– E’ cominciato giovedì il processo a Settimio Melaragni.
L’immobiliarista di Capodimonte, già condannato per l’omicidio della sua ex Daniela Nicoleta Hatmanu, è di nuovo alla sbarra. Ma stavolta l’accusa è diversa: si tratta di tentata estorsione e calunnia. Sempre in danno di una sua ex, la 40enne romena Melinda Zabo.
Melaragni l’avrebbe minacciata ripetutamente. Stando alle indagini, le avrebbe promesso di diffondere foto che la ritraevano nuda, se la donna gli avesse negato rapporti sessuali. In più, l’avrebbe incolpata ingiustamente della rapina da lui subita il 13 ottobre 2007, quando i ladri lo avrebbero immobilizzato e violentato. Secondo Melaragni, il mandante era la sua ex, da lui accusata di aver ingaggiato due suoi connazionali per derubarlo e sodomizzarlo.
Lei smentisce anche l’esistenza della stessa rapina. “Quella notte eravamo insieme e abbiamo fatto l’amore”, ha riferito la donna agli inquirenti. Melaragni, però, insiste. E continua a dire che sarebbe stato quell’episodio a convincerlo a tenere una pistola accanto al letto. E’ con con quella che, nel gennaio 2008, sparò alla sua ex Daniela Nicoleta Hatmanu, spiegando, poi, di averla scambiata per un ladro nel buio. Per quei fatti Melaragni è già stato condannato in primo grado a dieci anni e sette mesi. Questa, invece, è una storia più recente.
Per la calunnia e la tentata estorsione a Melinda Zabo, Melaragni è finito in manette il 19 maggio 2011. Ora, il processo, che entrerà nel vivo a novembre con l’ascolto dei primi due testimoni.
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