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Guerra tra bande di pusher - È uno dei due arrestati dai carabinieri - Sequestrati una pistola lanciarazzi, tre ordigni ed esplosivi

Blitz antiterrorismo, libero il 51enne accusato di detenzione di armi clandestine

di Silvana Cortignani
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Civita Castellana - Il blitz dei carabinieri

Civita Castellana – Il blitz dei carabinieri a marzo 2025


Civita Castellana – Un arsenale a casa di due tunisini arrestati nell’ambito della guerra tra bande di pusher a Civita Castellana: avrebbero potuto uccidere.  

Ebbene, è stato rimesso in libertà con l’obbligo di firma il tunisino di 51 anni a processo davanti al collegio per detenzione di armi clandestine, in concorso con un connazionale 32enne che sta tuttora in carcere dopo avere patteggiato davanti al gip una condanna a cinque anni di reclusione.

Sono i due nordafricani arrestati dai carabinieri a Faleria il 14 marzo 2025, sospettati di legami col terrorismo di matrice islamica, nell’ambito della maxi operazione contro la guerra in corso tra bande di pusher nordafricani per il controllo dello spaccio a Civita Castellana.

Nel loro appartamento al civico 27 di via Roma i militari hanno sequestrato una pistola lanciarazzi calibro 22 perfettamente funzionante e  due ordigni esplosivi, armati con polvere da sparo e chiodi ad alto potenziale, bombe micidiali che potevano uccidere. Revolver e ordigni, una cipolla  del peso di 180 grammi e in candelotto di 70 grammi,  erano occultati sotto il lavello di cucina e dietro un frigorifero in disuso nel corridoio condominiale, mentre in giardino sono stati rinvenuti esplosivi, dinamite, micce e un candelotto di cartone artigianale ripieno di micce di colore verde. 


Civita Castellana – I sequestri dei carabinieri nel blitz del 14 marzo 2025: nelle foto 1, 2 e 3 la pistola, il candelotto e la cipolla

Civita Castellana – I sequestri dei carabinieri nel blitz del 14 marzo 2025: nelle foto 1, 2 e 3 la pistola, il candelotto e la cipolla


Al termine dell’udienza di lunedì 8 giugno, il difensore Vincenzo Petroni ha chiesto la revoca della custodia cautelare in carcere, dove l’imputato era detenuto da un anno e tre mesi. Ieri il collegio, che si era riservato, ha rimesso in libertà tunisino, disponendo l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Nel corso dell’istruttoria è infatti emerso che l’uomo viveva in quell’appartamento da appena un mese, per la precisione, in base ai tracciati del telefonino, dal precedente 15 febbraio. Il 32enne, invece dal precedente mese di novembre. 

Il 32enne, inoltre, sapeva sicuramente della pistola nascosta nel doppio fondo del lavello di cucina, immortalata in uno scatto trovato nella galleria del suo smartphone. Il 51enne, secondo l’avvocato Petroni, non ne era a conoscenza, né poteva sapere degli ordigni dietro il frigo e degli esplosivi in guardino, peraltro collocati in spazi comuni agli altri inquilini dello stabile. 

“Il mio assistito – ha sottolineato il legale – lavorava tutto il giorno a Roma per un ingegnere pronto a proseguire il rapporto quando lascerà il carcere. Ha una moglie che vive in Tunisia e quattro figli. Ma soprattutto è incensurato, non ha mai commesso alcun reato”.

A differenza del coinquilino i cui precedenti sono tuttora al vaglio degli inquirenti. Le indagini sono infatti proseguite su più fronti, a partire appunto dai possibili collegamenti col terrorismo di matrice islamica e il traffico di clandestini, ma anche con la criminalità organizzata italiana. Sul suo conto sarebbero emersi bonifici, non si sa a che titolo, da una società non meglio identificata con sede a Napoli. 


Civita Castellana - Carabinieri antisabotaggio in azione il 14 marzo 2025

Faleria – Carabinieri antisabotaggio in azione il 14 marzo 2025


Lo stesso collegio presieduto dal giudice Jacopo Rocchi sottolinea invece come, in seguito alle testimonianza, le accuse a carico del 51enne risultino ridimensionate. “In ragione degli elementi acquisiti nel corso dell’istruttoria – si legge nell’ordinanza – si può ritenersi che il concreto e attuale rischio che l’imputato ponga in essere reati della stessa specie di quelli per cui si procede appare attenuato e contenibile con la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per tre volte a settimana, nel giorni di lunedi, mercoledi e venerdi”.

“Tale misura cautelare – viene sottolineato – consente, infatti, un controllo sulla libertà di movimento dell’imputato, che appare adeguato alla luce delle caratteristiche dei fatti per i quali si procede e della personalità dell’imputato in ragione della specificità delle esigenze cautelari riferibili a quest’ultimo, tenuto conto del fatto che l’istruttoria dibattimentale dev’essere ancora completata con l’acquisizione della deposizione di testimoni di polizia giudiziaria assolutamente fondamentali anche per riscontrare gli elementi addotti dal difensore“. 

Silvana Cortignani


L'avvocato Vincenzo Petroni

L’avvocato Vincenzo Petroni, difensore del 51enne 


Articoli: Lanciarazzi e ordigni esplosivi, l’ombra del terrorismo sulla guerra tra bande di pusher – Blitz antiterrorismo, due arresti e sequestro di lanciarazzi e ordigni esplosivi – Blitz nel centro storico: sequestrati un machete e una pistola calibro 22, tre arrestati


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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11 giugno, 2026

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