Viterbo – Bagnoregio diventerà un borgo dipinto e Civita, la città che fino a vent’anni fa davano per morta, avrà una flotta tutta sua. Fatta di bus turistici che collegheranno un territorio vasto. All’inglese. Quelli rossi che si vedono circolare per la city di Londra. Dalle parti della Teverina faranno invece la spola tra Lazio e Umbria. Da Civita a Orvieto, poi giù fino a Viterbo.
Bus ad alta tecnologia che collegheranno due regioni e un paio di province. Oltre centomila residenti e più di un milione e mezzo di turisti all’anno. Una cosa del genere nessun altro sindaco, forse in tutt’Italia, l’aveva mai tentata prima. E i bus andranno a regime a partire dal mese di luglio del 2019.
L’idea è di Francesco Bigiotti, sindaco di Bagnoregio, che giorno dopo giorno si sta candidando ad entrare nella storia. La notizia l’ha data davanti a tutti gli invitati di ieri sera, in modo pacato, com’è sua natura, e all’atelier del compianto Sergio Milioni in via San Bonaventura a Viterbo. “Zero limiti”. Dove è stato presentato il prossimo, il dodicesimo, murales di Sant’Angelo, la piccola frazione del comune di Viterbo che si sta caratterizzando per i dipinti murali sulle case del paese. Con il consenso e la partecipazione di tutti. Un esperimento, che a Viterbo, soltanto la consigliera comunale Chiara Frontini ha capito in pieno. “Il segreto – ha detto la consigliera – è fare squadra. ognuno ha le sue bellezze da mostrare. E se vogliamo fare economia con il turismo dobbiamo far sì che queste bellezze si mettano in rete”
Il nuovo murales, manco a dirlo, sarà dedicato a Civita. Tenuta sospesa in aria sul palmo della mano da pinocchio. Perfettamente in tema e potentemente simbolica. L’altra faccia del paese delle meraviglie, che nell’opera di Collodi, anch’essa di formazione, diventa quello dei balocchi.
Il murales verrà fatto fare a spese di Bagnoregio. Secondo una strategia precisa, messa in campo in modo lucido e ragionato. “Chi andrà a Sant’Angelo negli anni avvenire – ha detto infatti Bigiotti – conoscerà anche Civita. Per noi non è una spesa, ma un investimento importante. E poter investire a due passi da casa, è una cosa che nessuno può permettersi di sottovalutare. E poi – si lascia un po’ andare Bigiotti – si investono talmente tanti soldi in manifesti elettorali che restano attaccati per 15 giorni”…che qualcuno mi venga a dire qualcosa, avrebbe volentieri voluto aggiungere questo sindaco che in pochi anni ha trasformato il borgo dove Alberto Sordi ambientò un film incentrato sulla storia di un prete di campagna poverissimo in una delle mete del turismo internazionale. Celebrata anche da uno dei più grandi animatori e sceneggiatori di anime di sempre. Hayao Miyazaki, che per “Il castello nel cielo”, uno dei suoi capolavori, si ispirò alla Torre di Babel del pittore fiammingo Pieter Bruegel e a Civita di Bagnoregio.
Non solo, ma il murales a Sant’Angelo è solo il primo passo. Il prossimo riguarderà infatti Bagnoregio, che negli anni è diventata un po’ la periferia di Civita. Uno stallo da cui uscire. E la soluzione è quella di fare in grande ciò che a sant’Angelo è stato sperimentato su scala più ridotta. facendo da apripista, accaparrandosi meriti e prospettive. “Stiamo partendo con un progetto importante – ha detto Bigiotti -. Un borgo dipinto a Bagnoregio. Per creare un interesse a livello più ampio su questo settore. E poter dire ai turisti che guarderanno un murale a Bagnoregio che tutto è iniziato a Sant’Angelo”.
Nell’atelier di Milioni, ieri sera, c’erano anche Chiara Frontini, il sindaco di Celleno Marco Bianchi, il vice di Bigiotti, Luca Profili, Tina Loiodice, l’artista che ha realizzato il corpo principale delle opere a Sant’Angelo e il murale che ritrae Alice e il bianconiglio di Lewis Carroll da cui tutto è partito, Gianluca Chiovelli, presidente di Acas, l’associazione che ha pensato il progetto dei dipinti sui muri, e Giovangiorgio Costaguti, una delle più antiche famiglie di banchieri romani, proprietario del castello di Roccalvecce. Sempre più vicino all’orbita di Civita che sta creando attorno a se una galassia di piccoli paesi su cui spalmare un turismo spaziale.
