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Viterbo - Rinviati a giudizio gli altri due più un terzo complice

Furti, un anno e mezzo a due assassini di Zappa

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Cosmin Petrut Oprea

Cosmin Petrut Oprea

Adrian Nicusor Saracil

Adrian Nicusor Saracil

Alexandru Petrica Trifan

Alexandru Petrica Trifan

Viterbo – Una valanga di furti notturni, ma anche la rapina a un’anziana legata e narcotizzata.

Gli assassini di Ausonio Zappa tornano in aula. La banda di ventenni condannati in via definitiva per l’omicidio del professore 82enne è comparsa davanti al gup Savina Poli ieri mattina. Rispondevano a vario titolo di una lunga serie di furti in case, scuole, aziende di costruzioni, macchinette cambia soldi: l’inchiesta “Scacco matto”.

Il gup del tribunale di Viterbo ha rinviato a giudizio i fratelli Daniel e Cosmin Oprea e il presunto complice Iulian Paisa. Per loro il processo inizierà il 13 aprile 2017. Daniel, accusato di aver fatto da palo fuori dalla casa di Zappa la notte del 28 marzo 2012, ha preso una condanna a 8 anni. Trifan a 10. Vent’anni agli esecutori materiali del delitto Cosmin Oprea e Adrian Nicusor Saracil. Gli unici a entrare nella villetta e, quindi, a ingaggiare una lotta impari contro l’anziano padrone di casa. 

Per i furti di “Scacco matto”, Trifan e Saracil hanno patteggiato anno e mezzo. Erano i soli accusati anche della rapina a casa di un’anziana a Viterbo il 24 gennaio 2012. Per la reazione allergica al narcotico la donna ebbe dieci giorni di prognosi.

“Volevamo evitare i rischi di un eventuale processo – spiega l’avvocato Marco Russo per Trifan -. La nostra strategia, ormai, è proiettata alla concessione di misure alternative al carcere: per l’omicidio Zappa il mio assistito ha già scontato più di metà pena. Negli ultimi due anni ai domiciliari con permesso lavorativo ha dimostrato di essere affidabile e cambiato. Con la sentenza di oggi Trifan può finalmente guardare al futuro”.

L’avvocato Roberto Fava, invece, è deciso ad andare fino in fondo. “Su Cosmin non c’è uno straccio di prova, e nemmeno su una partecipazione di Daniel ai furti. Ci difenderemo al processo”. 


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30 giugno, 2016

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