– “La versione dei fatti riportata da mio cognato non è vera”.
A parlare è Chiara, la moglie di Enzo Benfante, il dj di Acquapendente arrestato insieme al fratello Angelo, comandante dei carabinieri di Grotte di Castro. L’accusa è detenzione e coltivazione di canapa indica. Ma con quelle diciassette piantine di marijuana, trovate due settimane fa nella caserma grottana, Enzo non c’entra nulla. Sua moglie ne è sicura.
“Angelo – ha detto Chiara, telefonando alla redazione – ha chiesto a mio marito solo di rifare l’impianto elettrico della mansarda. Subito dopo noi siamo stati 15 giorni in ferie. Chi avrebbe innaffiato le piante se noi non eravamo lì?”.
Ad addolorare la moglie del dj è soprattutto l’atteggiamento che il cognato ha avuto nei confronti di suo marito. “Il fratello gli ha voltato le spalle e lo ha accusato – sostiene la donna -, ma mio marito non è uno spacciatore. E’ un padre di tre figli e conduciamo una vita normale e decorosa. E’ deluso da Angelo perché lo ha incastrato”.
Secondo Chiara, il comandante della caserma di Grotte ha raccontato solo bugie agli inquirenti. “Non è vero, come ha dichiarato mio cognato, che Enzo usava la mansarda per i suoi strumenti da dj, perché sono sempre stati nel nostro garage. Tanto che la sera del 19 quando è stato arrestato aveva in programma una serata e i suoi colleghi sono venuti a prendere gli strumenti proprio nel garage”.
Poi l’appello al cognato. “Vorrei consigliargli di dire la verità perché la sua storia fa acqua da tutte le parti. Quando è stata scoperta la piantagione mio marito era lì perché Angelo gli aveva chiesto di andare a vedere ma lui si è presentato tre ore dopo e Enzo è svenuto perché mancava l’aria”.
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