Polizia e carabinieri
Oriolo Romano – Restano separate le strade dei due giostrai di Cerveteri e della donna viterbese che avrebbe fornito loro un alibi, denunciando presso la questura del capoluogo il furto dell’auto a noleggio usata per il colpo in cambio di un Rolex d’oro.
No da parte del collegio, ieri, alla richiesta di unificazione dei due processi, uno con l’immediato e l’altro in seguito a rinvio a giudizio da parte del gup, entrambi scaturiti dalle indagini successive alla rapina messa a segno verso le sei del pomeriggio dell’8 gennaio 2020 ai danni di un carabiniere di Oriolo Romano, picchiato da una coppia di rapinatori in fuga che aveva sorpreso a rubare nella propria abitazione al rientro dal lavoro, finendo in ospedale con una prognosi di sette giorni.
Il processo a carico dei due autori materiali, due giostrai appunto, identificati e arrestati il successivo 20 luglio, anche per altri colpi, giunto praticamente a fine istruttoria, riprenderà il prossimo mese di ottobre. Al via invece a novembre, sempre davanti al collegio, il processo alla donna, difesa dall’avvocato Luigi Mancini, rinviata a giudizio per concorso in rapina aggravata, avendo provato a fornire un alibi ai giostrai.
Sei colpi tra Oriolo Romano e la capitale
I due giostrai sono accusati anche di altri sei colpi tra Oriolo Romano e la capitale, due dei quali la notte di Capodanno, tra il 2019 e il 2020, mentre i padroni di casa erano fuori a festeggiare. I banditi sarebbero stati incastrati proprio dai dati rilevati dall’impianto Gps della vettura (presa a noleggio a Cerveteri per commettere i furti) e delle celle agganciate dai telefonini, perfettamente sovrapponibili per luoghi e orari.
Come alibi una falsa denuncia alla polizia
La viterbese, la mattina successiva alla rapina a casa del carabiniere, si è recata alla polizia per denunciare il falso furto della Fiat 500 bianca utilizzata dai banditi. Sentendo il fiato degli investigatori sul collo, dopo l’aggressione al carabiniere, i ladri avrebbero incaricato la coimputata, sembra promettendole in cambio 4mila euro e un Rolex d’oro, di recarsi a denunciare il furto della macchina.
Spia il gps dell’assicurazione
Peccato che la donna abbia commesso un errore, dicendo che l’auto era stata rubata dai ladri la sera prima mentre era parcheggiata a Roma con la chiave rimasta appesa sullo sportello, quando il Gps dell’assicurazione dava la vettura a Oriolo Romano alla stessa ora. La Fiat 500 bianca, lavata e tirata a lucido probabilmente per cancellare ogni traccia dei banditi, fu trovata il giorno stesso della denuncia “abbandonata” nel parcheggio di un lavaggio auto a Ladispoli.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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