Prostituzione – Controllo dei carabinieri
Orte – (sil.co.) – Non basta che una nigeriana arrivi a Orte in treno indossando una minigonna e si trovi in macchina con un uomo sull’Ortana Vecchia per dire che sia una lucciola e che l’uomo alla guida della vettura sia il “tassista”.
A sostenerlo l’avvocato Matteo Moriggi, difensore di un italiano 67enne della provincia di Terni, arrestato sette anni fa, per il quale la pm Chiara Capezzuto ha chiesto una condanna a due anni di reclusione per favoreggiamento della prostituzione.
“La coppia viaggiava sulla stessa auto quando sono stati fermati dai carabinieri, ma potevano andare ovunque. Si è giunti alla conclusione che lei era una prostituta perché era nigeriana e indossava una minigonna. Lo trovo incredibile”, ha sottolineato il legale durante la discussione.
Fatto sta che ieri, dopo una camera di consiglio lampo, l’imputato è stato assolto con formula piena dal collegio presieduto dal giudice Eugenio Turco, perché il fatto non sussiste. A dargli un ulteriore assist è stata proprio la compagna di viaggio sospettata di essere una lucciola.
L’avvocato Matteo Moriggi
Per lei potrebbe però esserci un seguito giudiziario. E’ la presunta lucciola nigeriana, una 39enne residente a Roma, per rintracciare la quale ci sono voluti anni, che ieri in aula ha negato quanto dichiarato il 24 marzo 2015 ai carabinieri, rilasciando spontanee dichiarazione il giorno in cui il ternano è finito in manette.
Sette anni fa avrebbe ammesso di avere usufruito anche quella mattina di un passaggio, a pagamento, dalla stazione fino alla piazzola in località Taglio Grosso sull’Ortana vecchia dove si prostituiva. Le sarebbe bastato fare uno squillo all’imputato.
Ieri ha negato di avere mai rilasciato tale testimonianza, nonostante la presenza di un verbale, nonché di conoscere l’imputato e anche di avere mai esercitato l’attività di meretricio, affermando di venire “a Orte in treno da Roma per fare shopping” e di recarsi in centro “in autobus dalla comoda fermata vicina alla stazione”. La pm Capezzuto, al termine della deposizione, ha chiesto il rinvio degli atti per falsa testimonianza.
Secondo l’accusa, l’allora sessantenne, con la sua macchina prelevava le lucciole nigeriane alla stazione, provvedendo ad accompagnarle per strada sul luogo in cui svolgevano l’attività. Le avrebbe aspettate sistematicamente all’arrivo del treno da Roma e poi con la sua auto le avrebbe accompagnate sull’Ortana e di nuovo a Orte Scalo al termine del “turno” di lavoro.
Non è il primo presunto “tassista di lucciole” dell’Ortana vecchia a finire sotto processo. In passato altri due, imputati degli stessi reati, sono stati condannati a un anno e quattro mesi ciascuno di reclusione in primo grado, in due distinti procedimenti.
Si sarebbero fatti pagare 5 euro a tratta dalle operatrici del sesso, per non fare a piedi il tragitto all’andata e al ritorno.
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Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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