Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Magistrato aggredito a Mammagialla - In tre sono accusati di non avere vigilato sull'incontro tra il procuratore Giovanni Musarò e Domenico Gallico - Un anno fa esatto la testimonianza in aula della vittima

Pm antimafia pestato da boss ‘ndrangheta, slitta sentenza per gli agenti penitenziaria

di Silvana Cortignani
Condividi la notizia:

Viterbo - Il carcere di Mammagialla

Viterbo – Il carcere di Mammagialla

Il boss della 'ndrangheta Domenico Gallico

Il boss della ‘ndrangheta Domenico Gallico

Viterbo – Pm antimafia pestato in carcere dal boss della ‘ndrangheta, slitta a dopo l’estate la sentenza. A distanza di quasi sette anni, ieri avrebbe dovuto essere il giorno della discussione e dell’esame dei tre agenti della penitenziaria di Mammagialla finiti sotto processo davanti al giudice Silvia Mattei.

Per il legittimo impedimento di uno dei difensori, gli avvocati Simona bellezza e Remigio Sicilia, l’udienza è stata rinviata al prossimo 4 ottobre, quando saranno sentiti i poliziotti Mauro Ferrara, Luigi Di Filippo e Felice Costabile, accusati di violata consegna e falso ideologico per l’aggressione al procuratore antimafia Giovanni Musarò da parte del boss Domenico Gallico.

Gli imputati non avrebbero vigilato sull’incontro del 7 novembre 2012 tra il potente boss della ‘ndrangheta di Palmi e il procuratore Musarò, all’epoca a Reggio Calabria e attualmente in forza alla Dda di Roma, dove è titolare col pm Francesco Tucci dell’inchiesta sulla mafia viterbese sfociata in 13 arresti lo scorso 25 gennaio.

A Mammagialla il boss sessantenne, attualmente detenuto nel supercarcere di Sassari, stava scontando al 41 bis sette ergastoli per altrettanti omicidi, una condanna a 25 anni per un delitto commesso da minorenne e altre condanne per mafia e reati connessi.

Per l’aggressione di sette anni fa a Musarò, che riportò la frattura del naso, Gallico è stato condannato a due anni e mezzo dal giudice Rita Cialoni il 26 marzo 2014.


Pm aggredito per avere fatto arrestare la madre del boss

Gallico avrebbe aggredito Musarò per vendicarsi dell’arresto della madre, all’epoca ottantenne, Lucia Giuseppa Morgante, avvenuto una decina di anni fa.

Nel 2016 la donna, oggi 93enne, è stata condannata all’ergastolo per omicidio e associazione mafiosa assieme ai figli Domenico e Giuseppe, entrambi già ergastolani in regime di 41 bis. Revocati i domiciliari, disposti per le condizioni di salute incompatibili con il carcere, la Morgante è finita di recente nuovamente ai domiciliari, disposto da metà giugno al 31 dicembre 2019. Secondo gli inquirenti avrebbe continuato a dare il suo contributo per la gestione di una delle cosche più temibili della mafia calabrese.

L’anziana è passata alla storia per avere sfidato Matteo Salvini, nel 2018, quando il vicepremier si è recato a Palmi per consegnare al commissariato di polizia un immobile confiscato nel 2017. In quell’edificio, che era poi la sontuosa villa dei Gallico, proprio al centro di Palmi, Salvini ha trovato il primo piano occupato dalla donna, avendo la famiglia impugnato davanti al Tar il provvedimento di sgombero.

Il ministro colse l’occasione per criticare il permesso di incontrare la propria madre accordato a Domenico Gallico, malgrado il parere contrario della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria: “È secondo me incredibile che lo stato spenda migliaia di euro per permettere a delinquenti ergastolani di venire a incontrare la loro madre altrettanto delinquente ed ergastolana”.

Un altro figlio della donna, Carmelo Gallico, anche lui più volte arrestato, alle vicissitudini giudiziarie ha legato la professione di scrittore. Ha anche vinto come migliore recensione il premio “Bancarella”, ottenuto con lo pseudonimo Erasmus.


Un anno fa la testimonianza del pm Musarò

Non si è costituito parte civile al processo, ma il 13 luglio 2018 è stato ascoltato dal giudice come parte offesa il pm Giovanni Musarò, 43 anni, il quale, davanti al pubblico che affollava l’aula 5 della sezione penale del tribunale di Viterbo, ha reso una drammatica testimonianza.

“Gallico è un demonio, un criminale progettato al computer. Chiesi che venisse scortato da due agenti e ammanettato con le mani dietro la schiena”, ha detto il magistrato, d’origine leccese. “Non uno così, ma uno laureato in giurisprudenza e che sa come creare problemi”, ha sottolineato. “Un soggetto ritenuto a tutt’oggi capo indiscusso e personaggio di vertice della ‘ndrangheta”, ha spiegato Musarò, che tra il 2006 e il 2008, intercettando la posta e i colloqui in carcere coi parenti, ha disposto l’arresto di “tutti i familiari, compresa la madre ottantenne. Poi aprimmo anche un’indagine parallela sugli avvocati della cosca Gallico”.

