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Capodimonte - Rinvio per affidare la causa a un giudice di ruolo - Sull'uomo pende una condanna a otto anni in appello per l'omicidio di una donna, anche lei sua convivente, come l'attuale parte offesa

Calunnia e tentata estorsione all’ex, Melaragni di nuovo in aula

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Settimio Melaragni

Settimio Melaragni 

Omicidio di Capodimonte, Melaragni portato via dai carabinieri

Omicidio di Capodimonte, Melaragni portato via dai carabinieri 

Capodimonte – Settimio Melaragni torna in aula.

L’immobiliarista 59enne di Capodimonte, già condannato per l’omicidio della sua ex Daniela Nicoleta Hatmanu, è di nuovo alla sbarra. Il processo è quello per tentata estorsione e calunnia in danno di una sua ex, la 40enne romena Melinda Zabo.

Ieri mattina, udienza fulminea davanti al giudice Roberto Migno. Tempo di rinviare la causa a un giudice di ruolo.

La prossima udienza sarà a dicembre, per un reato già vecchio di sette anni.

Melaragni è accusato di aver minacciato la sua ex ripetutamente. Stando alle indagini, le avrebbe promesso di diffondere foto che la ritraevano nuda, se lei gli avesse negato rapporti sessuali. In più, l’avrebbe incolpata ingiustamente della rapina da lui subita il 13 ottobre 2007, quando i ladri lo avrebbero immobilizzato e violentato.

Secondo Melaragni, il mandante era proprio la sua ex, da lui incolpata di aver ingaggiato due suoi connazionali per derubarlo e sodomizzarlo. Lei smentisce anche l’esistenza della stessa rapina. “Quella notte eravamo insieme e abbiamo fatto l’amore”, ha riferito la donna agli inquirenti. Melaragni, però, insiste. E continua a dire che sarebbe stato quell’episodio a convincerlo a tenere una pistola accanto al letto. Con quella stessa arma, nel gennaio 2008, Melaragni sparò alla sua ex Daniela Nicoleta Hatmanu, spiegando, poi, di averla scambiata per un ladro nel buio. 

Dopo la condanna a dieci anni in primo grado, la Corte d’appello gliene ha dati otto, ma il processo, quasi sicuramente, continuerà in Cassazione.


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3 luglio, 2014

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