Era lei quella aggressiva, mi minacciò anche con un coltello". R.V., il 40enne accusato di stalking, maltrattamenti in famiglia e violazione di domicilio nei confronti della sua ex fidanzata, 19enne all'epoca dei fatti, è stato ascoltato ieri mattina dal giudice Eugenio Turco.
(s.m.) - Ha bucato l'utero a una paziente con un ferro chirurgico. Il tribunale di Viterbo l'ha condannata a un mese di reclusione per lesioni gravissime. L'imputata era una ginecologa dell'ospedale Belcolle.
Feto nel cassonetto, la Cassazione prende tempo. I giudici, al termine dell'udienza di questa mattina, hanno deciso di riservarsi sulla richiesta di inammissibilità del ricorso della Procura, avanzata dall'avvocato Maria Antonietta Russo.
E' finito sotto processo per aver fatto distruggere un capannone e livellato un terreno. I fatti risalgono al 2009. Gemini Ciancolini, allora, era primo cittadino di Vitorchiano. Quello sbancamento alto circa 4,30 metri in un terreno in località Ponte della femmina morta gli è costato l'accusa di abuso edilizio e violazione dei vincoli paesaggistici.
Telefonate continue, pedinamenti in macchina e a piedi, "blitz" in ufficio e sotto casa. E' quanto avrebbe dovuto subire per mesi una donna di Viterbo dal suo ex compagno, G.M., che non riusciva ad accettare la fine della loro relazione. Il collegio dei giudici lo ha condannato a otto mesi per stalking.
Si è ritrovato con la milza spaccata dopo una lite in un bar a Canino. Per l'accusa era stato il titolare a picchiarlo con una stecca da biliardo. Ma la difesa del barista caninese, a giudizio per lesioni gravissime, ricostruisce diversamente quella tarda serata del 26 ottobre 2011.
(f.b.) - Maltrattamenti in famiglia, lesioni e violenza privata. Condannato a un anno e mezzo il senegalese di 30 anni che a gennaio scorso aveva avuto una violenta lite con la moglie con la quale però ora vive insieme ai due bimbi.
Si è presentato in un negozio di ricambi agricoli e industriali di Roma che frequentava spesso e ha acquistato oltre 630 euro di utensili e scarpe antinfortunistica. Invece di pagare in contanti, come pare fosse solito fare, quella volta ha usato una carta di credito. Peccato che non era la sua, ma proveniva da una borsa rubata a Caprarola il giorno precedente.
"Sono state le ragazze a voler venire in Italia. Nessuno le ha costrette". Costantin Sergiu Ilie lo ripete più volte. Il 31enne alla sbarra per tratta di esseri umani, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione minorile ha parlato, ieri, al processo per la vicenda di L. e A., portate a Viterbo dalla Romania e costrette a prostituirsi a 15 e 16 anni.
E' stato condannato a due anni M.D., il "genio della truffa" montefiasconese che, tra il 2007 e il 2009, aveva avviato un business del fotovoltaico su scala locale. Ma era tutto un bluff: incassati i lauti anticipi, l'imprenditore spariva.
Torneranno in aula stamattina gli imputati al processo per tratta di esseri umani, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione minorile.
Ha vissuto l'incubo di ogni uomo: le sue due ex "coalizzate" contro di lui e una che lo "tempestava" di messaggi con insulti. Finché non l'ha denunciata. La raffica di sms sarebbe andata avanti dall'agosto all'ottobre del 2009, come racconta l'uomo in aula.
Il figlio lo accusava di aver alzato le mani più volte su di lui e di aver usato una cintura per picchiarlo. Il tribunale di Viterbo lo ha assolto ieri perché il fatto non sussiste. Finisce così la parabola di una padre alla sbarra per maltrattamenti in famiglia.
Minacce, percosse e richieste incessanti di denaro. E' in questa situazione che avrebbe vissuto per un lungo periodo di tempo, dall'aprile al giugno del 2008, un ristoratore di Viterbo di 35 anni. Ieri la sua testimonianza in aula di fronte al collegio dei giudici.
E' morto Roberto Vincenti. Sessant'anni, da poco in pensione, ha lavorato per anni al tribunale di Viterbo come cancelliere dell'ufficio gip.
In cura da un podologo famoso che si è rivelato senza titoli. Una 50enne viterbese ha subìto l'amputazione di due dita del piede. Ora chiede 80mila euro di danni.
"Mi maltrattava sempre, è stato lui a volermi dare i soldi". Si è difesa così la badante bulgara di 58 anni arrestata ieri mattina per estorsione. Davanti al giudice del tribunale di Viterbo Rita Cialoni ha raccontato la sua verità.
Un ufficio di 15 metri quadri da dividere in tre. C'era appena lo spazio per le scrivanie nei locali di via Fontanella Sant'Angelo. E' qui che, nel 2003, furono trasferiti quattro dirigenti del Comune di Viterbo. "Parcheggiati", come racconta al processo Cev uno di loro: Giorgio Falcioni.*Fotocronaca - Crack Cev, parlano i dirigenti comunali
False generalità ai carabinieri, 50enne di nazionalità albanese ai domiciliari. L'uomo era stato fermato a Orte, nella giornata di ieri, all'uscita del casello autostradale da un posto di blocco dei militari.
Un bottino da 700 euro con le mancette di un bambino. Aveva messo da parte una bella somma la badante romena a giudizio per furto davanti al tribunale di Viterbo.
Uno stimato radiologo di Belcolle accusato di essere entrato abusivamente in un fondo. Ma quel terreno, in realtà, era il suo. Il giudice lo ha assolto con formula piena.
(s.m.) - Un'ispezione al tribunale di Viterbo. Sono 41 senatori a richiederla al ministero della Giustizia. Il gruppo ha presentato un'interrogazione parlamentare sul caso di Attilio Manca, il medico siciliano trovato morto nove anni fa nella sua casa a Viterbo.
Tribunale (quasi) al completo e procura sotto organico. E' la fotografia del palazzo di giustizia di Viterbo. All'indomani dell'accorpamento delle sezioni distaccate di Montefiascone e Civita Castellana, è la procura a soffrire maggiormente la carenza di personale. Soprattutto amministrativo. Al tribunale civile, i posti materialmente vacanti sono ancora due.
Se ne va una combattente. Una donna dalle idee di ferro, che diceva di aver cominciato a fare l'avvocato troppo presto, quando il diritto penale non era una cosa per donne. Per sopravvivere, ci volevano gli attributi. E lei li aveva più grossi anche dei colleghi maschi.
Articoli: Sini: “Una grande donna, prima ancora di essere un avvocato” - E’ morta l’avvocatessa Maria Rita Sermoneta
E' morta Maria Rita Sermoneta. L'avvocato si è spenta nella tarda mattinata di oggi, 12 settembre, all'ospedale di Bologna, dopo una malattia fulminante. Aveva 61 anni. Sabato 14 settembre alle 16 i funerali al Duomo di Ronciglione.
- Sini: "Una grande donna, prima ancora di essere un avvocato"
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