Viterbo – (sil.co.) – Fiumi di cocaina dal Belgio, a processo una parte della banda dei narcotrafficanti. La droga, una volta giunta nella Tuscia, sarebbe stata tagliata, suddiviso in dosi e posta in barattoli di vetro pieni di riso per preservarla dall’umidità. I contenitori sarebbero poi stati occultati in campagna e anche sulla Palanzana, dove sono stati rinvenuti dagli investigatori.
Al via oggi davanti al gip Vilma Passamonti del tribunale di Roma il processo con l’abbreviato ai presunti narcotrafficanti che, dopo l’accoglimento della richiesta di giudizio immediato da parte della Dda, hanno chiesto di essere giudicati col rito alternativo che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena.
Entra nel vivo il seguito giudiziario dell’operazione Underground sfociata il 13 giugno 2109 in 12 misure di custodia cautelare, 7 in carcere e 5 ai domiciliari,più un latitante arrestato in Germania a agosto, su un totale di 24 indagati.
La banda sgominata dalle indagini dei carabinieri coordinati dalla Dda di Roma avrebbe importato cocaina dal Belgio transitando per l’Albania, immettendo lo stupefacente in tutta la provincia di Viterbo attraverso una rete di pusher.
Tra gli altri, ha scelto l’abbreviato Armand Cuni, l’albanese 45enne residente a Viterbo, difeso dall’avvocato Remigio Sicilia, considerato uno dei vertici della banda, tradita da un macedone massacrato di botte per un debito, la cui denuncia è sfociata nelle misure di custodia cautelare. Non è dato sapere ancora quanti abbiano scelto l’abbreviato e quanti invece saranno processati col rito ordinario.
Tra coloro per cui è stato chiesto l’immediato non figura il presunto capobanda, anche lui albanese è il 45enne Bledar Shtembari domiciliato a Viterbo, detto Bledi, recluso per altra causa nel carcere di Frosinone. L’ordinanza di arresto fu annullata a sorpresa dopo meno di un mese per un vizio di forma insanabile, scovato dal difensore Franco Taurchini.
Al momento Shtembari è in attesa di ricevere l’avviso di fine indagini, il 415 bis, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio con passaggio, prima di un eventuale processo, dal giudice per le udienze preliminari. Lo stesso percorso degli indagati rimasti a piede libero, qualora la procura distrettuale decida di procedere anche nei loro confronti.
La droga veniva nascosta anche nelle campagne vicino al carcere di Mammagialla dove la sera del 27 maggio 2016 un cliente abituale, che comprava 50 grammi ogni quindici giorni, si è recato con il presunto capobanda albanese Bledar Shtembari e un connazionale. l terzetto si era dato appuntamento al solito Star Night Club di via della Meccanica al Poggino, il locale notturno frequentato dagli spacciatori. Per raggiungerli, il cliente ha fatto la strada più scomoda, dalla Teverina, per non farsi notare dalle forze dell’ordine che solitamente pattugliano le vie di maggior transito.
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