Md Abul Basar Matubbar
Viterbo – Md Abul Basar Matubbar tornerà in patria, in Bangladesh, dove era nato 35 anni anni fa, nel distretto di Madaripur, divisione di Dacca, la capitale.
Ad occuparsene sarà la comunità bengalese della Tuscia che si è messa subito in movimento, fin dalle prime ore dell’altro ieri, quelle successive al suicidio del ragazzo, in piazza San Lorenzo, di fronte a palazzo dei papi e alla cattedrale della città. In tanti, lungo tutta la giornata di domenica, hanno raggiunto il posto dove è stato ritrovato il corpo Matubbar, come se lì fosse ancora presente qualcosa di lui, che in qualche modo ne ricordasse la vita, che da poco s’era spenta.
Viterbo – Giovane trovato impiccato in piazza San Lorenzo
Nessuna autopsia per Matubbar, le cause della morte sono chiare. La sua salma si trova all’ospedale di Belcolle in attesa del rimpatrio.
Per il trasporto del defunto presso il paese di origine “è necessario – spiega il sito internet del ministero dell’Interno – richiedere l’autorizzazione per l’estradizione (cosiddetto passaporto mortuario) all’Ufficio di stato civile del comune del decesso o del comune ove il cadavere è stato rinvenuto, o nel quale si trovavano i resti mortali o le citate ceneri, presentando la relativa domanda, corredata dalla seguente documentazione: Estratto dell’atto di morte; Nulla-osta per l’introduzione, rilasciato dell’autorità consolare in Italia dello stato estero verso il quale la salma, le ceneri o resti mortali sono diretti, munito di legalizzazione, se prevista; Certificato dell’Azienda sanitaria locale attestante che sono state osservate le disposizioni di cui agli art. 30 e 32 del DPR 285/90 – Regolamento di polizia mortuaria – e in caso di morte dovuta a malattie infettivo-diffusive, anche quanto previsto dagli art. 18 e 25 dello stesso DPR (disposizioni sul trasporto e trattamento)”.
Viterbo – Giovane trovato impiccato in piazza San Lorenzo
“In caso di morte violenta – precisa poi il ministero – è necessario il nulla-osta dell’autorità giudiziaria al seppellimento ed al trasporto all’estero della salma. Eventuali documenti prescritti dal ministero della Salute per particolari situazioni. Il dirigente o il responsabile del servizio del comune rilascia l’autorizzazione in bollo e informa il prefetto della provincia del luogo italiano di frontiera da attraversare nel tragitto per l’estero. Il passaporto mortuario è redatto in lingua italiana, con oneri di legalizzazione e traduzione nella lingua ufficiale del paese di destinazione a carico degli interessati”.
Daniele Camilli
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