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Viterbo - Una pagina di diario scritta da Joshua Chibueze Anyanwu dopo aver subito un atto di discriminazione - Il ragazzo è affogato nel lago di Bolsena più di una settimana fa - FOTO E VIDEO

“Scegliamo di essere migliori perché si è scelto di amare…”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Essere migliori. Migliori di chi?”. L’aveva scritto su un foglio di carta. Joshua Chibueze Anyanwu. Prima di andarsene. Trascinato in fondo al lago di Bolsena lo scorso due luglio. Nonostante gli amici che stavano con lui sul pedalò abbiano fatto di tutto per salvarlo.

“Ieri – continua la pagina di Joshua – non è solo un giorno, è una memoria, è storia e possiamo scegliere di cambiare il passato ed essere nuovi per il domani”.

Una pagina. Il testamento morale di un ragazzo di 17 anni che, come ha scritto il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti, tutti avrebbero voluto come figlio. 


Viterbo - Joshua Chibueze Anyanwu

Viterbo – Joshua Chibueze Anyanwu


Un testo che Joshua aveva scritto perché, come tanti altri ragazzi immigrati, aveva subito atti di razzismo ai suoi danni. “Nigga”. “Negro”. Come si sente spesso in bocca a molti ragazzi, “bianchi”, della sua età. E quando lo dicono, fanno veramente schifo.

Una pagina ritrovata in un cassetto dai suoi amici. Tradotta dall’inglese. Scritta in modo cosciente. Da chi sa cosa sta subendo. Lui e le persone vittime di razzismo. Come sta accadendo spesso. “Facciamo propaganda”, sta scritto a margine di quel foglio. “Per favore traducete questo messaggio – ha proseguito Joshua -, e fatelo girare il più possibile. E’ importante. Serve a cambiare, soprattutto adesso. Cerchiamo di fare il primo passo”.


Viterbo - La pagina di quaderno scritta da Joshua

Viterbo – La pagina di quaderno scritta da Joshua


“Essere migliori – ha scritto Joshua -. Migliori? Essere migliori di chi? Perché? Come si può essere migliori di qualcuno? Qualcuno che non hai mai conosciuto, qualcuno di cui non ti è mai importato niente. Essere migliori di cosa? Qual è il prezzo che siamo disposti a pagare per essere migliori di qualcuno? Qual è il prezzo? Che cosa significa? Essere migliori di qualcuno ci fa sentire meglio? Meglio, questa parola non è una misura, essere migliori non è una qualità. È una scelta!”.

I ragazzi che erano con lui sul pedalò hanno preso questo foglio e una settimana fa l’hanno letta. Tutti quanti insieme. Sotto casa sua. Joshua è affogato nel lago di Bolsena gettandosi in acqua, lui che non sapeva nuotare, dalle parti dello scoglione. Ale-Eddine Larafa lo ha riportato in superficie da dieci metri di profondità. Respirava ancora. I soccorsi sono stati chiamati immediatamente. Subito è stato fatto il massaggio cardiaco, tutto quello che serviva. Prima dai ragazzi, poi dai soccorritori. Tutti hanno fatto il possibile. Anche la gente attorno. Ragazzi e ragazze che erano andati a festeggiare col pedalò la maturità di uno di loro.


Viterbo - Lovelyn Chinagorom Anyanwu, Francesca D'Auria, Richeal Anyanwu e Rosalba Costa

Viterbo – Lovelyn Chinagorom Anyanwu, Francesca D’Auria, Richeal Anyanwu e Rosalba Costa


“Essere migliori è una scelta! – prosegue Joshua -. Ma noi non siamo migliori di qualcuno, non dobbiamo e non abbiamo bisogno di essere migliori di qualcuno. L’unica persona di cui dobbiamo essere migliori è la persona che eravamo ieri! Perché ieri non tornerà indietro, quindi non possiamo aggiustarlo, ma possiamo e dobbiamo essere migliori”.