“Siamo passati – ha ricordato Bigiotti al termine dell’incontro – da 14 mila turisti qualche anno fa ai 70 mila dell’anno scorso. Fino ai 220 mila di quest’anno”. Più dei circuiti archeologici di Tarquinia, Vulci, Caprarola, Sutri e Villa Lante messi insieme. I siti appena citati, gestiti direttamente dal ministero dei beni culturali, stando ai dati del Mibact rintracciabili in rete, non superano i 150 mila visitatori l’anno. Cifre da capogiro, che vanno distribuite su tutto il territorio, secondo un piano preciso e dettagliato.
“Il prossimo step – ha sottolineato Bigiotti – è spalmare sul territorio provinciale i flussi turistici. Almeno all’inizio”. L’obiettivo è infatti quello di alzare il tiro di volta in volta. Con passo leggero. Fino a diventare un punto di riferimento per tutto il turismo dell’Italia centrale. “E lo possiamo fare soltanto attraverso scelte di qualità – ha aggiunto il sindaco di Bagnoregio – Non possiamo mandare i nostri turisti ad occhi chiusi. Un programma territoriale serio. Serve questo. Un progetto d’eccellenza”. E il murales di Sant’Angelo è solo un debutto.
“Quello che sta accadendo qui – prosegue Bigiotti riferendosi alla frazione del viterbese – significa caratterizzare un territorio, dandogli un’identità nuova. Il modo giusto di lavorare. Nella giusta direzione”. “Come abbiamo fatto a Civita”, ha ricordato. Partendo da zero, senza limiti. “E quando mi chiedono come avete fatto – dice soddisfatto il primo cittadino della Teverina – rispondo che si tratta di agire secondo meccanismi scientifici. Senza lasciare nulla al caso. Abbiamo fatto conoscere la nostra bellezza. Utilizzando i veicoli migliori e guardando a Roma da una prospettiva diversa”. Non l’acerrima nemica, ma un bacino turistico da attirare. Non i turisti che vanno a vedere la città di papi e degli imperatori ma gli abitanti stessi della capitale. L’ambizione è diventare per i turisti la porta che apre alle antichità romane. E per i romani una meta di lusso a basso costo per il fine settimana. Trattenendoli pure sul territorio. Dando a quest’ultimo un’identità tutta sua, originale, per poterlo anche mobilitare. Tutto ciò che avrebbe dovuto fare Viterbo e non ha fatto. Una linea di trasporto turistico ad ampio raggio come da anni di pensa di realizzare lungo la tratta ferroviaria Viterbo-Roma nord. Senza alcun risultato.
E dalle parti di Civita e Bagnoregio ancora non hanno calato la carta di San Bonaventura, dottore della Chiesa, padre nobile dell’ordine dei Francescani e di fatto uno dei fondatori della più antica facoltà di lettere d’Europa. Alla Sorbona di Parigi. Tanta roba su cui continuare ancora ad investire.
“Adesso l’esigenza è quella di creare una rete – ha continuato a dire Bigiotti -. Reale e concreta. Non a parole. Un’infrastruttura turistica con dei bus che dalla seconda metà del prossimo anno collegheranno fisicamente Orvieto, Viterbo, Bagnoregio e Bolsena. Praticamente tutta la zona della Teverina. In tre, massimo quattro anni vogliamo poi mettere a sistema tutta la provincia. Fino a Tarquinia e a Canino”. Fino alla costa e al lago di Bolsena, il più grande bacino vulcanico d’Europa.
Bus turistici finanziati direttamente dal comune di Bagnoregio. E non uno al giorno tanto per fare. Ma mezzi in costante movimento. Come quelli del Cotral. Solo turistici. “Daremo ai tour operator – ha spiegato il sindaco – dei biglietti integrati da mettere a disposizione dei turisti. I biglietti avranno validità per più giorni e permetteranno di visitare il territorio. Bus ad alta tecnologia. Chi ci salirà avrà a disposizione tutto il necessario per sapere dove sta, cosa comprare e dove andare”.
Bigiotti ha provato pure a mettere d’accordi le amministrazioni dei comuni coinvolti. Senza esito. “Ci siamo resi conto – ha dichiarato – che trovare una sintesi è troppo difficile. Abbiamo quindi deciso di muoverci da soli. Poi proveremo via via ad aggregare in maniera bilaterale le realtà che vorranno entrare. Tramite accordi. Con amministrazioni e società private”. Non quelle del trasporto. Aziende in carne e ossa. “In questo modo – è l’esempio fatto da Francesco Bigiotti – chi ha un caseificio e vuole portare la gente a vedere come fa il formaggio potrà farlo”.
Daniele Camilli
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