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Contestazioni per il 25 aprile - Alessandro Mazzoli (Pd), solidale col presidente dell'Anpi Mezzetti, chiede chiarimenti sul gesto del generale Riccò

“Il rompete le righe del picchetto è stato un atto politico inopportuno…”

di Alessandro Mazzoli
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Alessandro Mazzoli

Alessandro Mazzoli

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Voglio esprimere la mia solidarietà all’Anpi e al suo presidente provinciale, Enrico Mezzetti.

Ero presente alla manifestazione e le contestazioni contro di lui, durante le celebrazioni del 25 aprile a Viterbo, sono un fatto grave e immotivato. Così come le polemiche scomposte che sono seguite in questi giorni rappresentano un segnale preoccupante.

Che io ricordi, simili contestazioni e simili polemiche, a Viterbo non sono mai accadute in occasione di questa ricorrenza. Il confronto fra posizioni differenti è del tutto normale, ma un’aggressione così virulenta e rabbiosa contro l’Anpi no. Non è normale e non può essere accettata.

La verità è che ormai, almeno da un anno a questa parte, c’è un cambio di clima nel paese che non si può far finta di non vedere.

Sta prevalendo l’intolleranza come cifra dei rapporti tra le persone e nelle relazioni sociali e monta un clima di odio che non riconosce limiti e che viene quotidianamente alimentato perché è diventata una leva di costruzione del consenso politico ed elettorale. È inutile girarci intorno. C’è stata una precisa volontà di incendiare questo 25 aprile.

Ci ha pensato Matteo Salvini ad accendere la miccia dicendo che lui non avrebbe partecipato al derby tra fascisti e comunisti, esplicitando in questo modo il suo pensiero su questa ricorrenza: uno scontro tra fazioni e tifoserie. Quindi una ricorrenza inutile e persino dannosa.

Cioè la pagina drammatica e liberatoria della Resistenza, posta a fondamento della libertà e della democrazia dell’Italia, è stata umiliata e vilipesa da una delle principali autorità politiche e istituzionali del Paese.
Dire, come ha fatto Enrico Mezzetti, che questo è un comportamento eversivo è ineccepibile e purtroppo fotografa la gravità di ciò che è accaduto e sta accadendo nel nostro paese.

Se il leader del partito accreditato dei maggiori consensi, che ricopre uno dei ruoli istituzionali più prestigiosi, come il ministro dell’Interno, calpesta le radici della repubblica democratica e della costituzione e prende le distanze fisicamente e culturalmente da una giornata che è il simbolo della rinascita dell’Italia, compie letteralmente un atto eversivo diretto al rovesciamento e alla cancellazione della storia.

Leggo comunicati di esponenti della Lega che, per obbedienza al loro capo, non hanno partecipato al 25 aprile e ora vorrebbero spiegare a chi c’era come si sarebbe dovuto comportare. Questo è davvero surreale. In realtà dovrebbero semplicemente vergognarsi per aver mancato di rispetto, con la loro assenza, a tutte quelle italiane e a tutti quegli italiani che con il loro sacrificio ci hanno donato la dignità di paese libero.

Il sovranismo? Ma di quale sovranità parlano questi signori se ignorano completamente la storia?

La Resistenza fu movimento di popolo e non di fazione. Il popolo italiano nel suo insieme rifiutò il regime e l’oppressione nazifascista, e tutte le componenti democratiche parteciparono alla liberazione del Paese.
E’ stata la Resistenza ad aver restituito all’Italia la sovranità di paese libero e indipendente. E non a caso la Repubblica democratica che ne è nata, cioè la nostra, è nelle sue radici costituzionali antifascista e antirazzista. Proprio perché il fascismo fu una tragedia.

Questi sono fatti indelebili e incontrovertibili. Altro che derby. Ho letto anche prese di posizione da parte di Fratelli d’Italia, alcune autorevoli, in difesa delle forze armate che nessuno ha attaccato perché non c’era e non c’è nessuna ragione per farlo. Centinaia di migliaia furono i militari italiani deportati nei campi di sterminio per aver disobbedito al fascismo e migliaia coloro che si schierarono al fianco dei partigiani nella resistenza.