Gli arresti sono sfociati nel 2011 in un maxiprocesso con 50 imputati della storica cosca dei Gallico, davanti alla corte d’assise di Palmi, e nel 2012 in un avviso di fine indagine a carico del boss  recluso in regime di 41 bis a Mammagialla che, come suo diritto, chiese di essere interrogato. “Mi sembrò strano, ma non potevo dire di no, pena l’annullamento della richiesta di rinvio a giudizio. Ero preoccupato, per via di un precedente. Nel  1992, con la scusa di rilasciare spontanee dichiarazioni a un processo in cui era imputato, Domenico si è alzato e ha dato uno schiaffo al presidente della corte d’assise, che venne immediatamente ricusato dai suoi avvocati. Lo dissi al procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, Michele Prestipino, il quale mi consigliò di chiedere una rogatoria. Ma siccome anche il fratello, detenuto nel carcere di Opera a Milano, voleva essere interrogato, allora decisi per un unico viaggio”, ha detto Musarò spiegando le ragioni per cui è venuto a Viterbo.

“Mi premunii, chiedendo all’uffico matricole di Mammagialla la presenza di due agenti dentro la stanza e che Gallico venisse portato nella sala colloqui ammanettato, con le mani dietro la schiena. Anche perché stranamente, andando prima a Milano, l’avvocato del fratello non si era presentato, per cui feci richiamare dalla mia segretaria, dicendo che spiegasse che la richiesta di due agenti non era per la verbalizzazione, ma per difesa personale e che mandassero due grossi, due energumeni. Al capoturno che mi prese in carico dissi: ‘Se questo detenuto avrà la possibilità di colpirmi, lo farà’”, ha proseguito, spiegando che gli sarebbe bastato afferrare una penna durante il colloquio.

“Guarda caso neanche il suo avvocato, Guido Contestabile del foro di Palmi, storico difensore dei Gallico, si è presentato. E al suo posto giunse, come sostituto processuale, un giovane avvocato del foro di Viterbo, Luigi Mancini, che non conosceva il detenuto. Eravamo noi due soltanto nella saletta quando Gallico è entrato dentro da solo, è venuto verso di me col passo molto sostenuto e mi ha detto ‘procuratore, finalmente ci conosciamo, posso stringerle la mano?’. Io istintivamente gli ho porto la mia e lui mi ha sferrato un pugno in piena faccia, un sinistro che mi ha rotto il naso. Sono caduto tra le sedia e il muro per un periodo che mi è sembrato interminabile, anche se dev’essere durato pochi secondi, mentre Gallico mi prendeva a calci e pugni. Ho sentito l’avvocato Mancini gridare e fare qualcosa, poi sono giunti i poliziotti, che me lo hanno staccato di dosso a fatica”. 

“A un agente che si è scusato dicendo che era successo tutto in un attimo, ho dato un consiglio da magistrato: ‘Non scriva  e non dica che qui dentro c’era qualcuno di voi’”.  Portato a Belcolle ha però ricevuto una telefonata “rivelatrice” da un amico del Dap, che lo chiamava per esprimergli solidarietà: “Mi disse: ‘Ho saputo che la penitenziaria è stata tempestiva’.  E mi sono molto arrabbiato, perché avevo il naso rotto e dovevo operarmi, me lo ero rotto sul lavoro ed era stato Domenico Gallico, l’ultima persona che volevo mi rompesse il naso. Non ho denunciato Gallico perché non volevo astenermi dal processo contro la cosca. E infatti non mi sono astenuto”.

Silvana Cortignani


Condividi la notizia:
13 luglio, 2019

Pm antimafia pestato da boss ... Gli articoli

  1. Pm antimafia aggredito in carcere, no alla liberazione anticipata del boss Gallico
  2. Picchiò pm antimafia in carcere, definitivi 2 anni a boss 'ndrangheta Domenico Gallico
  3. Picchiò pm antimafia in carcere, definitivi 2 anni a boss 'ndrangheta Domenico Gallico
  4. Picchiò pm antimafia in carcere, definitivi 2 anni a boss 'ndrangheta Domenico Gallico
  5. Magistrato aggredito dal boss in carcere, pugno in faccia e preso a calci
  6. Pm antimafia colpito dal boss Gallico in carcere, condannati tre agenti
  7. "Il pm Musarò è alla Dda di Roma, il processo ai penitenziari va fatto a Perugia"
  8. Polizia penitenziaria, si chiude oggi il processo a tre agenti
  9. "Nessuno ci aveva ordinato una scorta speciale per il pm antimafia aggredito dal boss"
  10. Arrestata a 93 anni la madre del boss che pestò pm antimafia
  11. Pm antimafia pestato dal boss, testimonia l'ex vicecomandante della penitenziaria
  12. Teresa Mascolo: "Mai ricevuto richieste di scorta..."
  13. Pm antimafia pestato da boss, riparte il processo a tre agenti
  14. "Gallico è un demonio, chiesi che fosse scortato e ammanettato"
  15. Pm antimafia lasciato solo, al via il processo
  16. Pm antimafia lasciato solo, stop al processo ai poliziotti
  17. Pm antimafia lasciato solo, processo ai poliziotti
  18. Pm antimafia lasciato solo, poliziotti penitenziari a processo
  19. Pm antimafia lasciato solo, poliziotti in aula
  20. "Ho pensato: mi sta ammazzando"
  21. Pm antimafia lasciato solo, slitta l'udienza per i secondini
  22. Pm pestato dal boss, i secondini davanti al gup
  23. Pestò pm antimafia, due anni e mezzo al boss Gallico
  24. Pm antimafia picchiato dal boss: "Mi aspettavo un'aggressione"
  25. Pestò pm antimafia, parte il processo al boss
  26. Boss pesta pm, indagati tre secondini
  27. Solidali con il Pm e l'avvocato Mancini
  28. L'Anm: "Un grave episodio"
  29. Boss della 'Ndrangheta prende a pugni pm antimafia

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/grazie-al-dottor-chegai-e-al-suo-reparto-di-radiologia-diagnostica/