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Tribunale - Nominati per l'imputato due esperti del nucleo investigativo antincendi di Roma - Oggi la prima udienza davanti al giudice Gaetano Mautone

Al via il processo al piromane di Fiescole, vigili del fuoco consulenti della difesa

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L'operazione degli uomini del Nipaf

L’operazione degli uomini del Nipaf

Danilo Camilli

Danilo Camilli

L'operazione degli uomini del Nipaf

L’operazione degli uomini del Nipaf

L'operazione degli uomini del Nipaf

L’operazione degli uomini del Nipaf

Viterbo – (sil.co) – Al via oggi davanti al giudice Gaetano Mautone il processo al presunto piromane Danilo Camilli, 41enne fermato il 22 agosto 2017 per incendio boschivo in seguito al rogo divampato a Fiescole. La difesa ha nominato come consulenti due tecnici del Nia dei vigili del fuoco. 

I movimenti dell’imputato, un bracciante agricolo di Vetralla, erano tracciati col gps. Gli investigatori conoscevano ogni suo spostamento. Secondo l’accusa, arrivava, si fermava, si lasciava alle spalle colonne di fumo.

“Il mio assistito è un onesto lavoratore che ritiene oltremodo odioso il reato contestatogli, in quanto lo stesso lavora e vive per la coltivazione delle campagna e delle zone boschive”, torna a sottolineare il difensore Samuele De Santis, a poche ore dalla prima udienza del processo.

Secondo le indagini, dopo avere appiccato il fuoco, Danilo Camilli avrebbe avuto l’abitudine di tornare sul “luogo del delitto” e, almeno una volta, sarebbe andato perfino sotto la caserma dei vigili del fuoco, prima che uscisse l’autobotte per andare a spegnere le fiamme.

“Abbiamo nominato come consulenti due membri del Nia, il nucleo investigativo antincendi dei vigili del fuco di Roma, le cui principali funzioni sono quelle dello studio, della ricerca e dell’analisi per la valutazione delle cause d’incendio”, anticipa il legale che, prima di fare l’avvocato, è stato vigile del fuoco e ha lavorato proprio al Nia. 

I carabinieri del nucleo investigativo della forestale sono andati a prenderlo, dopo averlo seguito per l’ultima volta dal bosco di Fiescole fino al piazzale sotto la Cittadella della salute, dove la sua auto si è fermata ed è scattato l’arresto. 


Video: Incendia un bosco di centinaia di ettari, arrestato


In fiamme una superficie modesta, di circa duecento metri quadrati, ma soltanto grazie all’allarme tempestivo al 115, altrimenti avrebbe rischiato di andare in fumo uno dei polmoni verdi della Tuscia. Centinaia di ettari di bosco che passando per San Martino arrivano fino al lago di Vico. Una strage di alberi sventata per un soffio.

“Questa infamante contestazione gli ha procurato danni irreparabili lavorativi famigliari e di convivenza sociale. Di certo abbiamo tutta l’intenzione di difenderci e di dimostrare la nostra innocenza”, dice ancora il legale.

Gli investigatori hanno depositato un’informativa di cinquanta pagine. E, in quelle pagine, collegherebbero, sempre secondo gli inquirenti, il 41enne anche ad altri incendi esplosi nell’estate “terribile” di due anni fa tra Viterbo e Vetralla.


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8 novembre, 2019

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