– Stupro di Montalto, messa in prova per i ragazzi.
L’ordinanza dei giudici è arrivata poco prima delle 12,30. Il tribunale dei minori ha sospeso il processo, disponendo la messa in prova per gli otto giovani montaltesi accusati di aver violentato una 15enne nel 2007.
Accolta, quindi, la richiesta delle difese di procedere al ripristino del percorso di reinserimento sociale già intrapreso dai ragazzi anni fa e bloccato dalla Cassazione. L’11 luglio gli otto ragazzi dovranno tornare in tribunale: per quella data, i servizi sociali avranno assegneranno un programma specifico a ogni imputato. Dal servizio civile ai lavori di pubblica utilità.
La decisione arriva dopo due ore abbondanti di camera di consiglio, tre mesi di processo e tre anni di udienza preliminare. Lo stupro sarebbe avvenuto in una pineta a Montalto di Castro, la notte tra il 31 marzo e il primo aprile di sei anni fa.
Durante una festa, la ragazza sarebbe stata portata in un luogo appartato e violentata a turno dagli otto. Versione da sempre respinta dagli imputati, che sostengono che la ragazza fosse consenziente.
Per loro, le difese avevano chiesto l’assoluzione o il ripristino della messa in prova. Il pm Paolella, invece, aveva chiesto una condanna complessiva a oltre ventott’anni di carcere.
Delusione tra le donne appostate fuori dal tribunale. Ad aspettare la decisione dei giudici, c’erano la mamma della ragazza, oggi poco più che ventenne come gli imputati, l’ex consigliera di parità della Provincia di Viterbo Daniela Bizzarri e alcune rappresentanti dell’Udi (Unione donne italiane), da sempre vicine alla ragazza. Hanno aspettato per ore che i giudici sciogliessero le riserve. Ognuna aveva un biglietto appuntato al petto con scritto: “Per ogni donna stuprata e offesa siamo tutte parte lesa. Stop al femminicidio”.
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