Joshua lavorava e studiava. Lavorava per studiare. Studiava, per costruire una vita migliore. Per sé e per gli altri. Faceva l’operaio. Tutto l’anno. Condizione che, oggi, riguarda molti studenti. Come ha fatto notare un paio di giorni fa il professor Aldo Bellocchio nel corso dell’omaggio che l’istituto superiore Francesco Orioli, della preside Simonetta Pachella, ha voluto dedicare a Joshua. Una messa, celebrata da don Flavio e don Emanuele, che l’altro giorno, al Pilastro, quartiere popolare viterbese, ha segnato un passaggio storico importantissimo. Per tutti quanti.  “Non ho mai visto un gesto di solidarietà così – ha detto Anthony Abhulimen a nome di tutta la famiglia di Joshua -. Se queste cose succedono, se vedo tanti ragazzi qui per Joshua, allora significa che viviamo in un mondo migliore”.


Viterbo - La messa per Joshua Chibueze Anyanwu

Viterbo – La messa per Joshua Chibueze Anyanwu


Abhulimen era stupito. Perché lui, così come tanti altri “nigga”, sono abituati a vedere e sentirsi dire ben altro. Perfettamente coscienti di tutto ciò che gli si dice. Uomini e donne che hanno attraversato il deserto e poi il mare, magari dopo mesi di schiavitù in Libia. I loro ragazzi parlano almeno tre lingue e hanno competenze e intelligenze tali che se potessero veramente competere apertamente con gli altri, darebbero a chiunque una pista. La potenza di un mondo nuovo che con forza si è affacciato sul palcoscenico della storia occidentale. Un mondo nuovo. Inarrestabile.  Che chiede oggi di contare qualcosa. Come il terzo stato in Francia più di 200 anni fa.


Viterbo - La famiglia di Joshua Chibueze Anyanwu

Viterbo – La famiglia di Joshua Chibueze Anyanwu


Ragazzi e ragazze, come Joshua, quelli che andavano a scuola con Joshua, e soprattutto negli istituti tecnici, che si alzano la mattina alle 5 per prendere l’autobus alle 6 e arrivare a scuola alle 8. Se fanno ritardo, il ritardo viene segnalato, ufficializzato. Pesato ai fini della promozione o della bocciatura. Burocrati con la riga in tasca. Ragazzi e ragazze che poi, finito l’orario di lezione, si rimettono lo zaino in spalla. Per andare al Riello, stazione Cotral, e prendere nuovamente il bus per tornare a casa. Alle quattro, le cinque del pomeriggio. La vita di un manovale. Proletari in scarpe da ginnastica.

Ma in queste condizioni lo studio finisce in cavalleria, sullo sfondo. E finisce pure che il ragazzo abbandona la scuola. Sentendosi poi giudicato, o sentir dire che non studia. Facessero loro, coloro che li giudicano, la vita che fanno questi studenti lavoratori adolescenti. Poi se ne riparla. 

Quando vedi questi ragazzi salire su per la strada dopo esser scesi dal pullman alle 7 e mezza, otto di mattina, già stanchi in viso, ti viene in mente solo una cosa. La scuola ha fallito. Perché non sa più nemmeno promettere un futuro a nessuno.


Viterbo - La messa per Joshua

Viterbo – La messa per Joshua


Una vita che alla fine li strappa dai banchi di scuola. Per continuare a lavorare. E arrivare a 30 anni. Col fisico schiacciato e rovinato dai pesi che dovranno sopportare. Una condizione contro la quale lottano ogni giorno soprattutto i figli degli immigrati e le seconde generazioni. Con i genitori, le famiglie e le comunità di appartenenza al loro fianco. Attenti alla loro educazione. Ale-Eddine non ha esitato neanche un istante a rischiare la sua stessa vita, anche quando tutto era finito, per salvare un altro ragazzo. I loro genitori li iscrivono soprattutto agli istituti tecnici. Per imparare un mestiere e avere anche una formazione. E a scuola sono spesso i più bravi. In assoluto. Genitori che poi fanno veramente di tutto per mandarli all’università. Non si tratta più soltanto di integrazione. E per capire veramente cosa sia integrazione basta entrare in una moschea. Più nazioni, una accanto all’altra. Si tratta invece di una nuova forza intellettuale e di lavoro che si sta strutturando. Non “nigga”. Ma ragazzi e ragazze che, giustamente, si sentono a casa loro.


