Viterbo – “L’uragano ha distrutto la casa, i capannoni, i fienili. Ha distrutto tutto… Siamo senza luce e gas. Maialini e pecore li ha portati via il vento”. La famiglia di Riccardo Stefanoni è in ginocchio. Abitazione e azienda agricola sono a pezzi. Stanno lungo la Cassia nord, sul territorio del comune di Viterbo, e ieri pomeriggio un uragano, o quanto meno gli somigliava molto, ha preso di petto tutto. Distruggendo ogni cosa che incontrava lungo la strada. Casa e azienda Stefanoni stavano nel bel mezzo del ciclone e le conseguenze sono state pesanti. E solo per miracolo nessuno s’è fatto male.
Viterbo – La casa della famiglia Stefanoni – Foto
“Abbiamo perso anche degli animali – dice Stefanoni -. La casa è andata, ci sono crepe dappertutto e una stanza è stata completamente distrutta. Questa sera io e la mia famiglia non sappiamo proprio dove andare a dormire. Forse con le pecore oppure in macchina”. Accanto a Riccardo, il figlio Andrea Stefanoni e il fidanzato della figlia Alessia, Francesco Bellatreccia. Nel cortile ci sono la moglie Giuliana Vestri e un’amica. Stanno aspettando l’arrivo dei pompieri. Un’ora prima ci sono stati i carabinieri per un primo sopralluogo.
Viterbo – Il traliccio dell’alta tensione abbattuto dall’uragano – Foto
Lungo la Cassia nord sembra di stare sulla scena di un disastro aereo dove l’aereo è il traliccio dell’alta tensione, alto più di 20 metri, caduto vicino casa di Riccardo Stefanoni. I cavi stanno a pochi metri da terra. Uno sembrerebbe addirittura tranciato. Stese sui cavi, come panni, le lamiere che sembrerebbero provenire da un capannone distante 3-400 metri dall’abitazione della famiglia Stefanoni. Lungo la Cassia nord una struttura è stata infatti completamente scoperchiata dall’uragano che ha poi sputato tutt’attorno i resti. In un raggio di centinaia di metri.
Viterbo – Il traliccio dell’alta tensione abbattuto dall’uragano – Video
Sempre lungo la Cassia sono stati sradicati alberi, staccionate di legno e di ferro, cartelli stradali. Un disastro che rischia di distruggere una vita di lavoro. Piccole imprese artigianali e aziende agricole di pochi ettari, provate già dall’emergenza Covid. Realtà rurali, nello specifico le aziende agricole di queste parti, spesso sconosciute. Ai margini della città eppure a poche centinaia di metri da essa. In alcuni casi, economie di sussistenza e contesti antropologici dimenticati. Trascinati a riva e sotto i riflettori da una tempesta.
Viterbo – Riccardo Stefanoni, Francesco Bellatreccia e Andrea Stefanoni
La tromba d’aria è stata violentissima, paragonabile appunto a un uragano formato ridotto. Ma capace di distruggere tutto ugualmente. Anche col rischio di uccidere. “Non siamo morti – racconta infatti Riccardo Stefanoni – perché non eravamo in casa”.
Viterbo – Alessia Stefanoni
Una casa, quella della famiglia Stefanoni, ridotta in frantumi. Il tetto è stato smantellato. “I danni sono sotto gli occhi di tutti – prosegue Riccardo Stefanoni -. Una cosa fuori dal normale. Non ho mai visto una cosa del genere”. I tramezzi sono quasi tutti danneggiati. Per non parlare del soffitto.
Viterbo – L’uragano spazza via la Cassia nord – Foto
“Il problema più grave è il tetto – spiega Alessia Stefanoni -. Poi ci sono tante crepe sui muri. Non so come faremo”. La sua camera è stata completamente devastata. Specchi rotti, pezzi di calcinaccio caduti sul letto, armadi spostati. Ovunque il soffitto sembra essere pericolante.
Viterbo – L’uragano spazza via la Cassia nord – Video
Attorno alla casa degli Stefanoni è come se fosse passato di nuovo il fronte della seconda guerra mondiale, con gli eserciti tedesco e angloamericano diretti al nord. L’uragano ha tirato via i muri portando con sé pezzi di magazzino e costruzioni che aveva incontrato prima lungo la sua strada.
Viterbo – La casa della famiglia Stefanoni
“Ha distrutto tutto – commenta Stefanoni -. I capannoni, il silos, i fienili. Non abbiamo più nemmeno l’acqua e la luce. Ho un gregge di 400 pecore. Una ventina se le è portate via il vento. Non sappiamo dove. La stessa fine l’hanno fatta probabilmente anche 7 maialini su 9. Il vento ha rovesciato pure un frigorifero da 4 quintali e un pianale da 20. Non ho parole. C’è solo da mettersi le mani nei capelli. Un danno economico enorme”.
Daniele Camilli
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