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Capodimonte - In aula il racconto dell'ex di Settimio Melaragni, immobiliarista a processo per calunnia e tentata estorsione - Sull'uomo pende una condanna per l'omicidio di una donna, anche lei sua convivente, come l'attuale parte offesa

“Mi fotografò nuda e mi ricattava…”

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Settimio Melaragni

Settimio Melaragni

Capodimonte – Delitto del lago: una fuga rocambolesca per scappare da Settimio Melaragni, appena tre mesi prima che uccidesse la compagna. E’ il drammatico racconto della ex, che, oltre a denunciarlo due volte in pochi mesi, per mettersi in salvo fu costretta a chiedere aiuto a un’associazione di volontariato, facendo le valigie di nascosto nel giro di 48 ore. 

Melaragni, sotto processo per calunnia ed estorsione nei confronti della donna, è lo stesso immobiliarista sessantenne di Capodimonte condannato in via definitiva a otto anni per l’uccisione di Daniela Nicoletta Hatmanu. La fidanzata romena è stata uccisa a colpi di pistola la notte del 31 gennaio 2008, nella camera da letto dell’elegante villetta di sua proprietà affacciata sul lago di Bolsena. La ex era riuscita a scappare da lui appena tre mesi prima.

Come ha fatto successivamente Pistorius, anche Melaragni si giustificò dicendo di avere scambiato la fidanzata per un ladro. E per corroborare la tesi tirò in ballo lo choc per una rapina avvenuta pochi mesi prima, nell’ottobre 2007, durante la quale sarebbe stato sodomizzato da due malviventi romeni, in combutta con la ex convivente. Quest’ultima, nel frattempo tornata in patria, fu rintracciata in Romania nel 2010 dal pm Renzo Petroselli, al quale raccontò tutt’altra versione della vicenda. “Quella notte eravamo insieme e abbiamo fatto l’amore”, disse, parlando però di un rapporto estorto. Siccome voleva lasciarlo, dopo una relazione di otto anni, Melaragni pur di non farla andare via l’avrebbe minacciata di divulgare su internet delle foto di lei nuda.

Una storia di ricatti, per i quali la posizione della donna, inizialmente indagata, fu archiviata, mentre Melaragni  – dopo quasi dieci anni – è sotto processo per calunnia ed estorsione. Ieri l’immobiliarista era presente in aula alla prima udienza, durante la quale la presunta vittima ha spiegato al giudice Rita Cialoni come pochi mesi prima del delitto avesse denunciato per ben due volte Melaragni, prima in Romania e poi in Italia. “Era possessivo in maniera ossessiva – ha detto –, metteva paura. Voleva continue prove del mio amore, come quando mi volle scattare le foto nuda”.

Quando nell’estate 2007 lei scappò in Romania, la raggiunse a casa dei genitori e la costrinse a tornare in Italia con lui. “Aveva il portabagagli pieno di foto mie nuda formato A3 e A4 – ha raccontato la donna -. Le mostrò a mia madre, le disse che ero drogata, che facevo i giornalini porno. Minacciò di tappezzare di foto tutto il paese, così tornai a Capodimonte con lui”. Una prigione. “Prese una signora in casa perché mi controllasse. Dovevo avere voglia di fare l’amore. Diceva che il suo amore bastava per tutti e due. Che dovevo essere felice, perché non mi faceva mancare niente, che avevo una casa splendida, che tutto era firmato. Ma non ero libera di fare niente. Dovevo uscire con lui pure per fare la spesa. E una volta che volevo fare una passeggiata sul lago mi prese per il collo davanti alla signora, che dopo quell’episodio andò via”.

Fu allora che, temendo per sé e per i genitori, la donna, oggi 40enne, si rivolse all’associazione di volontariato ‘Camminare insieme’ di Roma. “Dovevo sparire, aspettavo l’occasione. Ma per andarmene dovevo lavorare – ha detto in aula la donna -. Mi chiamò una suora di giovedì, dicendomi che si sarebbe liberato un posto il sabato mattina. Aspettai il sabato, gli lasciai una lettera di spiegazioni, feci le valigie di nascosto e scappai. Alle 10 del mattino ero a Roma”. Circostanza confermata in aula dall’allora presidente del centro. Era fine ottobre del 2007. Tre mesi dopo Melaragni avrebbe ucciso. Prossima udienza a giugno.


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17 gennaio, 2017

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