Viterbo – “Politicamente non è opportuno, non sapevo che avrebbero ridipinto la scritta”. Il presidente della provincia Alessandro Romoli riconosce che riportare la scritta su una scuola intitolata al partigiano viterbese Mariano Buratti non sia una scelta politicamente opportuna, ma sottolinea che l’intervento è stato eseguito nell’ambito di lavori concordati con la soprintendenza su un edificio vincolato. La provincia, assicura, renderà pubblica una relazione per chiarire l’iter, le prescrizioni impartite e le responsabilità tecniche.
Mentre la provincia risponde, la soprintendenza non tace, ma quasi. Raggiunta telefonicamente, Margherita Eichberg risponde: “Guardi, rispondiamo lunedì, non vi preoccupate, risponderemo lunedì. Fateci passare sabato e domenica tranquilli”.
Nessuno si preoccupa, ci mancherebbe, ma esamineremo non la risposta, ma le carte e vedremo su quali basi metodologiche l’intervento è stato fatto. E vedremo chi ha deciso a quale anno della storia si è voluto riportare il palazzo con una scritta artificiosamente rifatta.
Liceo classico Mariano Buratti – L’edificio il giorno dell’inaugurazione, il 5 maggio del 1937, alla presenza di Renato Ricci fondatore dell’Opera nazionale Balilla
Perché il palazzo nasce senza scritta, poi riporta la scritta “Opera Balilla”, poi “Casa del Balilla”, poi “Gioventù Italiana del Littorio” e, infine, la scritta era in pratica scomparsa. Si spera, tra l’altro, che la soprintendente fornisca tutte le foto, ora per ora, dell’intervento. Si fa così, se si vuole essere certi di quanto è stato fatto.
Perché non si tratta di un qualsiasi intervento, ma di un intervento che non poteva essere sottovalutato. Di una decisione che ha enormi conseguenze. Tra le tante scelte possibili, la soprintendenza avrebbe scelto la più improponibile, metodologicamente, culturalmente e politicamente. Senza nessuna base razionale e scientifica.
Alessandro Romoli
Presidente Romoli, quello eseguito al liceo Mariano Buratti non è un restauro, ma un intervento di manutenzione straordinaria. Chi ha deciso di ridipingere la scritta “Casa del Balilla”?
“Quando ho letto quanto segnalato da Tusciaweb, ho iniziato a raccogliere le carte. Prima di pronunciarmi voglio esaminare la documentazione. Da quello che ho capito, la decisione dovrebbe essere stata della Soprintendenza”.
Lei non sapeva che la scritta sarebbe stata ridipinta?
“No, non ho seguito direttamente la questione specifica della scritta. Sapevo che stavamo rifacendo la facciata del palazzo, ma non sapevo che avrebbero ridipinto quella scritta”.
Quindi ritiene che sia stata una scelta della Soprintendenza?
“Ritengo di sì. Sicuramente non è stata una decisione mia. Devo però verificare come erano stati organizzati i lavori. Era stato nominato anche un restauratore ed è stato seguito l’iter previsto per gli interventi sugli edifici vincolati”.
Liceo classico Mariano Buratti – Dietro i teloni dell’impalcatura si intravede la scritta rifatta “Casa del Balilla”
La scritta non era più chiaramente visibile. Non è stata semplicemente riportata alla luce, ma ridipinta.
“Da quello che mi ha riferito il dirigente, esiste una relazione secondo la quale la scritta era ancora riconoscibile. Sono stati svolti anche studi stratigrafici sulla pittura e, più in generale, sull’intonaco dell’intero palazzo. L’intervento è stato finanziato con fondi del Pnrr e la questione dei materiali e dei colori è stata approfondita”.
Ma ridipingere una scritta non significa conservarla: significa ricostruirla.
“La concezione della Soprintendenza, che ho riscontrato anche in altre esperienze, è che quando un elemento viene considerato storicizzato debba essere recuperato. È come quando, durante il restauro di una chiesa, viene scoperto un affresco nascosto. Naturalmente, in questo caso, bisogna capire quale tecnica sia stata richiesta e concretamente applicata”.
La provincia fornirà tutti i documenti?
“Sì. Forniremo una relazione puntuale sulla questione. Sentirò anche la soprintendente per ricostruire chiaramente la situazione. Gli approfondimenti richiesti sono stati eseguiti e non si è trattato di un’iniziativa estemporanea o di una scelta politica del sottoscritto”.
