Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Lago di Bolsena - La vittima lo aveva già denunciato l'anno scorso - Imputato di maltrattamenti e lesioni aggravate un trentenne viterbese - Dopo la convalida, il divieto di avvicinamento

Gonfia di botte la compagna perché si fa sfuggire un pesce, arrestato

Condividi la notizia:


Carabinieri - Lago di Bolsena

Carabinieri – Lago di Bolsena

Francesca Bufalini

Francesca Bufalini

Viterbo – (sil.co.) – Gonfia di botte la compagna perché si fa sfuggire un pesce dalla canna, poi all’arrivo dei soccorsi cerca di farla scendere dall’ambulanza e dice ai carabinieri “sono un pluripregiudicato cresciuto a Tor Bella Monaca, non mi fate paura”. 

Per questo lo scorso 13 maggio è stato arrestato ed è finito ai domiciliari per maltrattamenti e lesioni aggravate un 33enne viterbese, per il quale il gip Rita Cialoni convalidando l’arresto, ha disposto la misura cautelare del divieto di avvicinamento a meno di 500 metri dalla persona offesa e dai suoi familiari rafforzato dal braccialetto elettronico. L’imputato è difeso dall’avvocato Francesca Bufalini.

Non contento, mentre lei era in caserma, le avrebbe inviato messaggi Whatsapp minacciosi, del tenore “stai attenta a quello che dici”, “di che sei cascata sugli scogli”, “se mi ami mi devi rispettare”, “devi credere, devi ragionare”, “non me devi rompe il cazzo quando non è aria”. E infine le avrebbe inviato anche un video che lo ritrae mentre dà fuoco ai suoi vestiti.

Vittima la compagna, che sarebbe stata troppo innamorata per lasciarlo e avrebbe continuato a stare con lui nonostante lo avesse già denunciato il 22 giugno dell’anno scorso, quando aveva aggredito sia lei che il padre, rimettendo dopo pochi giorni la querela.

Un’escalation di violenza, fino all’alba di lunedì 13 maggio quando, durante un’attività di pesca sul lago di Bolsena, presso il “Fosso” sul lungolago di Grotte di Castro, contrariato dal comportamento della compagna, responsabile di aver fatto slamare un pesce dalla canna da pesca, il 33enne si sarebbe scagliato violentemente contro di lei, colpendola su tutto il corpo con calci e pugni per poi raggiungerla nell’autovettura, nella quale era riuscita a rifugiarsi momentaneamente, continuando a colpirla in varie parti del corpo, fratturandole il polso sinistro con una prognosi di 30 giorni.

La coppia aveva trascorso il weekend sulle rive del lago di Bolsena, dormendo in macchina nei sacchi a pelo. “La pesca piace a entrambi, ma solo che iniziano le discussioni perché vuole che io faccio le cose per bene ma non sono capace”, avrebbe spiegato la vittima. “Era partito il segnalatore di una canna da pesca perché aveva abboccato il pesce, allora io mi sono alzata perché lui dormiva, sono andata lì ho provato a tirare la canna solo mi si è slamata. Lui ha iniziato a dirmi che non so fare un cazzo e che poteva essere il pesce della mia vita e mi ha buttato per terra prendendomi a calci”. Allora lei per sfuggirgli si è rinchiusa in auto e ha chiamato il 112. 

Secondo la querela, i maltrattamenti sarebbero cominciati dopo appena cinque mesi che la coppia era andata a convivere a casa dei genitori dell’uomo. Il compagno l’avrebbe costretta a vivere in uno stato continuo di pressione psicologica, “svegliati devi crescere”, dando in escandescenze per un nonnulla oppure facendole scenate di gelosia,  ingiuriandola con frasi del tipo “deficiente, handicappata”, nonché prendendola a calci e pugni o tirandole addosso degli oggetti, tipo il telefono cellulare, procurandole anche delle lesioni personali per le quali la persona offesa non era ricorsa però a cure mediche.

Solitamente le aggressioni avvenivano dentro casa. Ad aprile sarebbe stata picchiata anche davanti alla suocera che cercava di difenderla. Ma una volta sarebbe stata presa a cazzotti su una coscia anche mentre erano in macchina. Fino a due settimane fa, quando la vittima è finita in ospedale con una prognosi di 30 giorni.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia:
25 maggio, 2024

Picchia la ex al lago ... Gli articoli

  1. Picchia la ex per un pesce scappato al lago, condannato a 4 anni e 9 mesi
  2. Tenta la fuga da casa dove era ai domiciliari a suon di calci e sputi ai poliziotti
  3. Fuori dal carcere dopo un anno, il "pescatore" minaccia la ex dai domiciliari e torna dietro le sbarre
  4. Picchiata per un pesce, i genitori dell'ex: "Nostro figlio la chiamava principessa"
  5. Si azzuffava col padre ma non estorceva soldi ai genitori, assolto
  6. Picchia la ex per un pesce, poi la minaccia davanti a carabinieri: "Tu sei mia, non vai da nessuna parte"
  7. Genitori picchiati per soldi, il fratello: "Solo uno scontro fisico col babbo, ma era petulante"
  8. Genero da incubo, gli ex suoceri: "Si è portato via nostra figlia per farla finire in ospedale"
  9. Picchiata dall'ex per un pesce scappato: "Voleva che dicessi che ero caduta dagli scogli"
  10. "Pescatore" accusato di picchiare i genitori per soldi, padre e madre lo rivogliono in casa
  11. La picchia al lago poi se la prende coi familiari: ex, genitori e fratello parti civili contro il "pescatore"
  12. Botte ai genitori, nuovi guai per il "pescatore" che ha picchiato la ex al lago e i suoi familiari
  13. Picchia la ex al lago poi il padre e il fratello, al via il processo al "pescatore"
  14. Picchia la ex sul lago di Bolsena e poi anche i familiari, doppio processo per il "pescatore"
  15. Picchia e continua a minacciare di morte la ex, davanti al gip il "pescatore" finito in carcere
  16. Continua a minacciare di morte la ex dagli arresti domiciliari
  17. Si fa arrestare due volte in due settimane, "pescatore" ai domiciliari
  18. Picchia la compagna poi il padre e il fratello, arresto bis per il "pescatore"
  19. Rissa in strada Capretta, picchia il suocero e il cognato

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/le-strane-pose-di-milo/