Polstrada – Operazione The River
Viterbo – (sil.co.) – Riciclaggio internazionale di auto di lusso per un presunto giro da sei milioni di euro, salta l’udienza e si va per la prescrizione.
Mercoledì a causa dell’assenza dell’ultimo testimone della difesa è saltata l’udienza del maxiprocesso a 24 imputati sui quali pende anche l’accusa di associazione per delinquere. Erano 23 all’ultimo appello, tornati 24 mercoledì davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini, che ha riunito al filone principale la posizione di un imputato, che nel frattempo era stata stralciata.
Il tutto in un contesto in cui è ormai prossima la prescrizione, a meno che qualcuno non decida di rinunciare. Ma tant’è, si tornerà in aula il prossimo 17 ottobre per sentire l’ultimo testimone e la discussione che, salvo improbabili sorprese, sancirà il colpo di spugna del non luogo a procedere per estinzione dei reati per prescrizione, col risultato che, nonostante il processo, i 24 imputati non saranno né colpevoli, né innocenti per la giustizia italiana.
Le indagini sono iniziate nel 2011. Gli imputati, rinviati a giudizio il 25 ottobre 2016, sono accusati di associazione per delinquere nell’ambito di un’indagine su un presunto maxi giro di riciclaggio internazionale di veicoli sgominato il 24 ottobre 2012 nel corso di un blitz messo a segno dalla polizia stradale, sfociato in 16 misure di custodia cautelare e 11 indagati a piede libero.
A capo del “cartello”, secondo l’accusa, ci sarebbero stati un 49enne, originario di Castel di Sangro ma residente a Bagnoregio, la compagna 43enne d’origine romena e il fratello 51enne dell’uomo, anche lui residente a Bagnoregio.
Undici le parti offese, società di autonoleggio come Avis, Europcar, Hertz, con sede in mezza Europa, da Roma a Bolzano, Madrid, Parigi, Amsterdam, Bruxelles.
Polstrada – Operazione The River
Traffico internazionale da 6 milioni di euro
La stradale (video – fotogallery) sequestrò 25 auto di lusso, tra cui Bmw, Audi, Mercedes e Citroen, per un valore di oltre un milione di euro. L’indagine ha poi portato a galla un traffico internazionale per 6 milioni di euro. Alle macchine, quasi sempre di grossa cilindrata, venivano modificati il numero del telaio e la targa, quindi venivano rivendute sulle piazze di Roma, Napoli e in Sicilia.
In autostrada con la scorta le auto da riciclare
Da Roma, sarebbero partiti in aereo i corrieri, diretti nel paese europeo prescelto. Avrebbero noleggiato l’auto e sarebbero tornati in autostrada. Durante il viaggio, spesso, le macchine da riciclare sarebbero state scortate da un’auto “apripista”, per segnalare eventuali posti di blocco o impedimenti durante il tragitto.
In azione poliziotti italiani, tedeschi, romeni e bulgari
Una volta giunti in Italia, la macchina avrebbe cambiato completamente volto. La targa sarebbe stata sostituita con quella di un altro paese europeo, il numero di telaio sarebbe stato modificato e sarebbero state compilate carte di circolazione rubate con nuovi dati. Il risultato sarebbe stato un’auto apparentemente regolare, con un numero di telaio corrispondente a una vettura simile, posseduta legalmente in un altro paese.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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