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Canino - È il presunto complice del pregiudicato viterbese, terrore delle farmacie toscane e umbre

Rapina a mano armata alla Doganella, specialista di colpi in banca uno dei banditi

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Canino – (sil.co.) – Riprenderà a gennaio davanti a un diverso collegio del tribunale di Viterbo il processo per la rapina a mano armata alla cooperativa agricola Doganella di Canino del 6 novembre 2020. Specialista dei colpi in banca uno dei due banditi.

È il presunto complice siciliano del pluripregiudicato viterbese Angelo Nicola Serra, rapinatore seriale di farmacie, ristretto nel carcere di Mammagialla per una serie di colpi a mano armata tra l’Umbria e la Toscana.

Il presunto complice, invece, per cui il processo si svolgerà in collegamento video con il carcere di Caltanissetta, è il pluripregiudicato siciliano Davide Ginevra, con un curriculum ricco di precedenti, che sta scontando una condanna per una rapina in banca da oltre 80mila euro messa a segno il 21 marzo 2021 sull’isola. Pochi mesi dopo il colpo da poche centinaia di euro nella Maremma laziale.


Carabinieri del Ris, reparto investigazioni scientifiche

Carabinieri del Ris, reparto investigazioni scientifiche


Saranno sentiti dopo le festività di fine anno gli ultimi sei testimoni dell’accusa, tra cui le tre vittime, due uomini e una donna, dipendenti della cooperativa, minacciati con la pistola puntata in faccia, legati e costretti a consegnare un bottino attorno ai duemila euro alla coppia di banditi. In aula anche un carabiniere del Ris, il reparto investigazioni scientifiche, che spiegherà come i malviventi siano stati incastrati dalle tracce biologiche lasciate sulla scena del crimine. Titolare del fascicolo, il pm Michele Adragna.

Angelo Nicola Serra, 44 anni, è finito di nuovo a Mammagialla lo scorso 30 giugno, in seguito a due condanne a oltre otto anni per rapina, diventate nel frattempo definitive. Sarebbe stato lui la “talpa“, nel senso che prima del colpo avrebbe lavorato per un periodo presso la Doganella, per cui avrebbe saputo come muoversi nella zona e organizzare la rapina. Sua sarebbe stata anche l’arma, secondo gli investigatori usata anche per compiere reati analoghi.

Il 44enne, imputato con il 48enne Davide Ginevra, è finito nuovamente dietro le sbarre quando  i carabinieri della compagnia di Viterbo gli hanno notificato il provvedimento dell’ufficio esecuzioni penali della procura della presso il tribunale di Grosseto in forza del quale l’uomo, che grazie al difensore Luigi Mancini aveva ottenuto gli arresti domiciliari presso una comunità, è stato arrestato per la condanna definitiva a 3 anni e 3 mesi per una tentata rapina in farmacia messa a segno il 7 aprile 2021 nel capoluogo toscano.


Rapinatori seriali di farmacie

Rapinatori seriali di farmacie – Ripreso dalle telecamere il viterbese del colpo di Canino


Nel frattempo è diventata definitiva anche la condanna a a 4 anni e 8 mesi del tribunale di Terni per due rapine a mano armata messe a segno in un sol giorno, il 29 marzo 2021, a distanza di poche ore l’una dall’altra, in Umbria. La prima a Terni, la seconda a Ponte San Giovanni, in provincia di Perugia. Motivo per cui l’avvocato Mancini ha fatto il cosiddetto incidente di esecuzione per ottenere la continuazione tra le due condanne ed è in attesa dell’udienza fissata a novembre per sapere se il suo assistito potrà beneficiare di un contenimento della pena.

Il colpo è stato messo a segno prima delle rapine alle farmacie di Grosseto, Terni e Perugia, ma in questo caso i banditi sono stati individuati a distanza di tempo,  nella primavera del 2022, grazie alle tracce di Dna repertate due anni prima dagli investigatori le cui indagini furono confortate nell’immediatezza dalle innumerevoli tracce lasciate sulla scena del crimine dagli imputati, a partire da due scaldacollo gettati per strada dalla macchina durante la fuga e intercettati dai militari a circa tre chilometri mentre si stavano recando sul posto.

Per terra anche un guanto di lattice e l’etichetta di uno dei due indumenti. Sotto l’etichetta un mozzicone di sigaretta. Una Marlboro.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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4 ottobre, 2023

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