Viterbo – Il “pescatore” assolto con formula piena dall’accusa di avere estorto soldi e maltrattato i genitori per cui era in carcere da oltre un anno.
Misura revocata anche se il 33enne, difeso in questo procedimento dall’avvocato Domenico Gorziglia, resta dietro le sbarre per avere anche rotto un polso alla ex fidanzata 25enne che il 13 maggio 2024 aveva perso un pesce durante una battuta in notturna sul lago di Bolsena. Domani è prevista la sentenza davanti al giudice Jacopo Rocchi
Ieri intanto il 33enne è stato assolto perché il fatto non sussiste dal collegio presieduto dal giudice Francesco Oddi, su richiesta della stessa pm Aurora Mariotti.
Solo una zuffa reciproca le botte col padre del 24 aprile 2024. Idem l’episodio del 30 aprile sfociato nelle mazzate alla macchina del genitore, che dopo averlo denunciato quattro volte tra aprile e maggio ha rimesso le querele.
Il clima teso in famiglia sarebbe dipeso dalla precarietà dell’economia del 33enne che, non riuscendo a mantenersi coi lavoretti saltuari, avrebbe chiesto con petulanza soldi ai genitori.
Motivo per cui si sarebbe beccato improperi e lavate di capo dal padre, mentre avrebbe ottenuto denaro dalla madre, nonostante i costanti inviti da parte di entrambi a trovarsi un’occupazione che gli permettesse di mantenersi da solo.
È finita con l’assoluzione da maltrattamenti aggravati e estorsione ai danni dei genitori, che avrebbe picchiato per soldi, sottraendo loro con le cattive circa 15mila euro in dieci anni.
La situazione in famiglia sarebbe degenerata da luglio 2023, quando il 33enne ha portato a convivere sotto lo stesso tetto dei genitori la ex. “Mamma e papà non erano contenti perché lui non aveva soldi per mantenerla”, ha spiegato durante il processo il fratello, che nonostante sia più piccolo si è emancipato da anni.
La situazione tra padre e figlio sarebbe degenerata, a fine aprile dell’anno scorso, proprio in seguito all’ennesimo litigio della coppia. Il padre si sarebbe intromesso per dire figlio “basta”, ne sarebbe scaturito uno scontro fisico e il padre avrebbe riportato una ferita sanguinante a un labbro per cui è finito in ospedale mentre il 33enne se la sarebbe cavata con dei segni sul collo dopo che il padre aveva provato a strangolarlo.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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