Liceo classico Mariano Buratti – La scritta ormai scomparsa “Casa del Balilla”
La Soprintendenza ha quindi impartito delle prescrizioni, tra cui quella relativa alla scritta?
“Abbiamo lavorato d’accordo con la Soprintendenza, che ha indicato le prescrizioni da seguire. Tra queste, da quello che sto ricostruendo, c’era anche la questione della scritta. Ma devo prima rivedere le carte”.
Le sembra normale e opportuno ridipingere “Casa del Balilla” sulla facciata di una scuola intitolata a Mariano Buratti, torturato e fucilato dai nazifascisti?
“Politicamente non è opportuno. Dobbiamo però capire quale tecnica di restauro sia stata richiesta e attuata sull’immobile. Voglio anche ricordare che, da quando sono presidente, abbiamo ripristinato in forma ufficiale, insieme alla Guardia di finanza, la commemorazione di Mariano Buratti”.
Liceo classico Mariano Buratti – I lavori di manutenzione straordinaria
Lei avrebbe compiuto una scelta del genere?
“Se fosse stata una mia scelta politica, sicuramente non avrei fatto scrivere ‘Casa del Balilla’. Magari avrei fatto scrivere ‘Azione cattolica giovani’”.
I lavori sono stati seguiti con particolare attenzione?
“Sì. Sono andati avanti a lungo anche per individuare il colore corretto, realizzare l’intonaco a calce e sistemare le finestre nel modo prescritto. Non è stato un intervento affrontato a cuor leggero”.
Esistono fotografie nelle quali compare una scritta diversa, “Opera Balilla”. Chi ha stabilito quale iscrizione dovesse essere ricostruita e con quali caratteri?
“Su questo punto esiste sicuramente un approfondimento tecnico svolto da un restauratore. La provincia è stata obbligata a seguire determinate prescrizioni. Mi riservo di consegnare tutta la documentazione, in modo che sia possibile verificare ogni passaggio”.
Liceo classico Mariano Buratti – Una vecchia foto con la scritta “Opera Balilla”
È disposto ad andare fino in fondo per accertare se tutte le procedure siano state rispettate?
“Sì, sono d’accordo nell’andare fino in fondo. Dal punto di vista amministrativo abbiamo fatto tutto ciò che ci è stato richiesto. Adesso bisogna esaminare le carte e chiarire esattamente chi abbia preso le decisioni”.
Quando sarà disponibile la documentazione?
“Gli uffici stanno preparando un documento. Lunedì sarò in provincia e verificherò direttamente. Non ci sono problemi a rendere disponibili le carte”.
Resta il fatto che sulla facciata di una scuola intitolata a un partigiano potrebbe campeggiare la scritta “Casa del Balilla”.
“Comprendo perfettamente il problema. Proprio per questo dobbiamo ricostruire con precisione l’iter tecnico e amministrativo e fornire un quadro chiaro di quanto è accaduto”.
Carlo Galeotti
Articoli: Istoreco (docenti universitari Maurizio Ridolfi, Sante Cruciani e la ricercatrice Agnese Bertolotti): “”Casa del Balilla” sulla facciata del liceo Buratti, le fonti storiche rivelano l’inesistenza della scritta” – Daniele Camilli: “Quella scritta fascista va cancellata e sostituita con il nome di Mariano Buratti” – Filippo Rossi: “La storia non si cancella con una mano di vernice” – Emanuel Alison Flamini: “Liceo Buratti, i simboli della dittatura apparsi offendono memoria e costituzione” – Anpi: “Una scelta scellerata che offende la memoria di Mariano Buratti” – Rete degli studenti medi: “Un oltraggio al partigiano simbolo dell’antifascismo viterbese” – Danila Corbucci: “Quella scritta è uno schiaffo a Mariano Buratti, Luigi Petroselli e alla città” – Giacomo Barelli: “La memoria non si tutela con il pennello facile, la scritta ‘Casa del Balilla’ sul Buratti è una ricostruzione casareccia e caricaturale” – Francesco Boscheri: “Da restauro a restaurazione il passo è breve” – Lorenzo Colonna: “La scritta ‘Casa del Balilla’ venga rimossa subito, la provincia chiarisca”
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