Civita Castellana – Guerra tra bande di pusher tunisini e marocchini per il controllo dello spaccio: è scattato in questo contesto il blitz antiterrorismo dei carabinieri di Civita Castellana, sfociato nell’arresto di due tunisini di 32 e 61 anni e nel sequestro nella loro abitazione di Faleria di una pistola lanciarazzi calibro 22 e di tre potentissimi ordigni esplosivi, tra il 14 marzo e il 7 aprile 2025.
Civita Castellana – I sequestri dei carabinieri nel blitz del 14 marzo 2025: nelle foto 1, 2 e 3 la pistola, il candelotto e la cipolla
La mattina di martedì 11 febbraio 2025, in via del Tiratore a Civita Castellana, era stata ritrovata una lunga scia di sangue, legata a un regolamento di conti tra bande di pusher. Tracce ematiche copiose che si estendevano per decine di metri, fino a via Don Minzoni.
Nel pomeriggio di martedì 11 marzo, invece, uno straniero sarebbe stato ferito con un machete, nell’ambito di una rissa tra pusher marocchini e tunisini in cui sono stati utilizzati anche dei bastoni, scoppiata in piazza Duomo, dove una Bmw è piombata a folle velocità, abbattendo diverse fioriere.
Il 14 marzo 2025 è il giorno in cui i carabinieri, nel corso di una maxi operazione nel centro storico di Ciita Castellana, hanno controllato 96 persone e 43 veicoli. Oltre ai due tunisini col loro arsenale di armi, fu rinvenuto un machete con una lama di circa 35 centimetri, abilmente occultato all’interno di una cavità in un muro, e finè in manette per resistenza un 29enne marocchino, che aveva tentato la fuga in auto per sottrarsi al controllo, per questo è stato condannato a sei mesi di reclusione.
Il 29enne marocchino è uno dei quattro arrestati per il tentato omicidio di due tunisini, appena due giorni dopo, il 16 marzo, all’ora di pranzo davanti a un ristorante di via Ferretti, per cui è stato già condannato a sette anni e mezzo col rito abbreviato.
Civita Castellana – Accoltellamento in via Ferretti del 16 marzo 2025 – I carabinieri sul posto
Era invece la sera di venerdì 14 marzo 2025 quando una squadra di artificieri antisabotaggio dei carabinieri venuta apposta da Roma ha preso in carico la “cipolla” del peso di 80 grammi e il “candelotto” del peso di 70 gramma nascosti dietro un frigorifero in disuso nel corridoio condominiale. “Due ordigni micidiali”, che potevano uccidere, ha spiegato martedì uno di militari intervenuti al processo per concorso in detenzione di armi clandestine al 51enne, mentre il 32enne è uscito di scena patteggiando una condanna a 5 anni di reclusione, con lo sconto di un terzo della pena del rito.
Dietro una alacre attività di intelligence, tuttora in corso, dalla quale emergerebbe anche un traffico di clandestini e di documenti falsi, mentre del caso si sono occupati nell’immediatezza, oltre agli artificieri, i carabinieri di Ros, Ris e divisione anticrimine della capitale. Un’indagine delicatissima, proseguita nel massimo riserbo.
“Ordigni micidiali”. Tra i particolari più inquietanti la piena funzionalità e l’enorme potenziale degli ordigni, contenenti polvere da sparo e contornati da chiodi metallici, fissati tutt’attorno con del nastro isolante nero. “Non fuochi d’artificio, ma ordigni micidiali, in grado di distruggere le sagome di cartone più vicine e provocare danni ingentissimi su quelle più lontane, con i chiodi conficcati per diversi millimetri, figuriamoci sulle parti molli di corpi umani”, ha spiegato in aula l’artificiere.
Pistola lanciarazzi sotto il lavello. Il 14 marzo di un anno fa, oltre ai primi due ordigni, è stato sequestrato anche un revolver lanciarazzi di colore nero con matricola abrasa, marca Volcanic 22, calibro 22, utilizzabile anche con proiettili a salve, funzionante e parzialmente modificato, secondo l’esperta di balistica del Ris di Roma – il cui nascondiglio è stato rivellato da una foto sul telefonino del 32enne, che ritraeva l’arma, occultata in una intercapedine a doppio strato sotto il lavello della cucina, dove è stata rinvenuta dai carabinieri durante la perquisizione.
Il successivo 7 aprile, nel corso di un ulteriore sopralluogo presso l’appartamento, posto sotto sequestro, sono stati trovati in giardino dinamite e micce esplosive nonché un altro candelotto artigianale di cartone, riempito di miccette esplosive di colore verde. Nessuna prova, secondo il difensore Vincenzo Petroni, che il 51enne sapesse delle armi.
Silvana Cortignani
Civita Castellana – Il machete sequestratonel blitz del 14 marzo 2025
Articoli: Blitz antiterrorismo, due arresti e sequestro di lanciarazzi e ordigni esplosivi – Blitz nel centro storico: sequestrati un machete e una pistola calibro 22, tre arrestati
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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