appartamento, o che dir si voglia, poteva essere affittato oppure abitato, a nome di chi erano le utenze e se sono state staccate ed eventualmente da chi e con che titolo”.
Viterbo – L’aggressione subita da Md Abul Basar Matubbar
“Invitiamo infine – conclude Antonio Biagioli – tutta la popolazione, le organizzazioni sindacali, i partiti, le associazioni e ogni singola persona a lasciare un fiore dove è morto Matubbar. Il 21 agosto, a un mese di distanza. Per non dimenticare, per riflettere, per dire che quanto è successo non è più tollerabile. Per esprime solidarietà alla comunità bengalese per la morte e la tragedia vissuta da uno dei suoi figli. Che è anche nostro figlio”.
Daniele Camilli
Video: L’aggressione subita da Matubarr in via Fontanella del suffragio il 13 luglio
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