– Riciclaggio di auto, il boss collabora.
Sono stati ascoltati ieri mattina i tre personaggi di punta dell’operazione “The river” della polizia stradale che ha portato all’arresto in tutto di sedici persone con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione e al riciclaggio internazionale di veicoli.
L’indagine ha portato allo smantellamento di una ramificata organizzazione che gestiva il riciclaggio di auto di media e grossa cilindrata con contatti in diversi paesi europei.
A capo del giro, che aveva come base proprio Viterbo, secondo gli inquirenti c’era V. F., 39enne originario del brindisino, ma residente a Bagnoregio e domiciliato nel capoluogo della Tuscia, aiutato dalla compagna di origini rumene M.C., 33enne, e dal fratello A. F. di 42 anni. Tutti e tre sono difesi dall’avvocato Franco Fiorani.
“V.F. – spiega l’avvocato Fiorani – si è messo a disposizione del gip Rigato rispondendo alle domande con una chiara volontà collaborativa”.
Totalmente diversa, invece, la posizione del fratello di V.F., il 42enne A.F. “Il ruolo di A.F. nella vicenda – continua il legale Fiorani – è molto più marginale. Nei suoi confronti, anche secondo le ricostruzioni degli inquirenti, si parlava di una serie di contatti telefonici con il fratello e, al limite, di una sorta di supporto logistico. Per lui, quindi, ho presentato una richiesta di scarcerazione con l’obiettivo, almeno, di ottenere una misura cautelare più lieve del carcere”.
Infine, la terza e ultima assistita dell’avvocato Franco Fiorani, la 33enne M.C., compagna del boss V.F., è stata sottoposta a un interrogatorio per rogatoria poiché detenuta nel carcere femminile di Civitavecchia. “M.C. – conclude il legale – ha precisato di essere coinvolta nella vicenda soltanto in virtù dal legame affettivo con V.F. che le avrebbe chiesto di interessarsi di alcune questioni relative al traffico di auto. Per lei, comunque, chiederemo a breve un interrogatorio del pm”.
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