Joshua Chibueze Anyanwu

Joshua Chibueze Anyanwu


Qualche giorno fa, una gentile signora ha scritto su una bacheca Facebook. “Pensate agli italiani prima che ce ne sono tanti in difficoltà, di marciume ne abbiamo abbastanza, non abbiamo bisogno di cannibali uomini che fanno a pezzi un corpo umano morto e tanto altro, riflettete su chi difendete”. 

Qualche mese fa, invece, un ragazzo nigeriano sulla ventina è stato ingaggiato dalle parti del Corso a Viterbo da un gentile signore. Per imbiancare una stanza. Quattro ore di lavoro. Per le quali, il gentile signore ha corrisposto cinque euro sonanti. Il ragazzo nigeriano era furioso. E aveva ragione. 

“Marciume”. “Cannibali uomini che fanno a pezzi un corpo umano morto”. “Cinque euro”. Qui non si tocca il fondo. Ma l’abisso. E dagli abissi vengono fuori soltanto i mostri. Quelli contro i quali anche Joshua ha lottato.


Viterbo - Giovane affogato nel lago di Bolsena - La messa per Joshua Chibueze Anyanwu

Viterbo – Giovane affogato nel lago di Bolsena – La messa per Joshua Chibueze Anyanwu


“Noi possiamo essere e possiamo fare questo meglio. Per gli altri, e per chi siamo noi. Con amore…”. Le ultime parole di Joshua Chibueze Anyanwu.

Scritte su un foglio di carta da un diciassettenne. Vissuto in un’epoca in cui non conta più chi vince o chi perde. Ma soltanto, chi sa ancora camminare a testa alta. 

Daniele Camilli


Il testo scritto da Joshua 

“Essere migliori. Migliori? Essere migliori di chi? Perché? Come si può essere migliori di qualcuno? Qualcuno che non hai mai conosciuto, qualcuno di cui non ti è mai importato niente. Essere migliori di cosa? Qual è il prezzo che siamo disposti a pagare per essere migliori di qualcuno? Qual è il prezzo? Che cosa significa? Essere migliori di qualcuno ci fa sentire meglio? Meglio, questa parola non è una misura, essere migliori non è una qualità. È una scelta! Essere migliori è una scelta! Ma noi non siamo migliori di qualcuno, non dobbiamo e non abbiamo bisogno di essere migliori di qualcuno. L’unica persona di cui dobbiamo essere migliori è la persona che eravamo ieri! Perché ieri non tornerà indietro, quindi non possiamo aggiustarlo, ma possiamo e dobbiamo essere migliori, ieri non è solo un giorno, è una memoria, è storia e possiamo scegliere di cambiare il passato ed essere nuovi per il domani. Noi possiamo essere e possiamo fare questo meglio per gli altri, e per chi siamo noi. Con amore…

Joshua Chibueze Anyanwu


Multimedia – Fotogallery: La commemorazione per Joshua Chibueze Anyanwu – Video: Il testamento di Joshua – La messa per JoshuaIl ricordo dei familiari di Joshua

Articoli: Sabato l’addio a Joshua Anyanwu  – “Dedicheremo il prossimo anno scolastico a Joshua Anyanwu…”Joshua Chibueze Anyanwu, il figlio che avrei voluto… di Carlo Galeotti – “Joshua era un ragazzo buono, disponibile e amato” – Una messa per Joshua – Le ultime parole di Joshua: “Questa sarà la più grande cazzata della mia vita…” – Aldo Bellocchio: “Se ne va un angelo, fiero delle sue origini nigeriane…” – “Ti ricorderemo con quel sorriso inconfondibile, riposa in pace campione…” – Giovane annegato nel lago, due comunità sconvolte dalla tragedia – 17enne si tuffa e muore annegato nel lago


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12 luglio, 2019

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