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Capranica - Davanti alla corte d'appello il presunto aggressore - La procura aveva chiesto cinque anni di carcere

Massacrato a bastonate fuori della discoteca, fa appello contro assoluzione per tentato omicidio

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Carabinieri e 118 - Immagine di repertorio

Carabinieri e 118 – Immagine di repertorio

Capranica – (sil.co.) – Assolto in primo grado dall’accusa di tentato omicidio, per cui il pm aveva chiesto 5 anni, potrebbe essere condannato in secondo grado dopo il ricorso della vittima e della procura alla corte d’appello di Roma per la riforma della sentenza. Il verdetto dovrebbe arrivare il prossimo mese di gennaio. 

Ancora in sospeso la vicenda giudiziaria dei sei imputati assolti dal tribunale di Viterbo a dicembre 2021 per i fatti avvenuti la notte tra il 6 e il 7 settembre 2013 nei pressi della discoteca “Le Saline” di Capranica, dove una rissa scoppiata all’esterno del locale tra un gruppo di ragazzi di Sutri e uno di Capranica terminò con il grave ferimento alla testa di un giovane (Giorgio Piferi, oggi 42enne), colpito con un bastone e trasportato d’urgenza in eliambulanza al policlinico Gemelli di Roma per un delicato intervento chirurgico.

Sei persone erano imputate di rissa, inclusa la stessa persona rimasta gravemente ferita, tutti assolti dal reato come chiesto dalla stessa procura, mentre uno di loro doveva rispondere anche della più grave accusa di tentato omicidio, reato per il quale il  15 ottobre 2020 il pubblico ministero aveva richiesto una condanna a 5 anni di reclusione.

“Ricordo soltanto i miei passi sulla ghiaia e che stavo andando al parcheggio. Ricordo la figura di un ragazzo, che oggi non saprei riconoscere, che prende un bastone da terra e poi il nulla. Mi sono risvegliato che ero già stato operato e mi dissero che ero stato in pericolo di vita”, ha spiegato la vittima in aula, all’udienza del 13 febbraio 2019 davanti al collegio, assistito dagli avvocati Roberto e Francesco Massatani. Al Gemelli, dove è stato trasferito in eliambulanza dal Santa Rosa,  è rimasto ricoverato per 20 giorni. In tribunale mostrò la ferita ai giudici: una cicatrice da un orecchio all’altro con 55 punti di sutura e un avvallamento del cranio.

L’episodio sarebbe avvenuto verso le 4 del mattino. Piferi aveva trascorso la serata in discoteca con alcuni amici. Durante la serata uno degli imputati gli avrebbe riferito di aver avuto una discussione con una persona all’interno del locale. Dopo questo primo litigio ce ne sarebbe stato poi un secondo, avvenuto successivamente all’esterno del locale.

Il giovane accusato di tentato omicidio, prima della sentenza dì assoluzione sia da rissa che da tentato omicidio, aveva reso spontanee dichiarazioni, sostenendo di essere stato vittima di un’aggressione a sfondo razziale all’interno e poi all’esterno della discoteca e di essersi difeso brandendo un pezzo di legno raccolto da terra per poi fuggire e sporgere denuncia la mattina seguente.


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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29 settembre, 2026

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