Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Lo spettro di un passato oscuro e illiberale compare sulla facciata di un liceo turbando estetica e memoria del nome che porta la scuola. Il partigiano Mariano Buratti, sacrificò la propria vita nell’estrema ora del martirio per la libertà d’Italia contro un regime di cui ora prepotentemente riemergono i simulacri dal buio dell’ignoranza e della perdita della coscienza critica.
Liceo classico Mariano Buratti – Dietro i teloni dell’impalcatura si intravede la scritta rifatta “Casa del Balilla”
Un regime che ha portato l’Italia alla catastrofe riducendola un cumulo di macerie morali e materiali. I simboli della dittatura vanno rimossi e non riportati in auge.
La costituzione della nostra Repubblica si basa totalmente sull’antifascismo in antitesi con le tendenze di colore nero che vorrebbero lo sdoganamento dei simboli di un regime che represse ogni dissenso nel sangue. L’unica memoria e culto da preservare è quello della costituzione di un’Italia geneticamente antifascista.
La città di Viterbo non merita un ennesimo atto di revisionismo storico ai danni della memoria.
Emanuel Alison Flamini
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