Viterbo – (sil.co.) – Braccianti sfruttati nelle campagne di Castel d’Asso, rinviata al 25 giugno l’udienza preliminare in programma ieri davanti al gup Fiorella Scarpato, che dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio dei fratelli Alberto e Stefano Calevi.
L’azienda ortofrutticola e nei riquadri Stefano e Alberto Calevi
L’inchiesta, come si ricorderà, si è chiusa la scorsa estate con la richiesta di processo da parte del pm Massimiliano Siddi. Gli imprenditori agricoli, che nel frattempo hanno sistemato i conti con le parti offese, sono assistiti dagli avvocati Giuliano Migliorati e Agnese Sciullo.
La misura cautelare risale al 10 dicembre 2024. Il successivo 30 dicembre il riesame ha confermato il decreto di sequestro preventivo del gip, avente ad oggetto la “Azienda Agricola F.lli Calevi Alberto e Stefano” in relazione al reato di cui all’articolo 603-bis codice penale, “per avere i medesimi, nelle rispettive qualità rivestite nell’ambito della predetta azienda, sottoposto 104 lavoratori a condizioni di sfruttamento, impiegandoli in gravosi lavori agricoli e approfittando del loro stato di bisogno. Trattandosi, nella gran parte dei casi, di cittadini extracomunitari in condizioni di povertà”.
Braccianti agricoli – Immagine di repertorio
Alberto e Stefano Calevi, nel frattempo, sono intervenuti presso i lavoratori per evidenziare la necessità di rimettere ordine nella modalità di redazione delle buste paga, così da prevedere tutte le ore lavorate.
Il 30 gennaio 2025, il gip del tribunale di Viterbo, su parere favorevole del pm, “ritenuto che l’interruzione dell’attività imprenditoriale può comportare ripercussioni negative sui livelli occupazionali”, ha disposto la misura alternativa “il controllo giudiziario dell’azienda, in luogo del sequestro preventivo.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY