Gradoli – Casa di riposo lager, potrebbe essere riesumato il cadavere di uno degli anziani morti nella struttura di Gradoli.
La richiesta, in Corte d’Assise, degli avvocati degli ex gestori del “Fiordaliso sas”. Franco Brillo (difeso da Riccardo Valentini) e i figli Maurizio e Federico (difesi da Matteo Moriggi) sono accusati di abbandono di incapace, aggravato dalla morte di tredici pazienti ultraottantenni.
Alla sbarra sono finiti anche il medico di base Ugo Gioiosi (avvocato Sergio Finetti) e la neuropsichiatra Lucia Chiocchi (avvocato Elena Moraca).
“La riesumazione del cadavere – spiega in aula l’avvocato Valentini – e la successiva perizia necroscopica è necessaria per appurare se ci sia relazione tra i maltrattamenti e la morte degli anziani”. Sulla richiesta la corte, presieduta dal giudice Silvia Mattei (al latere Rita Cialoni), ha rinviato la decisione alla prossima udienza.
Respinta invece l’eccezione avanzata dall’avvocato Finetti di escludere dal processo l’asl umbra (azienda sanitaria di riferimento di Gioiosi, citata come responsabile civile insieme a quella toscana). Secondo il difensore, il medico avrebbe agito solo ed esclusivamente come libero professionista.
Respinta anche l’eccezione dell’avvocato Moraca: in aula chiede lo stralcio della posizione della neuropsichiatra per incompetenza territoriale.
Oltre all’abbandono aggravato di incapace, agli ex gestori il pm titolare dell’inchiesta Franco Pacifici contesta l’appropriazione indebita dei risparmi degli anziani (21mila euro) e l’inosservanza delle ordinanze di chiusura della struttura da parte del sindaco di Gradoli.
Tra il 2009 e il 2010 sono otto gli ospiti della “Fiordaliso sas” morti. Decessi sospetti che diventano il punto di partenza delle indagini dei Nas che, nel 2010, portano all’arresto di Franco Brillo. E’ l’inizio di un’inchiesta che poi si allarga agli altri quattro imputati.
La procura ha ipotizzato la somministrazione di farmaci scaduti, falso sui certificati medici che attestavano che gli anziani erano autosufficienti. Ma soprattutto, l’abbandono aggravato di incapace.
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