Nessuno ha mai attaccato i militari italiani verso i quali ciascuno di noi prova sentimenti di gratitudine.

Onestamente non è affatto chiaro il motivo per cui, a cerimonia ancora in corso, sia stato deciso l’abbandono del picchetto d’onore da parte dei militari. Fin qui non sono arrivate spiegazioni sufficienti e comprensibili. L’unica cosa evidente è che sui siti dell’ultradestra, in questi giorni, si esalta il gesto del rompete le righe. Si dirà: sono strumentalizzazioni. Può darsi. Ma, se non giungerà una parola di chiarezza, quel gesto si configura come atto politico del tutto inopportuno.

Durante la cerimonia il presidente Enrico Mezzetti è stato accusato di fare campagna elettorale. Ma non sarà, invece, che a farla veramente siano queste persone che hanno provato tutto questo fastidio per il 25 aprile?

E non sarà che questa rappresenta un’ulteriore offesa ad una delle pagine più straordinarie della nostra storia civile?

Il 25 aprile non è una giornata divisiva. Chi sostiene il contrario, o chi vuole farla diventare una giornata divisiva, non fa il bene dell’Italia e degli italiani.

Alessandro Mazzoli


Multimedia: Gallery: La contestazione contro il presidente dell’Anpi – La celebrazione del 25 Aprile – Video: I momenti della contestazione contro il presidente dell’Anpi – Il 25 Aprile a Viterbo


Articoli: Il generale dell’Aeronautica Roberto Bordo : “Mezzetti ha offeso le forze armate, ha fatto bene il generale Riccò a lasciare la cerimonia” – L’ufficiale dell’Esercito Italiano in congedo Valerio De Nardo: “Sono indignato, chi ha sciolto il picchetto? La ministra Trenta intervenga!” – Serra e Cutigni: “Festa della Liberazione, non è successo nulla…” – Mezzetti (Anpi): “Se non mi spiegano dove ho offeso l’esercito, sono dei cialtroni e dei mascalzoni…” – Casapound: “Il 25 aprile è una ricorrenza divisiva, faziosa e di parte che non può restare festività nazionale” – Udc: “La Resistenza è un valore per tutti gli italiani” – Marco Tolli (Pd): “Critiche in cattiva fede…” – Lavoro e beni comuni: “È stata una delle più belle celebrazioni, nonostante il piccolo incidente…” – Giorgia Meloni: “I nostri soldati non meritano di essere umiliati, vergogna” – Perinelli (Spi-Cgil): “Cosa ha mai detto di così disdicevole il presidente dell’Anpi?” – Fusco (Lega): “Un insulto a tutte le forze armate” – Mauro Proietti: “Intervento inopportuno dell’Anpi e del suo presidente” – Fratelli d’Italia: “25 aprile, inaccettabile il dileggio dei nostri militari” – Arci: “E’ la festa del popolo che ha sancito l’inizio della stagione democratica”  – Giacomo Barelli: “25 aprile, un gesto grave derubricato a gesto di folklore…”  – Lega: “25 aprile, è stato accaparrato un palcoscenico per distribuire odio”  – Usb: “25 aprile, decine di bandiere sindacali presenti”  – Potere al Popolo Tuscia: “25 aprile, hanno partecipato decine di persone e numerose autorità” – Enrico Mezzetti: “Il ministro Salvini è eversivo e io non dovrei ribellarmi?” – Rifondazione comunista: “25 aprile, c’è stata anche una nota di folclore…”  – Infantino (Anpi): “L’Anpi non fa alcuna distinzione di colore politico” – Quadrani (Circolo reale della Tuscia): “Una manifestazione gestita in modo fazioso”  – Liberazione, il presidente dell’Anpi duramente contestato in piazza


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29 aprile, 2019

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