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Carabiniere preso a sprangate da due rapinatori - Imputata una viterbese - Ha denunciato il furto dell'auto a noleggio usata per il colpo

Alibi falso per un Rolex d’oro, alla sbarra per associazione per delinquere

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Polizia - foto d'archivio

Nei guai per una falsa denuncia alla polizia – foto d’archivio


Oriolo Romano – (sil.co.) – Carabiniere preso a sprangate in casa dai banditi, al via ieri davanti al collegio il processo alla viterbese accusata di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti e rapine in concorso con due giostrati del litorale per i quali il processo è giunto alle ultime battute.

Si tratta di una viterbese, che, secondo l’accusa, denunciando alla polizia il falso furto della vettura presa a noleggio dai banditi per il colpo, ha provato, in cambio di un Rolex d’oro e 4mila euro, a trovare un alibi ai due cognati giostrai di Cerveteri che la sera dell’8 gennaio 2020 presero a sprangate in testa un carabiniere che li aveva sorpresi in flagrante a rubare nella sua abitazione di Oriolo Romano. Sono stati entrambi arrestati dai carabinieri nel luglio successivo. 

Per la coppia, sottoposta a misura cautelare, è scattato il giudizio immediato, mentre è stata stralciata la posizione della donna, indagata a piede libero. Trattandosi però di una “costola” della medesima inchiesta, la stessa presidente Elisabetta Massini ha rinviato l’ammissione delle prove al prossimo primo giugno, quando riprenderà il processo ai due coimputati, per valutare l’opportunità di riunire i due procedimenti gemelli e snellire i tempi del giudizio.


Il magistrato Elisabetta Massini

La presidente del collegio Elisabetta Massini


Tanto sarebbe bastato per finire anche lei a processo, difesa dall’avvocato Luigi Mancini, accusata in concorso degli stessi reati contestati ai due giostrai di Cerveteri, accusati anche di altri sei colpi tra Oriolo Romano e la capitale, due dei quali la notte di Capodanno, mentre i padroni di casa erano fuori a festeggiare.

I banditi sono stati incastrati proprio  dei dati rilevati dall’impianto Gps della vettura (presa a noleggio a Cerveteri per commettere i furti) e delle celle agganciate dai telefonini, perfettamente sovrapponibili per luoghi e orari. 

La viterbese, la mattina successiva alla rapina a casa del carabiniere, si è recata alla polizia per denunciare il falso furto della Fiat 500 bianca utilizzata dai banditi. Sentendo il fiato degli investigatori sul collo, dopo l’aggressione al carabiniere, i ladri avrebbero incaricato la coimputata, sembra promettendole in cambio 4mila euro e un Rolex d’oro, di recarsi a denunciare il furto della macchina.

Peccato che la donna abbia commesso un errore, dicendo che l’auto era stata rubata dai ladri la sera prima mentre era parcheggiata a Roma con la chiave rimasta appesa sullo sportello, quando il Gps dell’assicurazione dava la vettura a Oriolo Romano alla stessa ora. 

La Fiat 500 bianca, lavata e tirata a lucido probabilmente per cancellare ogni traccia dei banditi, fu trovata il giorno stesso della denuncia “abbandonata” nel parcheggio di un lavaggio auto a Ladispoli. 


Articoli: Raffica di rapine tra Viterbo e Roma, chiede la libertà uno dei giostrai – Carabiniere rapinato e preso a sprangate, al rush finale il processo a due giostrai – Carabiniere preso a sprangate durante una rapina, una donna complice dei banditi – Sprangate durante la rapina, coppia di giostrai alla sbarra – Carabiniere pestato dai rapinatori, bocciato il ricorso di uno degli arrestati – Carabiniere preso a sprangate durante una rapina, arrestate due persone – Vede i ladri uscire dalla finestra di casa, carabiniere preso a sprangate in testa


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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9 marzo, 2022

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