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Operazione antidroga Drum - Oltre 60 arresti - Ora si attende la decisione del gip

Carabiniere arrestato, il pm dice no ai domiciliari

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C.G.

Giuseppe Cherubini

B.M.T

Maria Teresa Bartolacci

C.O.

Oliviero Cherubini

C.S.

S.C.

C.S.

S.C.

La droga sequestrata nel corso dell'operazione Drum

La droga sequestrata nel corso dell’operazione Drum

Operazione Drum - Uno degli arresti

Operazione Drum – Uno degli arresti

Niente arresti domiciliari per Paolo Conio.

Il pm Renzo Petroselli ha dato parere negativo alla scarcerazione del carabiniere di Tuscania, arrestato nella mega retata antidroga “Drum”.

Per l’appuntato non è ancora detta l’ultima. Il parere del pm non è vincolante. Precede quello del gip che, in questo caso, è Salvatore Fanti. 

Spetterà a lui pronunciarsi sull’istanza di scarcerazione del militare, come su quelle degli altri arrestati del maxi blitz dei carabinieri di Viterbo. Più di sessanta le persone finite ai domiciliari o dietro le sbarre. Tra questi, com’è noto, un’intera famiglia di Marta: i Cherubini. Padre, madre e tre figli sospettati di aver avviato un’attività di spaccio a conduzione familiare, conservando lo stupefacente in tre forni e nel loro agriturismo “Il Castellaccio”.

Delicata la posizione soprattutto del figlio maschio Oliviero Cherubini, citato in un quarto dei capi di imputazione. Il nome di Conio, invece, ricorre meno nelle 607 pagine di ordinanza del gip Fanti, ma l’accusa è pesante: spaccio, falso ed estorsione, relativamente ai rapporti con uno dei sessanta arrestati, il romano Angelo Ricciardi.

Secondo l’accusa, Conio avrebbe fornito informazioni riservate a Ricciardi sui controlli antidroga dei carabinieri e, in generale, sulle indagini. Per quelle stesse informazioni avrebbe preteso soldi. Da qui, l’ipotesi di estorsione. Quanto al falso, riguarderebbe l’aiuto dato da Conio a Ricciardi con una contravvenzione, apponendo la firma falsa di un superiore su un documento. Accuse che Conio ha già respinto all’interrogatorio di garanzia. 

Il suo avvocato Floro Sinatora insiste anche sulle intercettazioni: “Non ce n’è una in cui si parli di cessione di stupefacenti – dichiara il difensore -. E sull’estorsione, non era Conio a promettere soldi, ma il fratello Alessandro”. I carabinieri hanno arrestato anche lui nell’operazione Drum. Per la difesa del carabiniere, era più che altro il fratello dell’appuntato ad avere rapporti con Ricciardi.

L’attesa di Conio e degli altri arrestati potrebbe durare fino a domani, ultimo giorno per gli interrogatori di garanzia e per il divieto di colloqui con i familiari. Le prime decisioni sono attese anche per il pomeriggio. Al più tardi, nella giornata di venerdì. Sempre ammesso che il giudice non abbia un quadro chiaro al punto da esprimersi in giornata su alcune posizioni.

Il 5 luglio, intanto, udienza al Riesame per le donne della famiglia Cherubini.


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3 luglio, 2013

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