Viterbo – Gianfranco Fiorita all’attacco.
Il dentista, latitante per quattro anni e tornato da un mese in Italia, non ha certo l’atteggiamento di chi espia le sue (presunte) colpe in silenzio. Tutt’altro.
Al suo 34esimo giorno di detenzione, Fiorita scrive un’agguerrita lettera dal carcere per sparare a zero contro tutti. In primis gli ex soci della Dental Action Snc, contro i quali punta il dito, accusandoli di appropriazione indebita aggravata delle attrezzature del suo studio.
E poi, stoccate velenose anche contro la magistratura. “Prevenuta”, secondo il dentista, al punto da valutare pari a zero il suo spontaneo ritorno in Italia.
L’altra accusa che lancia, sempre agli inquirenti, è di non aver approfondito le indagini su quelle che, a suo dire, sono state vere e proprie omissioni e false testimonianze, durante il processo a suo carico iniziato nel 2012.
Fiorita contro tutti, in pratica. E anche per il processo, il dentista promette scintille: “Non mancherà occasione per dimostrare tali omissioni e dette false testimonianze”.
La nota scritta dal carcere da Gianfranco Fiorita
Io sottoscritto Fiorita Gianfranco, considerato l’atteggiamento prevenuto nei miei confronti da parte degli organi inquirenti che hanno ritenuto conveniente non considerare come elemento nuovo (e io aggiungerei determinante) la mia presenza in Italia per evidente scelta, dipendente esclusivamente dalla mia volontà, e con la disponibilità a risolvere gli aspetti economici relativi al risarcimento/rimborso delle parti civili costituite del processo a mio carico tuttora pendente dinanzi al tribunale di Viterbo;
– preso atto della sparizione completa delle attrezzature, dei materiali e della strumentazione, situate all’interno della clinica Dental Action Snc, per un valore complessivo di oltre 80mila euro e anche di tutta la documentazione amministrativa tra cui lo schedario pazienti con un totale di crediti da incassare per circa 90mila euro che solo qualche giorno fa mi è stata documentata dal mio legale di fiducia;
– vista la totale mancanza di collaborazione da parte degli ex soci della predetta società, che alla luce dei documenti acquisiti considero come gli unici responsabili dell’accaduto, accertata la circostanza per la quale sono stati proprio loro, arbitrariamente, a chiudere la clinica dopo pochi giorni dal mio allontanamento;
– vista la richiesta di sequestro dei beni mobili e immobili a me intestati e l’ordinanza di custodia cautelare emessa a mio carico dal gip del tribunale di Viterbo, mi vedo costretto a sporgere denuncia penale nei confronti dei componenti della Dental Action Snc per appropriazione indebita aggravata per la sottrazione di beni e somme di denaro del valore di 170mila euro circa.
Oltre a tale sottrazione ho subìto il danno della interruzione di ogni attività scientifica a livello nazionale e internazionale che per la sola organizzazione dei corsi in Bolivia ha provocato una perdita di circa 60mila euro.
In tale situazione sarò costretto a chiedere anche il sequestro preventivo dei beni intestati agli ex soci e se possibile il ritiro del loro passaporto, affinché gli stessi non possano far disperdere le proprie tracce e occultare definitivamente i beni e il ricavato della vendita degli stessi a terze persone.
Alla luce di quanto sopra considerato ed esposto mi trovo nella condizione, mio malgrado, di dover sospendere le trattative già avviate con alcune delle parti civili costituite in giudizio, anche perché il permanere della mia situazione detentiva non mi consente né di tornare a lavorare, né di poter disporre dei beni mobili e immobili a me intestati per prevedere una ragionevole transazione.
Ho, altresì, dato incarico al mio legale di fiducia di verificare la posizione personale di ciascuna delle parti interessate indagando sulle dichiarazioni rilasciate nel corso del processo a mio carico, sottolineando come è di tutta evidenza il mancato approfondimento delle indagini da parte degli organi competenti su omissioni e false testimonianze rese da alcuni dinanzi al giudice del tribunale di Viterbo.
Alla prossima udienza dell’8 gennaio 2015 non mancherà occasione per dimostrare tali omissioni e dette false testimonianze, in quanto con la mia presenza potrò personalmente contestare ai miei ex soci e a coloro i quali stavano approfittando del mio allontanamento esclusivamente a scopi speculativi di natura economica e personali, le vere ragioni di quanto accaduto.
Delego formalmente l’avvocato Roberto Alabiso, mio difensore di fiducia, a rappresentare le mie ragioni anche in sede stragiudiziale e dinanzi al rappresentanti della carta stampata e dei siti web di informazione.
Viterbo, 2 ottobre 2014
Gianfranco Fiorita
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