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Tribunale - Accusato di peculato Angelo Benfante - I testimoni: "Ci disse che era una scatola per non far rodere i tubi dal cane"

Bypass per scaldarsi a spese della caserma, ripreso il processo all’ex comandante della stazione

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Il maresciallo Angelo Benfante

Il maresciallo Angelo Benfante

Grotte di Castro – (sil.co.)  Bypass per scaldarsi a spese della caserma, ripreso il processo all’ex comandante della stazione.

E’ ripreso ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei il processo all’ex comandante della stazione dei carabinieri di Grotte di Castro, maresciallo Angelo Benfante, accusato di peculato perché si sarebbe attaccato al gas della caserma. 

Il militare, arrestato per droga ad agosto 2011, ha lasciato l’alloggio il successivo 3 dicembre. L’abitazione adiacente alla caserma rimase però vuota fino a febbraio 2013, in quanto il sottotetto era stato posto sotto sequestro in seguito al ritrovamento di una serra di marijuana. 

Solo a distanza di oltre un anno ci si accorse che qualcuno aveva realizzato un bypass per trasferire la fornitura di metano dalla caserma all’adiacente alloggio privato del comandante e i sospetti caddero su Benfante.

I testimoni sentiti nel corso del processo hanno ricostruito in aula la vicenda, spiegando che tutto sarebbe partito dagli scarsi consumi registrati dall’Enel presso l’abitazione di servizio nel biennio 2010-2011.

Ieri è stata la volta di due ex colleghi dell’imputato, i quali hanno spiegato come il bypass fosse nascosto in uno “scatolotto” di metallo, giustificate da Benfante col dire che era per evitare che il suo cane, un animale particolarmente vivace, rosicchiasse i tubi. Nessuno si sarebbe accorto dell’anomalia del bypass nascosto all’interno finché un nuovo comandante ha potuto subentrare nell’alloggio, accorgendosene durante i lavori propedeutici al trasloco.

Nessuno dei testimoni lo avrebbe però visto realizzare il bypass, di cui gli altri carabinieri sono tutti venuti solo successivamente a conoscenza. 

Benfante potrà fornire al collegio la sua versione il prossimo 6 aprile quando,  oltre all’esame dell’imputato, saranno anche sentiti gli ultimi tre testi dell’accusa e i testimoni della difesa. 


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21 ottobre, 2020

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