Viterbo – (p.p.) – “Incoraggianti i dati dell’accoglienza, criticità per il settore dell’agricoltura. Per il prossimo anno, certezze e stabilità”. Domenico Merlani, presidente della Camera di commercio Rieti-Viterbo, traccia un bilancio dell’anno che so è da poco concluso.
Domenico Merlani
Possiamo fare un quadro della situazione economica nel 2023?
“Il 2023 – dice Merlani – è stato un anno in chiaroscuro per tutto il paese e la provincia di Viterbo, non fa eccezioni. Un anno con una nuova guerra, che chiaramente non aiuta ne gli umori né l’economia e contrasta la stabilità. Ci ricordiamo che la provincia Viterbo ha archiviato il 2022 con il valore aggiunto che era aumentato del 7,1% rispetto al 6,9% nazionale, ma per il 2023 si prevede un aumento del valore aggiunto più contenuto con percentuali molto ridotte, in linea con la media del Paese.
Inizia a sentirsi l’attenuazione delle misure economiche post Covid. Si confida molto per l’anno appena iniziato nella riduzione dell’inflazione, nella diminuzione dei tassi di interesse e nel recupero del potere di acquisto delle famiglie. Sul fronte locale però possiamo contare sul fatto che ad oggi le imprese ancora una volta stanno reagendo bene: analizzando i dati dei primi tre trimestri dell’anno che si è appena concluso il numero delle imprese cresce, anche se ad un ritmo non sostenuto, +0,4%, comunque positivo, ed anche i fatturati mediamente risultano in aumento. Anche l’export da segnali lievemente incoraggianti, nei primi nove mesi del 2023 il valore delle esportazioni della Tuscia presenta un segno positivo, +4,2%, trainate da agroalimentare e tessile e abbigliamento”.
Quali sono i settori che hanno retto meglio e quelli in cui si sono registrate delle difficoltà?
“Sicuramente abbiamo tutto il settore dell’accoglienza che, seppur in difficoltà per il reperimento di manodopera e per l’aumento dei prezzi, sembra stia dando risultati incoraggianti. L’area della Tuscia sta migliorando in competitività ed attrattività. Le presenze turistiche nel 2022 sono state superiori rispetto ai livelli precovid e una prima stima ci conferma che anche il 2023 genererà un nuovo incremento di turisti sia italiani che stranieri.
Anche il livello degli investimenti produttivi è previsto in aumento. Di pari passo anche il settore dell’edilizia chiuderà l’anno con fatturati importanti spinto dai bonus dedicati. Senza dubbio il settore che ha registrato maggiori criticità nel 2023 è l’agricoltura con le condizioni climatiche che in particolare nel periodo primaverile hanno causato enormi problemi alle produzioni delle nocciole, vite da vino, olive, castagne, ortofrutta, con cali produttivi in alcuni casi anche superiori al 50%”.
Abbiamo lasciato alle spalle una pandemia, ma continua una guerra che coinvolge l’Europa. Senza dimenticare le difficoltà che sono derivate dal caro-energia. Un continuo lavorare affrontando le emergenze, come rispondono le imprese e quali misure avete messo in campo a loro sostegno?
“Le imprese e gli imprenditori come al solito reagiscono con forza, si rimettono in gioco e cercano di seguire gli andamenti del mercato affrontando con coraggio uno dei peggiori periodi dal dopoguerra ad oggi. Devo dire che nonostante gli shock importanti degli ultimi anni il sistema imprenditoriale ha resistito sia per numero di imprese che per fatturato, eccetto ovviamente il periodo clou del Covid.
Certo tra le imprese più esposte ed in settori più vulnerabili qualche problema si è registrato ma non tale da generare fenomeni di involuzione generale. Come Camera di Commercio non abbiamo certo la forza per contrastare fenomeni di questa portata, ma abbiamo cercato sempre di stare al fianco delle imprese da soli e a volte con altre istituzioni con attività di supporto anche specifiche, con iniziative per le imprese che operano nei settori dell’ospitalità, dell’internazionalizzazione e una spinta forte sulla digitalizzazione e sul fronte della promozione territoriale”
Su quali iniziative avete puntato per la promozione del territorio?
“L’aspetto turistico ed enogastronomico rimangono centrali per la promozione del territorio e nel 2023 c’è stata la prima vera edizione del Salone Enogastronomico “Assaggi”dopo l’anteprima di ottobre 2022. Una manifestazione sulla quale stiamo puntando molto e che ci vedrà impegnati anche nel 2024, a maggio, con espositori importanti provenienti da tutto il Lazio ed un parterre di visitatori nazionali ed internazionali che speriamo possiamo incrementare considerevolmente.
Una iniziativa che attraverso l’enogastronomia punta a far conoscere le aziende produttrici, Viterbo e tutta la Tuscia. Inoltre continuiamo a produrre materiale turistico, a partecipare ad importanti Fiere di settore, a gestire campagne di comunicazione, a coinvolgere operatori commerciali e della comunicazione in innumerevoli attività promozionali o borsistiche, con il fine di ampliare la platea di chi vuole conoscere più da vicino il nostro magnifico territorio, cosa che devo dire sta avvenendo”.
Cosa chiedere alle istituzioni, da parte loro c’è sufficiente sostegno?
“Alle istituzioni da sempre chiediamo un pò di attenzione in più per il nostro ente che con la riforma molto discussa del 2016 è stato messo in grande difficoltà sia dal punto di vista finanziario che funzionale. Oggi le cose sono cambiate e sicuramente stiamo vivendo una stagione diversa, più positiva e con le giuste attenzioni da parte del Governo Nazionale, anche se le norme in vigore non cambiano cosi velocemente come le difficoltà che ci troviamo ad affrontare.
Ci piace ribadire che siamo un ente vicino e al servizio delle imprese e dei cittadini e che può dare molto quando viene chiamato in causa. Cosa ci attente nel 2024? Questa è una domanda a cui tutti, io compreso, vorrebbero rispondere con qualche certezza, ma credo che quasi nessuno sarebbe in grado di farlo. Assistiamo ad un periodo in cui le tensioni internazionali governano gli andamenti di interi continenti e noi siamo costretti ad osservare adeguando di volta in volta la visione imprenditoriale per poter fronteggiare i continui cambiamenti.
Nei prossimi mesi assisteremo alla campagna elettorale per le Europee e credo che fino a quel momento accadrà poco al netto delle evoluzioni belliche in corso. Poi ci auguriamo un piano europeo che si occupi rapidamente dei problemi che frenano la crescita economica o azioni concrete a sostegno. Sul fronte interno ci auguriamo una frenata dell’inflazione e un calo dei tassi di interesse che pesano sulle imprese e sulla possibilità di spesa delle famiglie.
Siamo anche convinti che il lavoro fatto fin qui nel settore della promozione e dell’accoglienza darà i suoi frutti continuando a far crescere il trend positivo dell’attrattività territoriale. Qualche preoccupazione è presente per il settore delle costruzioni e per tutte le parti coinvolte vista la fine repentina delle agevolazioni al 31 dicembre e la conseguente destrutturazione a cui il settore dovrà far fronte. Il rischio è la perdita di occupati e fatturati”.
Un augurio per il nuovo anno?
“Certezze e stabilità: due condizioni essenziali per la prosperità e la crescita del paese sia in termini economici ma anche sociali, per il benessere di tutti”.
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